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Progetto n. K 130

Per sostenere il progetto

L’attività scolastica al Centro Sociale EDIMAR”
YAOUNDÈ - CAMEROUN

 

Il Cameroun è una nazione dell’Africa centrale che copre una superficie di Kmq. 475.442 e conta una

popolazione di ca. 15 milioni di persone. La capitale è Yaoundé con ca. 1.500.000 di abitanti

Il Paese si affaccia sul Golfo di Guinea e confina con: Nigeria, Ciad, Rep. Centrafricana, Congo, Gabon e

Guinea Equatoriale. Il clima è equatoriale umido sulla costa, tropicale all’interno.

Le principali etnie sono una decina, ognuna con la sua propria lingua. I gruppi etnici sono circa 250.

Il Paese è indipendente dal 1960 e nel 1972, a seguito di un referendum popolare, è diventato Repubblica.

Nonostante abbia a disposizione gli strumenti costituzionali necessari, il Camerun è ben lontano dall’avere

un assetto politico stabile e rispettoso dei diritti dei cittadini e dall’assicurare loro una dignitosa esistenza sul

piano economico.

La miseria è diffusa e la corruzione investe tutti i settori dell’economia, al punto che per ben due anni (’98 e

’99) l’organismo Transparency International ha posto il Cameroun in cima alla classifica dei Paesi più

corrotti al mondo.

Reddito medio procapite: 700 Euro

Lingue ufficiali: inglese e francese.

Religioni: 25% cristiani, 25% musulmani e 50% animisti.

 

Le Missioni del P.I.M.E. in Cameroun

L’evangelizzazione del territorio ha avuto inizio alla fine dell’800, poco prima che Yaoundé fosse costituita in Prefettura apostolica nel 1890. Le 5 sedi metropolitane hanno complessivamente 17 altre diocesi, rette per la maggior parte da vescovi camerunesi.

Il P.I.M.E. vi giunse nel 1967, grazie ad un gemellaggio tra l’Istituto e la diocesi di Treviso. Il primo impegno fu ad Ambam, che terminò nel 1995.

Nel 1974, un gruppo di missionari assunse un impegno nel nord del Paese, a Guidiguis, nella diocesi di Yagoua; la loro presenza si estenderà in seguito a Touloum ed a Zouzoui.

Cinque anni dopo il P.I.M.E. iniziava il centro diocesano di formazione per catechisti a Doubane.

A Yaoundé i missionari gestiscono una parrocchia ed un Foyer per ragazzi di strada.

Oltre all’impegno fondamentale, che consiste nella creazione di comunità cristiane che vivano il Vangelo nella comunione e nella solidarietà, i missionari hanno sviluppato una serie di attività specifiche nei seguenti

settori:

. Sanità

. Agricoltura

. Formazione professionale

. Istruzione

 

Il problema dei ragazzi di strada

Per ben 25 anni il ‘Foyer della speranza’ di Yaoundé ha seguito i ragazzi di strada ed i minori incarcerati.

Molti sono soltanto bambini (se ne incontrano di 8-9 anni) che lasciano i villaggi d’origine in cerca di

fortuna ma, per la maggior parte di loro non vi è che miseria e disperazione.

Questo fenomeno, iniziato negli anni ’70, ha ormai toccato tutti i grandi centri ed è tutt’ora in via

d’espansione.

E’ stato constatato che, attualmente, un gran numero di ragazzi, tra i 10 e i 20 anni, vive sulla strada, in modo

più o meno stabile. Molti di loro hanno abbandonato la scuola, sono privi di assistenza sanitaria e non hanno

un posto (se non il marciapiede) dove incontrarsi per giocare, leggere, o vedere i parenti.

 

Le cause

Buona parte della popolazione camerunese è una popolazione urbana.

La scuola incontra sempre più difficoltà nell’inserire i giovani nel mondo del lavoro e l’agricoltura, che resta pur sempre la principale risorsa del Paese, non sembra soddisfare le aspettative dei giovani che preferiscono emigrare in città.

A questo va aggiunto un indebolimento dei valori, che provoca ripercussioni negative soprattutto nella famiglia. In effetti questa istituzione, così importante nella società africana, sta conoscendo una grave crisi: il divorzio, la poligamia, la fragilità nei rapporti, l’impatto con la modernità ed i suoi modelli comportamentali sono le vere minacce dei nuclei famigliari.

 

IL CENTRO SOCIALE ‘EDIMAR’

Il nome EDIMAR è molto significativo: Si tratta di un ragazzo ‘di strada’ brasiliano che ha potuto cambiare la sua vita grazie all’incontro con persone amiche che l’hanno accolto ed amato per quello che era.

Edimar, purtroppo, è stato ucciso dal suo capo banda per essersi rifiutato di obbedire all’ordine di uccidere un nemico. In funzione di quello che aveva incontrato, il ragazzo, ha preferito morire.

Fin dagli inizi degli anni ’90, veniva fortemente sentita l’esigenza di un centro di accoglienza e di orientamento per i giovani che facevano della strada la loro dimora permanente .

Da qui l’idea del Centro Sociale.

Attraverso questo Centro di accoglienza giornaliera, si voleva dare maggior stabilità e concretezza all’attività svolta dai missionari sulla strada, già da numerosi anni.

Il compito principale degli incaricati del Centro (educatori permanenti, stagisti e volontari) era di uscire per incontrare i ragazzi di strada, accoglierli al Centro, ascoltarli, creare incontri con le famiglie, allo scopo di rinnovarne i rapporti in vista di una reintegrazione in seno alle stesse.

L’individuazione del terreno dove dovesse sorgere l’edificio non è stata facile. Per ragioni strategiche, serviva un’area nel centro della città, per facilitare il raggruppamento dei ragazzi.

Finalmente è stato individuato il terreno nel centro di Yaoundé, proprio vicino alla stazione, punto obbligato di passaggio per tutti i giovani provenienti da ogni parte del Paese.

Nel Maggio 2001, grazie al sostegno degli organi istituzionali Camerunesi ed all’aiuto concreto di Monaco Aide et Présence, John Martiotti, Luc Raynaud ed altri numerosi amici, è stato possibile dare inizio ai lavori.

Un anno dopo, il 10 maggio 2002, veniva ufficialmente inaugurato il Centro Sociale EDIMAR

Gli obiettivi:

Il principale obiettivo del ‘Centro EDIMAR’ è il reinserimento famigliare e sociale dei ragazzi raccolti per

strada. Lo scopo è quello di offrire loro un punto di riferimento stabile e di seguirli nel quotidiano anche

sulla strada.

I beneficiari:

I beneficiari del progetto sono i ragazzi di strada ed i giovani usciti dal carcere ed in cerca di punti di

riferimento che li aiutino ad inserirsi nella famiglia e nella società.

Da statistiche approssimative si calcola che in Cameruon ci siano 4000-5000 ragazzi di strada.

A Yaoundé si calcola la presenza di un migliaio di ragazzi nell’arco dell’anno.

Al Centro Edimar vengono accolti, in media, dai 150 ai 200 ragazzi al giorno.

 

Gli educatori:

Per gestire al meglio le numerose attività del Centro, sono presenti due educatori permanenti e diversivolontari (studenti, lavoratori, religiosi).

Gli educatori permanenti hanno il compito di garantire la continuità di tutte le attività proposte e di seguire i ragazzi individualmente per favorirne il reinserimento famigliare e sociale

Visto il grande interesse attorno alle attività svolte, il Centro è continuamente sollecitato da domande di ‘stage’, per cui diverse congregazioni religiose e laiche, maschili e femminili inviano giovani in via di formazione per impegnarli nella realtà dell’emarginazione.

L’attività scolastica è garantita da insegnanti volontari che ricevono, saltuariamente, piccole indennità ed un’infermiera è presente tre volte la settimana.

 

I metodi educativi:

Il malessere giovanile, in generale, è principalmente dovuto all’esigenza, da parte dei ragazzi, di trovare negli adulti un ascolto più attento ed una miglior comprensione dei loro bisogni, all’interno della famiglia, presso le Istituzioni e nella Società.

I ragazzi di strada ed i giovani incarcerati rimessi in libertà, non chiedono che questo. Molti di loro soffrono per la mancanza di punti di riferimento nell’ambito parentale ed il bisogno di seguire una figura autorevole con un ruolo di educatore, è per loro fondamentale.

Per questo il Centro Edimar si vota a ‘luogo educativo’. Educare significa aiutare qualcuno a far emergere le proprie capacità e quindi a crescere.

Si tratta di un processo che coinvolge l’intera persona e di cui l’educatore stesso non può che farne parte.

Le stesse attività proposte dal Centro: scuola, formazione professionale, attività sportive, dialogo, sono volte a favorire una relazione educativa con gli adulti e rappresentano il mezzo più efficace per avviare un processo progressivo di reintegrazione sociale.

Il nostro metodo educativo ha sempre privilegiato l’incontro individuale con i ragazzi, evitando di generalizzarne le posizioni.

Tramite i nostri interventi: incontri sulla strada, assistenza medica, sport, ricerca di lavoro o di una scuola, visite alle famiglie, o ai commissariati, tentiamo di personalizzare il progetto educativo.

Infatti, l’aspetto pedagogico è prevalente in tutte le nostre attività ed i nostri sforzi hanno lo scopo di assicurare una presenza costante e costruttiva sulla strada, sia di giorno che di notte, nelle diverse zone della città, dove i ragazzi si riuniscono.

 

ATTIVITA’ DEL CENTRO SOCIALE

1. Presenze sulla strada - Mercato del Mfondi

- Campero

- Viale Kennedy

- Stazione Elig-Essono

- Cinema Abbia

- Etoudi

- Mercato Mokolo

2. Accoglienze giornaliere - Docce, lavanderie

- Ascolto e orientamento

- Infermerie

3. Visite alle celle dei commissariati

4. Gestione di una biblioteca

5. Animazione audio-visiva

6. Attività sportive: calcio il sabato, campionati di vacanze

7. Accompagnamento dei ragazzi presso le rispettive famiglie

8. Attività scolastiche: alfabetizzazione e preparazione al CEPE

9. Custodia dei risparmi per i facchini ed i ragazzi di strada

10 Corsi prematrimoniali per i giovani (EVA)

11 Supervisione degli allievi, apprendistati e inserzioni professionali

 

 

IL PROGETTO

Tra le tante attività che il Centro Sociale EDIMAR propone, la scuola ha una funzione molto importante per la stabilità e l’impegno che richiede.

Anche la formazione professionale, l’avvio al lavoro e lo sport (soprattutto il calcio) hanno per noi un’importanza rilevante.

Ciò che stupisce coloro che osservano il Centro è il fatto che quotidianamente tanti ragazzi di strada ed ex carcerati (150/200) vengono liberamente al Centro pur sapendo che non riceveranno né cibo, né alloggio.

Questi ragazzi arrivano da ogni parte del Paese.

La struttura è aperta da circa quattro anni e noi crediamo che l’impostazione educativa, ispirata alla vita di Edimar, sia ormai consolidata.

Infatti, ci sembra che l’accento messo sull’amicizia, proposto dal Centro, stia dando buoni frutti e si è valutato che nell’arco di un anno, sono almeno cento i ragazzi assistiti che decidono di rientrare nelle rispettive famiglie d’origine.

 

Le parole di padre Maurizio:

"Per capire l’attaccamento che i ragazzi hanno alla nostra proposta, valga per tutti la testimonianza di Pierre

un ragazzo che ha frequentato l’anno scolastico 2004-2005.

Questo giovane venticinquenne sta imparando a leggere e a scrivere, dopo una vita trascorsa prevalentemente sulla strada a lavare auto e a fare lavori saltuari.

Più volte arrestato e imprigionato, spesso per futili motivi, da circa due anni mantiene vivo il desiderio di cambiare vita sforzandosi di avanzare sul piano dell’istruzione.

Nel corso dell’ultimo anno scolastico, in una lettera agli educatori del Centro,scritta durante un breve periodo trascorso in carcere, ha parlato della sua sofferenza e dell’abbandono in cui si trovava, rimpiangendo i bei momenti trascorsi al Centro Edimar.

Ha chiesto insistentemente di poter riprendere la scuola non appena fosse uscito di prigione e così avvenne!"

 

Finanziamento richiesto:

L’importo annuale necessario al Centro Edimar per condurre le attività didattiche e di alfabetizzazione è di Euro 10.800 (comprensivo delle spese di gestione)

Il Progetto ‘Aiutiamo il Centro Sociale EDIMAR’ è gestito da Padre Maurizio BEZZI del P.I.M.E. attualmente residente presso il Centro Sociale Edimar di Yaoundé - Cameroun.


Per richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio Aiuto Missioni del PIME (tel. 02 438201)e-mail: progetti@pimemilano.com

 

Per sostenere il progetto, si prega di citare sempre nella causale il numero d’identificazione K 130, tramite:

  • c/c postale n. 39208202 intestato a PIMEDIT Onlus Via Mosè Bianchi, 94 – 20148 MILANO

  • Assegno Bancario o Circolare, oppure Vaglia Postale a PIMEDIT Onlus, sempre al ns. indirizzo

  • Bonifico Bancario sul c/c 5733 intestato a PIMEdit Onlus Via Mosè Bianchi, 94 MILANO – presso: Credito Artigiano Sede, P.za S. Fedele, Milano (ABI 3512, CAB 01601, CIN N), inviando poi copia dell’avvenuto Bonifico via fax al n. 02 4695193, o informando via e.mail a: uam@pimemilano.com

  • Carta di credito, telefonando al n. 02 43820322/536

 

Il P.I.M.E., dal 1850, anno della sua fondazione, è una garanzia di serietà e di impegno a favore delle popolazioni più povere del Sud del mondo.

 

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