Per
ben 25 anni il ‘Foyer della speranza’ di
Yaoundé ha seguito i ragazzi di strada ed i
minori incarcerati.
Molti
sono soltanto bambini (se ne incontrano di
8-9 anni) che lasciano i villaggi d’origine
in cerca di
fortuna ma, per la maggior parte di loro non
vi è che miseria e disperazione.
Questo fenomeno, iniziato negli anni ’70, ha
ormai toccato tutti i grandi centri ed è
tutt’ora in via
d’espansione.
E’
stato constatato che, attualmente, un gran
numero di ragazzi, tra i 10 e i 20 anni,
vive sulla strada, in modo
più o
meno stabile. Molti di loro hanno
abbandonato la scuola, sono privi di
assistenza sanitaria e non hanno
un
posto (se non il marciapiede) dove
incontrarsi per giocare, leggere, o vedere i
parenti.
Le cause
Buona
parte della popolazione camerunese è una
popolazione urbana.
La
scuola incontra sempre più difficoltà
nell’inserire i giovani nel mondo del lavoro
e l’agricoltura, che resta pur sempre la
principale risorsa del Paese, non sembra
soddisfare le aspettative dei giovani che
preferiscono emigrare in città.
A
questo va aggiunto un indebolimento dei
valori, che provoca ripercussioni negative
soprattutto nella famiglia. In effetti
questa istituzione, così importante nella
società africana, sta conoscendo una grave
crisi: il divorzio, la poligamia, la
fragilità nei rapporti, l’impatto con la
modernità ed i suoi modelli comportamentali
sono le vere minacce dei nuclei famigliari.
IL CENTRO SOCIALE ‘EDIMAR’
|
Il nome
EDIMAR è molto
significativo: Si tratta di un
ragazzo ‘di strada’ brasiliano
che ha potuto cambiare la sua
vita grazie all’incontro con
persone amiche che l’hanno
accolto ed amato per quello che
era.
Edimar,
purtroppo, è stato ucciso dal
suo capo banda per essersi
rifiutato di obbedire all’ordine
di uccidere un nemico. In
funzione di quello che aveva
incontrato, il ragazzo, ha
preferito morire. |
Fin
dagli inizi degli anni ’90, veniva
fortemente sentita l’esigenza di un centro
di accoglienza e di orientamento per i
giovani che facevano della strada la loro
dimora permanente .
Da
qui l’idea del Centro Sociale.
Attraverso questo Centro di accoglienza
giornaliera, si voleva dare maggior
stabilità e concretezza all’attività svolta
dai missionari sulla strada, già da numerosi
anni.
Il
compito principale degli incaricati del
Centro (educatori permanenti, stagisti e
volontari) era di uscire per incontrare i
ragazzi di strada, accoglierli al Centro,
ascoltarli, creare incontri con le famiglie,
allo scopo di rinnovarne i rapporti in vista
di una reintegrazione in seno alle stesse.
L’individuazione del terreno dove dovesse
sorgere l’edificio non è stata facile. Per
ragioni strategiche, serviva un’area nel
centro della città, per facilitare il
raggruppamento dei ragazzi.
Finalmente è stato individuato il terreno
nel centro di Yaoundé, proprio vicino alla
stazione, punto obbligato di passaggio per
tutti i giovani provenienti da ogni parte
del Paese.
Nel
Maggio 2001, grazie al sostegno degli organi
istituzionali Camerunesi ed all’aiuto
concreto di Monaco Aide et Présence,
John Martiotti, Luc Raynaud ed
altri numerosi amici, è stato possibile dare
inizio ai lavori.
Un
anno dopo, il 10 maggio 2002, veniva
ufficialmente inaugurato il Centro
Sociale EDIMAR
Gli obiettivi:
Il
principale obiettivo del ‘Centro EDIMAR’ è
il reinserimento famigliare e sociale dei
ragazzi raccolti per
strada. Lo scopo è quello di offrire loro un
punto di riferimento stabile e di seguirli
nel quotidiano anche
sulla
strada.
I
beneficiari:
I
beneficiari del progetto sono i ragazzi di
strada ed i giovani usciti dal carcere ed in
cerca di punti di
riferimento che li aiutino ad inserirsi
nella famiglia e nella società.
Da
statistiche approssimative si calcola che in
Cameruon ci siano 4000-5000 ragazzi di
strada.
A
Yaoundé si calcola la presenza di un
migliaio di ragazzi nell’arco dell’anno.
Al
Centro Edimar vengono accolti, in media, dai
150 ai 200 ragazzi al giorno.
Gli educatori:
Per
gestire al meglio le numerose attività del
Centro, sono presenti due educatori
permanenti e diversivolontari (studenti, lavoratori, religiosi).
Gli
educatori permanenti hanno il compito di
garantire la continuità di tutte le attività
proposte e di seguire i
ragazzi individualmente per favorirne il
reinserimento famigliare e sociale
Visto
il grande interesse attorno alle attività
svolte, il Centro è continuamente
sollecitato da domande di
‘stage’, per cui diverse congregazioni
religiose e laiche, maschili e femminili
inviano giovani in via di
formazione per impegnarli nella realtà
dell’emarginazione.
L’attività scolastica è garantita da
insegnanti volontari che ricevono,
saltuariamente, piccole indennità ed
un’infermiera è presente tre volte la
settimana.
I
metodi educativi:
Il
malessere giovanile, in generale, è
principalmente dovuto all’esigenza, da parte
dei ragazzi, di trovare negli
adulti un ascolto più attento ed una miglior
comprensione dei loro bisogni, all’interno
della famiglia,
presso le Istituzioni e nella Società.
I
ragazzi di strada ed i giovani incarcerati
rimessi in libertà, non chiedono che questo.
Molti di loro soffrono per
la mancanza di punti di riferimento
nell’ambito parentale ed il bisogno di
seguire una figura autorevole con
un ruolo di educatore, è per loro
fondamentale.
Per
questo il Centro Edimar si vota a ‘luogo
educativo’. Educare significa aiutare
qualcuno a far emergere le
proprie capacità e quindi a crescere.
Si
tratta di un processo che coinvolge l’intera
persona e di cui l’educatore stesso non può
che farne parte.
Le
stesse attività proposte dal Centro: scuola,
formazione professionale, attività sportive,
dialogo, sono volte a
favorire una relazione educativa con gli
adulti e rappresentano il mezzo più efficace
per avviare un
processo progressivo di reintegrazione
sociale.
Il
nostro metodo educativo ha sempre
privilegiato l’incontro individuale con i
ragazzi, evitando di
generalizzarne le posizioni.
Tramite i nostri interventi: incontri sulla
strada, assistenza medica, sport, ricerca di
lavoro o di una scuola,
visite alle famiglie, o ai commissariati,
tentiamo di personalizzare il progetto
educativo.
Infatti, l’aspetto pedagogico è prevalente
in tutte le nostre attività ed i nostri
sforzi hanno lo scopo di
assicurare una presenza costante e
costruttiva sulla strada, sia di giorno che
di notte, nelle diverse zone della
città, dove i ragazzi si riuniscono.
ATTIVITA’ DEL CENTRO SOCIALE
1.
Presenze sulla strada - Mercato del Mfondi
- Campero
- Viale Kennedy
- Stazione Elig-Essono
- Cinema Abbia
- Etoudi
- Mercato Mokolo
2.
Accoglienze giornaliere - Docce, lavanderie
- Ascolto e orientamento
- Infermerie
3.
Visite alle celle dei commissariati
4.
Gestione di una biblioteca
5.
Animazione audio-visiva
6.
Attività sportive: calcio il sabato,
campionati di vacanze
7.
Accompagnamento dei ragazzi presso le
rispettive famiglie
8.
Attività scolastiche: alfabetizzazione e
preparazione al CEPE
9.
Custodia dei risparmi per i facchini ed i
ragazzi di strada
10
Corsi prematrimoniali per i giovani (EVA)
11
Supervisione degli allievi, apprendistati e
inserzioni professionali
IL
PROGETTO
Tra le tante attività che il Centro Sociale
EDIMAR propone, la scuola ha una funzione
molto importante per la stabilità e
l’impegno che richiede.
Anche
la formazione professionale, l’avvio al
lavoro e lo sport (soprattutto il calcio)
hanno per noi un’importanza rilevante.
Ciò
che stupisce coloro che osservano il Centro
è il fatto che quotidianamente tanti ragazzi
di strada ed ex carcerati (150/200) vengono
liberamente al Centro pur sapendo che non
riceveranno né cibo, né alloggio.
Questi ragazzi arrivano da ogni parte del
Paese.
La
struttura è aperta da circa quattro anni e
noi crediamo che l’impostazione educativa,
ispirata alla vita di Edimar, sia
ormai consolidata.
Infatti, ci sembra che l’accento messo
sull’amicizia, proposto dal Centro, stia
dando buoni frutti e si è valutato che
nell’arco di un anno, sono almeno cento i
ragazzi assistiti che decidono di rientrare
nelle rispettive famiglie d’origine.
|
Le parole
di padre Maurizio:
"Per
capire l’attaccamento che i
ragazzi hanno alla nostra
proposta, valga per tutti la
testimonianza di Pierre
un ragazzo
che ha frequentato l’anno
scolastico 2004-2005.
Questo
giovane venticinquenne sta
imparando a leggere e a
scrivere, dopo una vita
trascorsa prevalentemente sulla
strada a lavare auto e a fare
lavori saltuari.
Più volte
arrestato e imprigionato, spesso
per futili motivi, da circa due
anni mantiene vivo il desiderio
di cambiare vita sforzandosi di
avanzare sul piano
dell’istruzione.
Nel corso
dell’ultimo anno scolastico, in
una lettera agli educatori del
Centro,scritta durante un breve
periodo trascorso in carcere, ha
parlato della sua sofferenza e
dell’abbandono in cui si
trovava, rimpiangendo i bei
momenti trascorsi al Centro
Edimar.
Ha chiesto
insistentemente di poter
riprendere la scuola non appena
fosse uscito di prigione e così
avvenne!" |
Finanziamento richiesto:
L’importo annuale necessario al Centro
Edimar per condurre le attività didattiche e
di alfabetizzazione è di Euro 10.800
(comprensivo delle spese di gestione)
Il
Progetto ‘Aiutiamo il Centro Sociale
EDIMAR’ è gestito da Padre Maurizio
BEZZI del P.I.M.E. attualmente residente
presso il Centro Sociale Edimar di Yaoundé -
Cameroun.