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Progetto n. K 145

Per sostenere il progetto

Centro di Formazione ‘FIERA DELLE POSSIBILITA’
NHABIJ AO – BAMBADINCA
GUINEA BISSAU

 

La Guinea-Bissau è una piccola Nazione dell’Africa occidentale che copre un’area di 36.000 Km2. La popolazione conta ca. 1.200.000 abitanti.

 

Colonia del Portogallo fino al 1974, si trova al 168° posto nell’indice di sviluppo ed è quindi tra i Paesi più poveri e svantaggiati al mondo.

 

La popolazione vive di pesca e agricoltura e la speranza di vita è di 47 anni. Delle nuove nascite il 10% muore prima di aver raggiunto il primo anno, mentre un altro 10% non arriva ai 5 anni.

La capitale Bissau conta circa 430.000 abitanti

Lingua ufficiale è il portoghese. Il dialetto creolo, che mescola elementi africani e portoghesi, è utilizzato come ‘lingua franca’. Tra le 20 lingue native, le più parlate sono il Balanta e il Fula.

 

Le religioni sono: Tradizionale africana (per la maggioranza), Musulmana (36%) e Cattolica (10%)

 

La storia:

La Guinea-Bissau è stata “scoperta” nel 1446 da Nuno Tristao, un navigatore portoghese. Nel 1879 divenne colonia e nel 1951 ‘provincia d’oltremare’ del Portogallo.

 

Nel 1963 ebbe inizio la lotta per l’indipendenza, culminata con la dichiarazione di sovranità avvenuta il 10 settembre 1974, ad opera del Partido Africano de Independencia da Guiné e Cabo Verde (Paigc)

 

Da allora, sono in corso in Guinea-Bissau scontri e lotte tra fazioni politiche, per l’acquisizione del potere, che hanno frenato il processo di sviluppo, e ridotto la popolazione in condizioni di estrema povertà e disagio.

 

Le Missioni del P.I.M.E. in Guinea-Bissau

I Missionari del P.I.M.E. sono presenti in Guinea-Bissau fin dal 1947.

Oltre all’impegno fondamentale, che consiste nella creazione di comunità cristiane che vivano il Vangelo nella comunione e nella solidarietà, i missionari hanno sviluppato una serie di attività specifiche nei seguenti settori:

 

. Sanità

. Agricoltura

. Alfabetizzazione

. Formazione professionale . Istruzione

 

E’ stata incrementata la formazione professionale, l‘istruzione secondaria, i corsi di laurea.

E’ stata creata un’emittente Radio (Sol Mansi) che, oltre a fornire notizie su eventi locali e nazionali, fa si che la gente comune si senta meno isolata dal resto del mondo e, col tempo, arrivi ad acquisire una maggiore coscienza sociale e civile.

Infatti, per sconfiggere la povertà e pianificare un corretto sviluppo, è necessario garantire alla popolazione ed alla futura classe dirigente del Paese una corretta informazione e una buona formazione, oltre che sul piano etico, anche su quello della cultura e competenza.

 

Un racconto di un Missionario:


“Vi racconto un fatto: Una volta parlavo con un anziano balanta, non cristiano.
Ero tornato da una vacanza in Italia e gli dicevo che in Europa attraversiamo una crisi di fede, la gente pensa poco a Dio, non prega più, non va più in chiesa…..
Lui mi dice: “Non ci credo”.
“Come non ci credi? Te lo dico io che sono appena stato in Italia”,
“No, riprende, è impossibile che in Europa non abbiate la fede e la preghiera. Siete un popolo intelligente, non è possibile”.
Eravamo vicini ad una risaia e aggiunse: “Vedi questa risaia? C’è l’acqua. Tu hai bisogno dell’acqua, ma l’acqua
non ha bisogno di te.
Vedi il cielo? C’è l’aria. Tu hai bisogno dell’aria, ma l’aria non ha bisogno di te.
Così è Dio: non ha bisogno di noi, ma noi abbiamo bisogno di lui. Non possiamo farne a meno. Dio è come l’aria
e l’acqua.
L’acqua fa un piacere a te lasciando che tu la beva e l’aria fa un piacere a te lasciando che tu la respiri: così Dio fa un piacere a noi lasciando che lo preghiamo, ascoltandoci e rispondendo alle nostre preghiere….”

 

IL PROGETTO

A circa 30 anni dall'indipendenza la Guinea-Bissau continua ad essere uno dei Paesi più poveri del mondo, con circa l’85% dei poveri all'interno del Paese, soprattutto nelle regioni settentrionali e orientali.

 

Gli indicatori dell’Istruzione e della Salute sono bassi quando comparati con gli altri Paesi dell'Africa Sub-Sahariana.

La percentuale della popolazione alfabetizzata è solamente del 26%, mentre l’84% della popolazione, estremamente povera, non ha istruzione formale.

L’osservazione della Guinea-Bissau, attraverso i dati disponibili, mostra una situazione sociale che sta peggiorando di anno in anno, soprattutto a partire dall’ultimo conflitto politico-militare del 1998-99.

 

La precarietà nutrizionale, che si traduce in un deficit alimentare, è crescente: il fenomeno di un pasto quotidiano, forse è una delle manifestazioni più visibili della povertà in Guinea-Bissau, tanto nel mondo rurale, quanto nei centri urbani.

 

L'iniziativa della Diocesi di Bafatà, insieme alla Caritas della Guinea Bissau, di dar vita al “Progetto Nhabijào - Fiera delle possibilità”, é nata da un bisogno urgente di dare una risposta concreta, alla situazione d’abbandono e di disoccupazione che i giovani/adulti di questo paese si trovano ad affrontare.

 

L’idea è di creare un Centro attrezzato che proponga percorsi formativi brevi che possono favorire l’utilizzo di tecnologie nuove e adattate alla situazione guineana per favorire lo sviluppo del Paese e migliorarne le condizioni di vita.

 

Il Centro vuole essere un luogo privilegiato di scambio d’idee e sperimentazioni, con l’appoggio ed il contributo di specialisti nazionali e stranieri.

 

Sono previsti anche percorsi di formazione umana e promozione sociale con programmi d’educazione civica, rinforzo della coscienza critica, osservatorio di prevenzione dei conflitti, per diffondere uno spirito di pace e dialogo all’interno delle varie realtà sociali, religiose, etniche.

 

A questo proposito sarà preziosa la sinergia con Radio Sol Mansi, già presente su gran parte del territorio e da sempre impegnata nella messa in onda di programmi che incoraggiano il dialogo, la tolleranza, la pace e lo sviluppo.

 

Obiettivi generali:

La realizzazione del Centro di Formazione Socio-Culturale di Nhabijao viene a rinforzare l’impatto delle attività sviluppare dalle Diocesi di Bissau e Bafatà e della Chiesa cattolica Guineana in modo generale.

 

Il criterio di scelta dell’attività garantisce una risposta appropriata alle esigenze riferite a problemi di salute, istruzione, produzione, artigianato, agricoltura, ecc., attraverso corsi di formazione programmati per i prossimi 3 anni:

 

Organizzazione di brevi corsi, amministrati nel fine settimana (venerdì a domenica) durante tutto l’anno. Corsi intensivi durante la pausa scolastica di luglio e agosto.

 

Promozione di incontri e dibattiti tematici con leader di comunità, esperti nazionali, con la partecipazione di specialisti stranieri secondo il bisogno e l'interesse dimostrato dai partecipanti.

 

Obiettivi specifici:

Creare percorsi formativi differenziati per giovani e donne per incentivare lo sviluppo di attività di auto-impiego.

 

Formare gruppi di giovani ed adulti che attraverso la sperimentazione di metodologie alternative nella produzione agricola, nella conservazione e trasformazione di prodotti, possano realmente migliorare le condizioni di vita delle proprie famiglie.

 

Presentare tecnologie moderne, adattate alle condizioni del Paese, nella produzione d’energia

 

Sostenere alcuni gruppi di giovani e donne promuovendo attività formative e lavorative con l’obiettivo di ridurre la “fuga” dal campo verso la città.

 

Attenzione alla formazione umana con riflessioni di pastorale sociale in armonia con la realtà del Paese alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

 

Beneficiari

Una volta ultimato, il Centro assumerà un ruolo di supporto e di riferimento per le Comunità e la popolazione dell’intero Paese.

Si stima che, annualmente, parteciperanno ai corsi di formazione centinaia persone, tra uomini e donne, appartenenti a tutte le etnie presenti sul Territorio

 

I Costi:

 

 

Euro

Ristrutturazione edificio esistente (attuale alloggio volontari)

28.430.­

Aumento servizi igienici

12.880.­

Completamento installazione solare

8.360.­

 

49.670.­

Spese amministrative e di gestione: 8%

4.320.­

Totale progetto

53.990.­

 

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Sostenibilità del progetto:

La responsabilità dell'organizzazione del Centro di Nhabijào è della Caritas Interdiocesana, in collaborazione con volontari che appartengono l'organizzazione ALP (Associazione Laici PIME), e laici della diocesi di Verona coadiuvati da un’equipe di nazionali.

Il coordinamento e l’attuazione dell’ intero progetto, nonché l’edificazione dell’edificio, la cui realizzazione sarà affidata alla manodopera locale, è stata affidata a padre Alberto Zamberletti, medico e missionario del Pime in Guinea-Bissau da oltre 30 anni.


Per richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio Aiuto Missioni del PIME (tel. 02 438201)e-mail: progetti@pimemilano.com

 

Per sostenere il progetto, si prega di citare sempre nella causale il numero d’identificazione K 145, tramite:

  • c/c postale n. 39208202 intestato a PIMEDIT Onlus Via Mosè Bianchi, 94 – 20148 MILANO

  • Assegno Bancario o Circolare, oppure Vaglia Postale a PIMEDIT Onlus, sempre al ns. indirizzo

  • Bonifico Bancario sul c/c 5733 intestato a PIMEdit Onlus Via Mosè Bianchi, 94 MILANO – presso: Credito Artigiano Sede, P.za S. Fedele, Milano (ABI 3512, CAB 01601, CIN N), inviando poi copia dell’avvenuto Bonifico via fax al n. 02 4695193, o informando via e.mail a: uam@pimemilano.com

  • Carta di credito, telefonando al n. 02 43820322/536

 

Il P.I.M.E., dal 1850, anno della sua fondazione, è una garanzia di serietà e di impegno a favore delle popolazioni più povere del Sud del mondo.

 

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