A circa 30
anni dall'indipendenza la Guinea-Bissau
continua ad essere uno dei Paesi più poveri
del mondo, con circa
l’85%
dei poveri all'interno del Paese,
soprattutto nelle regioni settentrionali e
orientali.
Gli
indicatori dell’Istruzione e della Salute
sono
bassi
quando comparati con gli altri Paesi
dell'Africa Sub-Sahariana.
La
percentuale della popolazione alfabetizzata
è solamente del 26%, mentre
l’84%
della popolazione, estremamente povera, non
ha istruzione formale.
L’osservazione della Guinea-Bissau,
attraverso i dati disponibili, mostra una
situazione sociale che sta peggiorando di
anno in anno, soprattutto a partire
dall’ultimo conflitto politico-militare del
1998-99.
La
precarietà nutrizionale, che si traduce in
un deficit alimentare, è crescente: il
fenomeno di un pasto quotidiano, forse è una
delle manifestazioni più visibili della
povertà in Guinea-Bissau, tanto nel mondo
rurale, quanto nei centri urbani.
L'iniziativa della Diocesi di Bafatà,
insieme alla Caritas della Guinea Bissau, di
dar vita al “Progetto Nhabijào -
Fiera delle
possibilità”,
é nata da
un bisogno urgente di dare una risposta
concreta, alla situazione d’abbandono e di
disoccupazione che i giovani/adulti di
questo paese si trovano ad affrontare.
L’idea è di
creare un Centro attrezzato
che
proponga percorsi formativi brevi che
possono favorire l’utilizzo di tecnologie
nuove e adattate alla situazione guineana
per favorire lo sviluppo del Paese e
migliorarne le condizioni di vita.
Il Centro
vuole essere un luogo privilegiato di
scambio d’idee e sperimentazioni, con
l’appoggio ed il contributo di specialisti
nazionali e stranieri.
Sono
previsti anche percorsi di formazione umana
e promozione sociale con programmi
d’educazione civica, rinforzo della
coscienza critica, osservatorio di
prevenzione dei conflitti, per diffondere
uno spirito di pace e dialogo all’interno
delle varie realtà sociali, religiose,
etniche.
A questo
proposito sarà preziosa la sinergia con
Radio Sol Mansi, già presente su gran
parte del territorio e da sempre impegnata
nella messa in onda di programmi che
incoraggiano il dialogo, la tolleranza, la
pace e lo sviluppo.
Obiettivi generali:
La
realizzazione del Centro di Formazione
Socio-Culturale di Nhabijao viene a
rinforzare l’impatto delle attività
sviluppare dalle Diocesi di Bissau e Bafatà
e della Chiesa cattolica Guineana in modo
generale.
Il criterio
di scelta dell’attività garantisce una
risposta appropriata alle esigenze riferite
a problemi di salute, istruzione,
produzione, artigianato, agricoltura, ecc.,
attraverso corsi di formazione
programmati per i prossimi 3 anni:
Organizzazione di brevi corsi, amministrati
nel fine settimana (venerdì a domenica)
durante tutto l’anno. Corsi intensivi
durante la pausa scolastica di luglio e
agosto.
Promozione
di incontri e dibattiti tematici con leader
di comunità, esperti nazionali, con la
partecipazione di specialisti stranieri
secondo il bisogno e l'interesse dimostrato
dai partecipanti.
Obiettivi specifici:
Creare
percorsi formativi differenziati per giovani
e donne per incentivare lo sviluppo di
attività di auto-impiego.
Formare
gruppi di giovani ed adulti che attraverso
la sperimentazione di metodologie
alternative nella produzione agricola, nella
conservazione e trasformazione di prodotti,
possano realmente migliorare le condizioni
di vita delle proprie famiglie.
Presentare
tecnologie moderne, adattate alle condizioni
del Paese, nella produzione d’energia
Sostenere
alcuni gruppi di giovani e donne promuovendo
attività formative e lavorative con
l’obiettivo di ridurre la “fuga” dal campo
verso la città.
Attenzione
alla formazione umana con riflessioni di
pastorale sociale in armonia con la realtà
del Paese alla luce della Dottrina Sociale
della Chiesa.
Beneficiari
Una volta
ultimato, il Centro assumerà un ruolo di
supporto e di riferimento per le Comunità e
la popolazione dell’intero Paese.
Si stima che, annualmente, parteciperanno ai
corsi di formazione centinaia
persone, tra uomini e donne, appartenenti a
tutte le etnie presenti sul Territorio
I Costi:
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Euro |
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Ristrutturazione edificio
esistente (attuale alloggio
volontari) |
28.430. |
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Aumento servizi igienici |
12.880. |
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Completamento installazione
solare |
8.360. |
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49.670. |
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Spese amministrative e di
gestione: 8% |
4.320. |
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Totale progetto |
53.990. |
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Sostenibilità del progetto:
La
responsabilità dell'organizzazione del
Centro di Nhabijào è della Caritas
Interdiocesana, in collaborazione con
volontari che appartengono l'organizzazione
ALP (Associazione Laici PIME), e laici della
diocesi di Verona coadiuvati da un’equipe di
nazionali.
Il
coordinamento e l’attuazione dell’ intero
progetto, nonché l’edificazione
dell’edificio, la cui realizzazione sarà
affidata alla manodopera locale, è stata
affidata a padre Alberto Zamberletti,
medico e missionario del Pime in
Guinea-Bissau da oltre 30 anni.