|
Archivio
Progetti
Progetto n. K
132
Per sostenere il progetto
I pozzi a Moutourwa
NORD
- CAMEROUN

Il Cameroun è una
nazione dell’Africa centrale che copre una
superficie di Kmq. 475.442 e conta una
popolazione di ca. 15 milioni di persone. La
capitale è Yaoundé con ca. 1.500.000 di
abitanti.
Il Paese si affaccia
sul Golfo di Guinea e confina con: Nigeria,
Ciad, Rep. Centrafricana, Congo, Gabon e
Guinea Equatoriale. Il clima è equatoriale
umido sulla costa, tropicale all’interno.
Le principali etnie
sono una decina, ognuna con la sua propria
lingua. I gruppi etnici sono circa 250.
Il Paese è
indipendente dal 1960 e nel 1972, a seguito
di un referendum popolare, è diventato
Repubblica.
Nonostante abbia a
disposizione gli strumenti costituzionali
necessari, il Camerun è ben lontano
dall’avere un assetto politico stabile e
rispettoso dei diritti dei cittadini e
dall’assicurare loro una dignitosa esistenza
sul piano economico.
La miseria è diffusa e
la corruzione investe tutti i settori
dell’economia, al punto che per ben due anni
(’98 e ’99) l’organismo Transparency
International ha posto il Cameroun in cima
alla classifica dei Paesi più corrotti al
mondo.
Reddito medio
procapite:
700 Euro
Lingue ufficiali:
inglese e francese.
Religioni:
25% cristiani, 25% musulmani e 50% animisti.
Le Missioni del P.I.M.E. in Cameroun
L’evangelizzazione del territorio ha avuto
inizio alla fine dell’800, poco prima che
Yaoundé fosse costituita in Prefettura
apostolica nel 1890. Le 5 sedi metropolitane
hanno complessivamente 17 altre diocesi,
rette per la maggior parte da vescovi
camerunesi.
Il P.I.M.E. vi giunse nel 1967, grazie ad un
gemellaggio tra l’Istituto e la diocesi di
Treviso. Il primo impegno fu ad Ambam, che
terminò nel 1995.
Nel 1974, un gruppo di missionari assunse un
impegno nel nord del Paese, a Guidiguis,
nella diocesi di Yagoua; la loro presenza si
estenderà in seguito a Touloum ed a Zouzoui.
Cinque anni dopo il P.I.M.E. iniziava il
centro diocesano di formazione per catechisti
a Doubane.
A Yaoundé i missionari gestiscono una
parrocchia ed il Centro Sociale ‘EDIMAR’ per
ragazzi di strada.
Oltre all’impegno fondamentale, che consiste
nella creazione di comunità cristiane che
vivono il Vangelo nella comunione e nella
solidarietà, i missionari hanno sviluppato
una serie di attività specifiche nei seguenti
settori:
. Sanità
. Agricoltura
. Formazione professionale
. Istruzione
L’area di Moutourwa
Moutourwa si trova a 50 Km da Maroua e,
più precisamente, nel dipartimento Mayo Kani
nella provincia dell’estremo nord del
Cameroun – a 32 Km. dall’aeroporto di
Maroua-Salak Il territorio, che comprende 45
villaggi, è un altopiano di ca. 400 metri di
altitudine e conta una popolazione di ca.
23.000 abitanti.
Il clima
è di tipo sudanese-saheliano ed è
caratterizzato da una corta stagione delle
piogge da maggio a settembre e da una lunga
stagione secca da ottobre ad aprile.La
pluviometria annuale può raggiunge gli 800 mm
e la temperatura media è di 28°C, con punte
massime di 45°C.
Il terreno è
in generale pianeggiante, anche se presenta
sia depressioni che rilievi montagnosi
costituiti da blocchi di roccia granitica.
I guiziga,
un tempo cacciatori, sono oggi coltivatori
ma, in questa regione, le condizioni di vita
diventano sempre più difficili a causa delle
piogge irregolari e dell’impoverimento del
suolo. A questo vanno aggiunte le calamità
naturali quali: fame causata dalla siccità
(almeno ogni tre anni), presenza di grossi
branchi di elefanti che distruggono i
raccolti, cavallette.
L’agricoltura,
inoltre, è basata su tecniche di lavoro
ancora molto rudimentali e praticate
esclusivamente a
mano.
L’acqua e’ vita a Moutourwa
La lingua più parlata è il Guiziga, ma esistono altri dialetti e
diverse etnie. Una di queste è quella dei
Bororò, popolazione nomade,
prevalentemente dedita all’allevamento del
bestiame ed alla pastorizia.
I Bororò sono
riconoscibili dal loro tipico modo di
vestire e dal fatto che sono sempre a
cavallo. Le loro case sono fatte di pelle di
animale e si nutrono di tutte le erbe
commestibili che crescono anche nella
stagione secca. Essendo nomadi si spostano
continuamente alla ricerca di nuovi pascoli,
di acqua per abbeverare il bestiame e, le
scarse precipitazioni nella stagione delle
piogge, non permettono loro di fermarsi in
nessun luogo.
La loro lotta per la
sopravvivenza è determinata dalla scoperta
dell’acqua che è e rimane il problema più
grave dell’intera area,
inoltre il disagio si moltiplica se anche i
componenti dei villaggi in cui transitano,
hanno a loro volta capi di bestiame da
abbeverare.
L’acqua è la vita ed è
tutto, non solo per il bestiame, ma anche
per le persone che devono farne uso per
l’igiene personale e per cucinare. Durante i
mesi di maggior siccità i bambini non si
lavano e il rifornimento è spesso molto
difficoltoso, I pozzi, infatti sono spesso
raggiungibili dopo ore di cammino sotto il
sole, presentano sempre una lunga coda e una
volta arrivati, non è possibile prelevare
più di un secchio d’acqua.
Alcune comunità rurali
hanno costruito pozzi rudimentali profondi
qualche metro, ma a causa della mancanza di
mezzi, non hanno potuto inserire la
protezione di anelli in cemento e così, non
appena le piogge finiscono, il pozzo rimane
senz’acqua.
La Missione, che ha a
cuore la sorte di queste popolazioni, ha
cercato fin dagli inizi di aiutare questa
povera gente a riattivare questi pozzi già
iniziati, per renderli più profondi e
inserire gli anelli di protezione.
Molte comunità che
vivono in zone rocciose, non sono nemmeno in
grado di scavare un pozzo rudimentale, senza
la dinamite e l’attrezzatura per la
trivellazione. Anche per loro la Missione si
adopera e, con l’aiuto di amici e
benefattori riesce ad utilizzare mezzi
meccanici e a realizzare il pozzo.
Ad ogni pozzo
realizzato viene installata, quando è
possibile, una pompa a mano per avere acqua
potabile senza essere contaminata dal via
vai dei secchi.
Per mantenere
disinfettata l’acqua, viene collocato, nel
fondo del pozzo, cloro solido che uccide i
batteri e la mantiene potabile a lungo e a
disposizione di tutti.
I Costi:
Realizzazione di un
pozzo: profondità media: 25 m.
Euro 4.100.-
Realizzazione di un
pozzo: profondità media 25 m. con dinamite e
trivellazione
Euro 14.400.-ca.
Installazione pompa a
mano
Euro 1.000.-
Gli importi sono
comprensivi di tutte le spese di
installazione, trasporto, assicurazione e
amministrazione.
Responsabile del
progetto è padre Antonio Michielan e
direttore dei lavori è Fr. Domenico
Vicari, entrambi
del Pime e residenti
presso la Missione di Moutourwa.
Per richiedere ulteriori informazioni, è
possibile contattare l’Ufficio Aiuto
Missioni del PIME (tel. 02 438201 e-mail:
progetti@pimemilano.com , o visitare il
sito
www.pimemilano.com
|
Per
sostenere il progetto, si prega
di citare sempre nella causale
il numero d’identificazione K
132, tramite:
-
c/c postale n. 39208202
intestato a PIMEDIT Onlus
Via Mosè Bianchi, 94 – 20148
MILANO
-
Assegno Bancario o
Circolare, oppure Vaglia
Postale a PIMEDIT Onlus,
sempre al ns. indirizzo
-
Bonifico Bancario sul c/c
5733 intestato a PIMEdit
Onlus Via Mosè Bianchi, 94
MILANO – presso:
Credito Artigiano Sede, P.za
S. Fedele, Milano (ABI 3512,
CAB 01601, CIN N), inviando
poi copia dell’avvenuto
Bonifico via fax al n. 02
4695193, o informando via e.mail
a:
uam@pimemilano.com
|
Il
P.I.M.E., dal 1850, anno della
sua fondazione, è una garanzia
di serietà e di impegno a favore
delle popolazioni più povere del
Sud del mondo.
|