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Progetto n. K 110
Per sostenere il progetto
PICCOLA
SCUOLA A NORMANBY ISLAND
DIOCESI DI
KURADA - PAPUA NUOVA GUINEA
Papua Nuova Guinea si
trova nell’emisfero australe, leggermente al
disotto della linea equatoriale e comprende
la parte orientale dell’Isola di Nuova
Guinea, a nord dell’Australia.
Copre un territorio di
462.840 kmq e conta una popolazione di circa
5 milioni di abitanti.
Comprende una serie di isole
sparse nell’Oceano Pacifico tra cui:
l’arcipelago Bismark, le isole Salomone, gli
arcipelaghi delle Luisiadi e di
Entrecastreaux e le isole Trobriand e
Woodlark.
Il territorio, di origine
vulcanica, è montuoso, ad eccezione delle
strette pianure sulle coste. Purtroppo,
negli ultimi decenni è stato oggetto di
deforestazione indiscriminata su vasta
scala.
La popolazione è
composta per l’84% da Papua e per il 15% da
melanesiani.
La lingua: l’Inglese
(ufficiale) - il pidgin (dialetto locale
derivante dall’inglese) ed oltre 700 lingue
locali.
La religione:
Protestante: 58,4% - cattolica: 32,8% -
anglicana: 5,4%
La capitale
Port Moresby
conta 200.000 abitanti (1992)
L’economia: mentre più
dei due terzi della popolazione vive di
pesca e di agricoltura di mera sussistenza,
lo 03% della forza lavoro, occupata nelle
miniere, produce il 66% delle esportazioni.
Le miniere di Porgera a
Bougainville, da cui viene estratto anche
oro e di OK Tedi sono i giacimenti di rame
più estesi al mondo.
Negli anni ’91 e ’92 gli
agricoltori furono protagonisti di violenti
scontri con le forze governative, per
manifestare la propria opposizione
all’aumento del numero di miniere, con
evidenti effetti negativi sulle coltivazioni
e sull’ambiente.
Gli inizi a
WOODLARK e ROOK
Queste due isole dell’Oceania
fanno parte delle diecimila sparse su
un’estensione pari a un terzo della
superficie terrestre.
Woodlark fu avvistata nel
1832 da Grimes, capitano della baleniera
“Woodlark”,
che diede all’isola il nome della sua nave.
Solo quattro anni più tardi arrivarono i
primi inglesi, ma a prendere contatto
stabile con gli indigeni furono i missionari
francesi Maristi.
Lontana dalle rotte marittime
e quindi dagli interessi commerciali, rimase
a lungo sconosciuta, finchè Carlo Salerio,
un missionario milanese amico di Mazzucconi
del P.I.M.E., ne indicò con precisione e per
la prima volta, il profilo delle coste e dei
rilievi dell’entroterra.
L’isola di Rook, seicento
leghe a oriente di Woodlark, tra la Nuova
Guinea e la Nuova Bretagna, sembra invece
essere stata una tra le prime scoperte dagli
europei. Infatti, il capitano spagnolo Menez
vi sbarcò nel 1537, ma poi fu dimenticata.
Il primo vescovo dell’immensa
missione del Pacifico fu Mons. Epalle, che
sbarcò a S. Cristobal nelle Salomone il 1°
dicembre 1845, con sette padri e sei
fratelli Maristi. Undici giorni più tardi,
navigando più a nord, raggiunse l’isola
Isabel, per farne il centro della missione
ed il 16 dello stesso mese, incurante delle
sconfortanti notizie sul temperamento di
quegli isolani, scese a terra con due padri,
un fratello, due marinai ed il capitano in
seconda. Tutti disarmati!
Subito, mentre tentavano di
prendere contatto con gli indigeni, questi
li assalirono uccidendo il vescovo ed il
capitano. I superstiti tornarono a S.
Cristobal ma, anche qui la missione non ebbe
fortuna.
Nel 1847 uno dei missionari
morì di febbre e gli altri furono massacrati
dagli indigeni.
Il successore di Mons. Epalle
ripetè il tentativo in altre isole, ma
l’ostilità di quelle popolazioni, gli stenti
e le malattie, costrinsero i missionari
maristi ad abbandonare l’impresa.
I Missionari
del P.I.M.E. in Papua Nuova Guinea
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Abitazioni in Papua Nuova Guinea |
Nel giugno del 1848 la
Congregazione di Propaganda Fide fece
indagini per trovare un Istituto che
accettasse un’eredità così gravosa. Nessun
Ordine accolse la sfida, solo i
Missionari del Seminario per le Missioni
Estere di Milano, alla ricerca del loro
primo campo di lavoro.
La spedizione, composta da 6
giovani missionari con a capo P. Paolo
Reina, salpò da Londra il Sabato Santo del
1852 e raggiunse l’isola di Rook
nell’ottobre dello stesso anno e l’isola di
Woodlark, successivamente.
Ben presto, le difficoltà e
le incomprensioni che avevano minato il
precedente tentativo dei Maristi si
ripresentarono. I missionari erano
considerati come una sorta di stregoni a cui
si addebitavano le disgrazie dell’isola.
Scriveva P. Reina “..perché
se davamo qualche medicina, dicevano che la
nostra magia era buona o cattiva secondo
l’effetto che sortiva la stessa, alla quale
noi avevamo trasmesso la nostra virtù….”
All’inizio del 1855 tutti gli
indigeni avevano disertato la missione di
Woodlark. Incominciarono i furti, gli
incendi notturni ai raccolti, le minacce e
gli insulti.
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I ragazzi di
Normanby Island |
I missionari, giorno dopo
giorno, toccavano con mano il fallimento
della loro missione. Così, dopo meno di tre
anni, anche i missionari italiani si
ritirarono dalle due isole senza alcun
risultato visibile: su sette giovani partiti
in buona salute dall’Italia, Fratel Corti
morì di febbri a Rook, padre Mazzucconi fu
ucciso a Woodlark, padre Reina si ammalò
gravemente e morì al ritorno, fratel
Tacchini “usci di mente” per le fatiche
sopportate.
Solo tre di loro
sopravvissero: padre Ambrosoli che rimase a
Sydney; padre Rimondi che diventò verscoso
di Hong Kong e padre Salerio che tornò in
Italia e fondò la Congregazione delle Suore
della Riparazione (di Nazareth).
Solo dopo una lunga assenza,
il P.I.M.E. ritornò in Papua Nuova Guinea
nel 1980, stabilendosi nell’isola di
Goodenough (diocesi di Alotau) a Bolu Bolu e
a Watuluma.
Nel 1986 il vescovo Mons. D.
Moore affidò al P.I.M.E. anche la missione
delle isole Trobriand, parrocchia che
comprende una sconfinata porzione di oceano
e si spinge fino al piccolo arcipelago di
Woodlark.
Ancora oggi quest’isola non
gode della presenza di un sacerdote e dai
tempi di Mazzuconi le cose non sono cambiate
di molto.
Difficoltà di comunicazione,
territori inaccessibili, ostilità e riserve
da parte di molti gruppi di indigeni,
rimasti isolati dal resto del mondo. Lo
spiritismo alla base di molti culti
tradizionali lascia ancora tracce nella
coscienza stessa dei convertiti al
cristianesimo.
La missione in Oceania,
dunque, resta tutt’ora un’incredibile sfida
per i missionari, sacerdoti, suore e laici,
che vi lavorano.
La missione del P.I.M.E. in
Papua Nuova Guinea è gemellata con la città
e le parrocchie di Lecco, patria del beato
Mazzucconi.
L’Istruzione
in Papua Nuova Guinea:
Il tasso di
analfabetismo in Papua Nuova Guinea si
aggira attorno al 72%.
Della popolazione
scolarizzata, soltanto il 14% accede
all’istruzione secondaria ed il 3%
all’Università.
Le strutture scolastiche
esistenti sono fatte di materiale
proveniente dalla foresta, i banchi non
esistono e gli alunni sono costretti a
seguire le lezioni seduti per terra, su
ghiaia.
Nonostante queste condizioni
di particolare disagio, è presente
sull’isola un grande numero di giovani
volonterosi e desiderosi di frequentare la
scuola.
Il Progetto:
Il progetto prevede la
costruzione di un edificio scolastico in
muratura composto da:
3 aule
un ufficio (segreteria)
un ripostiglio
La costruzione (che dovrà
essere in cemento armato per difendersi
dagli attacchi delle termiti e delle
formiche bianche) sarà affidata alla
manodopera locale
I
Beneficiari:
L’edificio sarà in grado di
ospitare oltre 100 bambini che potranno
usufruire di una regolare educazione
primaria.
I Costi:
l costo dell’intero edificio
ammonta a Euro 25.000 (L’importo è
comprensivo dell’8% di spese di
gestione)
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Padre Lino Pedercini, del
P.I.M.E., responsabile della
nuova missione di Normanby
Island ed incaricato della
realizzazione del progetto,
ringrazia tutti coloro che
destineranno un loro contributo. |
Per
richiedere ulteriori
informazioni, è possibile
contattare l’Ufficio Aiuto
Missioni del PIME (tel. 02
438201)e-mail:
progetti@pimemilano.com
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Per
sostenere il progetto, si prega
di citare sempre nella causale
il numero d’identificazione K
110, tramite:
-
c/c postale n. 39208202
intestato a PIMEDIT Onlus
Via Mosè Bianchi, 94 – 20148
MILANO
-
Assegno Bancario o
Circolare, oppure Vaglia
Postale a PIMEDIT Onlus,
sempre al ns. indirizzo
-
Bonifico Bancario sul c/c
5733 intestato a PIMEdit
Onlus Via Mosè Bianchi, 94
MILANO – presso:
Credito Artigiano Sede, P.za
S. Fedele, Milano (ABI 3512,
CAB 01601, CIN N), inviando
poi copia dell’avvenuto
Bonifico via fax al n. 02
4695193, o informando via e.mail
a:
uam@pimemilano.com
-
Carta di credito,
telefonando al n. 02
43820322/536
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Il
P.I.M.E., dal 1850, anno della
sua fondazione, è una garanzia
di serietà e di impegno a favore
delle popolazioni più povere del
Sud del mondo.
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