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Progetto n. K
118
Per sostenere il progetto
Costruzione di un CENTRO SANITARIO POLIVALENTE
PRIKRO – COSTA D’AVORIO
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L’intervento è da considerarsi un
progetto di sviluppo inserito in un
contesto di ‘Emergenza guerra’ |
“Secondo
la tradizione baulè, nel 1730 la regina Aura
Poka (sorella di uno sconfitto pretendente
al trono degli Ashanti) emigrò con tutto il
suo popolo verso ovest, fondando un nuovo
stato, nel centro di quel territorio che gli
europei dal secolo XV conoscevano con il
nome di Costa d’Avorio, a causa del
commercio di zanne di elefanti……”
La Costa
d’Avorio copre una superficie di Kmq.
318.000. Situata nel Golfo di Guinea, è
divisa in due grandi regioni naturali. Nel
Sud, più piovoso e coperto da una fitta
foresta tropicale, i capitalisti stranieri
hanno realizzato grandi piantagioni di
esportazione: caffè, cacao e banane. Nel
Nord, altopiano granitico coperto di savane,
vengono coltivati sorgo, mais e arachidi
Il Paese
confina con: Liberia, Guinea Equatoriale,
Mali, Burkina Faso, Ghana.
Il clima è
equatoriale umido sulla costa, tropicale
all’interno.
La
popolazione, che conta circa 15 milioni di
abitanti, discende da cinque grandi gruppi
etnici, originari alcuni della savana e
altri della foresta – suddivisi in circa 80
gruppi tribali.
La
capitale è Yamoussoukro, ma il centro
più importante è Abidjan che conta oltre 3
milioni di abitanti.
Lingua
ufficiale: francese.
Religioni:
è ugualmente ripartita tra culti
tradizionali, islam e cristianesimo
Il tasso di
analfabetismo è ancora molto elevato:
sfiora il 50% per i maschi e supera il 62%
per le femmine.
La
speranza di vita è di 48 anni
La
mortalità infantile è nell’ordine del
10,2%, ma sale al 17,3 per i bambini al
disotto dei 5 anni.
A causa
della guerra civile che imperversa
ininterrottamente dal 19 settembre 2002, il
Paese è in progressivo degrado economico,
sociale e scolastico.
La Chiesa
Il primo
sacerdote cattolico ad arrivare nel
territorio ivoriano fu il domenicano padre
Gonzalvez, nel 1687. Il movimento missionario
e il numero di adesioni alla Chiesa,
tuttavia, si intensificò a seguito
dell’indipendenza.
La scelta
prioritaria di impegno ecclesiale fu
dall’inizio la scuola. Attualmente, buona
parte della classe dirigente deve la propria
formazione alle scuole cattoliche.
Il territorio
conta 14 diocesi, di cui 5 sono sedi
metropolitane.
Una
situazione difficile sotto il controllo delle
“Forze Nuove”
A causa della
situazione bellica che, da tempo, coinvolge
il Paese, la Chiesa ha subito molti soprusi
ed angherie non giustificabili.
Per esempio:
molti automezzi tipo “fuori strada” in
dotazione alle missioni per il loro lavoro
pastorale sono stati confiscati come “bottino
di guerra”. Diversi Sacerdoti sono stati
oltraggiati e picchiati pubblicamente. Alcune
Chiese, come la Cattedrale di Odienné, sono
state oggetto di atti vandalici come la
decapitazione delle statue di culto e il
furto di oggetti ritenuti preziosi.
Nonostante
tutto questo abbia aumentato la tensione tra
Cristiani e Musulmani, il Vescovo e i
Sacerdoti hanno sempre sostenuto un’opera di
pacificazione tra le diverse fedi religiose,
etnie e fazioni politiche e stanno avviando
piccole iniziative significative che mostrino
la strada per una riconciliazione locale e
nazionale.
Da oltre 2
anni tutte le scuole delle regioni, sotto
controllo delle cosiddette “Forze Nuove”,
sono chiuse e quindila gioventù è allo
sbando.
L’unica
possibilità di intervento per dare una
soluzione positiva è quella di riaprire le
scuole o creare e proporre opportunità
positive di lavoro sia per i ragazzi che per
le ragazze.
Come è facile
immaginare, in Costa d’Avorio i Missionari
hanno già dovuto affrontare la situazione
tragica dei ”Bambini Soldato“ e delle
“Bambine prostitute”.
L’area di Prikro
Prikro è una
cittadina del centro-est della Costa d’Avorio
e comprende, nel suo territorio (Prefettura),
altri 72 villaggi e circa 40 accampamenti. La
popolazione complessiva si aggira sulle
65/80.000 persone. Situata a circa 380 Km
dalla capitale economica Abidjan e a 200 dal
capoluogo di regione Bouaké, Prikro si trova
tagliata fuori dai circuiti commerciali e, di
conseguenza, non solo la situazione economica
e culturale è al disotto della media
nazionale, ma il settore sanità ne soffre
particolarmente. La rete stradale è
interamente in terra battuta e risente di un
avanzato stato di degrado per mancanza di
manutenzione.
L’ospedale più
vicino si trova a quasi 80 Km. Di distanza –
i trasporti pubblici sono rari e, in ogni
caso, molto cari (andata e ritorno con un
pulmino tutto rotto e strapieno, costa
l’equivalente di 5 giorni di lavoro di un
bracciante agricolo).
Dal 19
settembre 2002 la guerra civile che
insanguina il Paese ha diviso la zona di
Prikro in due e così tutto è ancora più
difficile. Il numero dei profughi interni
(arrivati in due ondate: novembre 2002 e
novembre 2004) accolti a Prikro e nei
villaggi limitrofi, supera le 5000 persone,
soprattutto donne e bambini.
IL PROGETTO
Il centro
polivalente delle suore servirà soprattutto
le popolazioni di Prikro e dei villaggi della
regione, ma come spesso accade, la qualità
del servizio, unita alla disponibilità delle
suore ed alla possibilità di avere medicinali
ad un costo accessibile, attirerà gente anche
dalle regioni limitrofe, per questo
l’edificio sarà dotato, nel cortile, di una
grande apatam (sala d’attesa) e disporrà,
all’inizio, dei servizi essenziali, come la
consultazione generale (e annessi), il
laboratorio di analisi e la farmacia, per poi
diventare, si spera in pochi anni, un centro
attrezzato comprendente: un servizio di
consultazione con annesso un locale per le
medicazioni e le piccole chirurgie (punti di
sutura per piccole ferite);
. una sala con sei posti letto per coloro che
avessero bisogno urgente di un trattamento
con flebo;
. un
laboratorio di analisi;
. un servizio
di ecografia;
. un servizio
di oculistica,
. una
farmacia,
. un insieme
di pediatria (dalla consultazione alla camera
per accogliere i casi più gravi, dal servizio
vaccinazioni a quello, indispensabile della
nutrizione per aiutare le mamme a fare lo
svezzamento in modo corretto.)
. alcuni
locali per medici o specialisti che potranno
garantire la loro prestazione
. una
grande cisterna per contenere l’acqua
potabile
. un gruppo
elettrogeno per garantire l’energia elettrica
(senza preavviso, la corrente elettrica può
mancare, a volte, anche per più giorni
successivi)
. un’ambulanza
per trasportare in città i casi disperati.
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Le suore con alcuni ragazzi |
Obiettivi:
Creare
per la popolazione di Prikro, per quella
dell’area circostante e per le migliaia di
profughi vittime della guerra, un centro di
salute attrezzato, che attualmente non
esiste.
Garanzia di
sostenibilità:
Responsabile
del progetto è padre Dino Dussin, missionario
del Pime residente a Prikro e Superiore
Regionale in Costa d’Avorio.
La conduzione
dell’ospedale sarà affidata alle suore
Missionaires De Sainte Antoine Marie Claret
che già si fanno carico dell’emergenza
sanitaria dell’area.
Piano dei
costi:
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Euro |
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Manodopera |
11.190 |
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Carpenterie (struttura) |
6.170 |
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Legname e falegnameria |
3.890 |
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Tubazioni e impianto sanitario |
4.500 |
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Mattoni e cemento |
2.290 |
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Tinteggiatura e rifiniture interne |
1.530 |
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Impianto elettrico |
1.520 |
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Totale |
31.090 |
|
Spese amministrative e di gestione 8% |
2.700 |
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Totale progetto |
33.790 |
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Padre Dino Dussin al cantiere |
Per
richiedere ulteriori
informazioni, è possibile
contattare l’Ufficio Aiuto
Missioni del PIME (tel. 02
438201)e-mail:
progetti@pimemilano.com
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Per
sostenere il progetto, si prega
di citare sempre nella causale
il numero d’identificazione K
118, tramite:
-
c/c postale n. 39208202
intestato a PIMEDIT Onlus
Via Mosè Bianchi, 94 – 20148
MILANO
-
Assegno Bancario o
Circolare, oppure Vaglia
Postale a PIMEDIT Onlus,
sempre al ns. indirizzo
-
Bonifico Bancario sul c/c
5733 intestato a PIMEdit
Onlus Via Mosè Bianchi, 94
MILANO – presso:
Credito Artigiano Sede, P.za
S. Fedele, Milano (ABI 3512,
CAB 01601, CIN N), inviando
poi copia dell’avvenuto
Bonifico via fax al n. 02
4695193, o informando via e.mail
a:
uam@pimemilano.com
-
Carta di credito,
telefonando al n. 02
43820322/536
|
Il
P.I.M.E., dal 1850, anno della
sua fondazione, è una garanzia
di serietà e di impegno a favore
delle popolazioni più povere del
Sud del mondo.
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