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Progetto n. K 152

Per sostenere il progetto

Ampliamento dell’OSTELLO ST. PHILIP

 

L’attuale Bangladesh (che significa ‘Paese del Bengala’) faceva parte dell’Impero Indiano fino a quando, il 18.08.1947 l’India si divise in 2 su basi religiose: le 2 grandi regioni ad Ovest e ad Est dell’India divennero il Pakistan (Occidentale ed Orientale).

A sua volta il Pakistan Orientale (totalmente dominato da quello Occidentale) si rendeva indipendete.

Dopo una disastrosa guerra civile, con l’appoggio dell’India, il Pakistan Orientale diventava l’attuale Bangladesh, era il 16.12.1971.

Il Paese si affaccia sul golfo del Bengala, copre un’area di ca. 144.000 Kmq. e confina prevalentemente con l’India.

La sua particolare posizione geografica lo espone alla violenza dei monsoni ed a cicloni ed inondazioni disastrose.

La popolazione conta ben 130 milioni di abitanti, con una densità di 798 ab. per kmq.

La capitale è Dhaka (8 milioni) e la lingua ufficiale è il Bangla.

Il tasso di mortalità infantile è molto elevato (106 bambini su mille non arrivano all’età di 5 anni).

L’analfabetismo è dominante: circa il 67% della popolazione.

Religiosamente il paese è in gran parte musulmano (87%) con minoranze induiste (12%), buddiste, cristiane (0,3%) e animiste.

I Missionari del PIME sono presenti in Bangladesh dal 1855.

 

Il Progetto: 

L’ostello St.Philip presso il quale vivono anche i ragazzi che vengono sostenuti dalle adozioni a distanza, si trova nella diocesi di Dinajpur.

L’ostello nasce più di cinquant’anni fa con lo scopo di offrire ai ragazzi delle parrocchie della diocesi la possibilità di frequentare le scuole superiori, impresa altrimenti impossibile nei loro villaggi.

Gli attuali ospiti sono circa 120, dentro una fascia di età che spazia dagli 11 ai 18 anni.

Molte le diverse etnie: mahali, santal, oraon, kottrio, munda, bengalesi, raut.

Da questo luogo sono usciti ed usciranno ragazzi che saranno domani i nuovi capi-villaggi, i catechisti, i padri di famiglia ed anche qualche sacerdote.

Aiutarli a crescere come persone è una sfida di assoluta priorità.

Il direttore del St.Philip è p.Fabrizio Calegari.

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo
fabbriato di due piani, più i servizi esterni.

Il piano terra sarebbe il nuovo refettorio: attualmente i ragazzi mangiano in quello che vent’anni fa era un ripostiglio sistemato ‘provvisoriamente’ come sala mensa e che al momento è ridotto ad uno stato davvero pietoso; lo stesso dicasi per i servizi esterni, la cui costruzione è persino antecedente.

Il primo piano dell’edificio potrebbe essere adibito sia a dormitorio che ad aule di studio, poiché al momento tutti gli spazi dell’ostello sono occupati e non esiste neppure un’aula libera per altri tipi di attività (ad esempio: una sala computer) Il nuovo edificio darebbe all’ostello anche la possibilità di ampliarsi, oltre a fornire ai ragazzi spazi più salubri ed agibili.

 

L’Area di DINAJPUR

La popolazione urbana è del 18% circa; Il resto vive nelle campagne intensamente coltivate (anche 2 raccolti l’anno).

Il territorio, come tutto il Bangladesh, è caratterizzato da terreno alluvionale, nato dalla confluenza dei due grandi fiumi che lo attraversano, il Gange e il Bramaputra.

Questa è anche la ragione per cui il nord del Paese, rispetto al sud che beneficia dei grandi porti, è rimasto tagliato fuori dallo sviluppo e dal commercio.

Soggetto a periodiche esondazioni o siccità, il territorio è per questo continuamente condizionato nel suo sviluppo anche economico.

I missionari del PIME sono una quarantina, oltre al clero locale ed alle suore di varie congregazioni, tra cui le Missionarie dell’Immacolata del PIME.

I Cattolici appartengono, specie al Sud, all’etnia bengalese e discendono dagli antichi Cristiani battezzati dai missionari portoghesi dalla seconda metà del 1400 in poi.

Al Nord sono in gran parte di conversione più recente e provengono da popolazioni tribali (Oraon, Santal, Munda…), dai Paharia, Mahali e dalla minoranza hindù.

Si intuisce facilmente come queste minoranze, in un paese a stragrande maggioranza musulmana, siano state sempre sottoposte a vessazioni, limitazioni, ingiustizie, furti dei propri beni (campi…) sono un po’ più rispettati e considerati se sono Cristiani, perché protetti e aiutati a svilupparsi in vario modo dai Missionari, specialmente attraverso la scuola (attraverso l’apprendimento dell bengalese, ecc.).


Responsabile del progetto è padre Fabrizio Calegari, Missionario del Pime residente a Dinajpur. Maggio 2006

 

Per richiedere ulteriori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio Aiuto Missioni del PIME (tel. 02 438201)e-mail: progetti@pimemilano.com

 

Per sostenere il progetto, si prega di citare sempre nella causale il numero d’identificazione K 152, tramite:

  • c/c postale n. 39208202 intestato a PIMEDIT Onlus Via Mosè Bianchi, 94 – 20148 MILANO

  • Assegno Bancario o Circolare, oppure Vaglia Postale a PIMEDIT Onlus, sempre al ns. indirizzo

  • Bonifico Bancario sul c/c 5733 intestato a PIMEdit Onlus Via Mosè Bianchi, 94 MILANO – presso: Credito Artigiano Sede, P.za S. Fedele, Milano (ABI 3512, CAB 01601, CIN N), inviando poi copia dell’avvenuto Bonifico via fax al n. 02 4695193, o informando via e.mail a: uam@pimemilano.com

  • Carta di credito, telefonando al n. 02 43820322/536

 

Il P.I.M.E., dal 1850, anno della sua fondazione, è una garanzia di serietà e di impegno a favore delle popolazioni più povere del Sud del mondo.

 

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