Bangkok, (Thailandia) - S. Natale 2006 -
Anno Nuovo 2007
Carissimi genitori a distanza e amici
tutti,
tutte
le volte che guardo gli elenchi dei nomi dei nostri
amici e sostenitori che ci permettono di continuare
il lavoro di formazione di tanti bambini e giovani
abbandonati e di assistenza a tanti anziani,
ammalati di AIDS, prigionieri, vedove e orfani, mi
si riempie il cuore di riconoscenza verso Dio Padre
di tutti che non si dimentica del suo popolo e
riconoscenza verso tutti voi che ascoltate le grida
di disperazione di tanti e volete essere coinvolti a
creare con Dio un mondo migliore.
Vi racconto alcuni casi per darvi un’idea del lavoro
che continua.
Pui e Pen sono due bambine di cinque e sette anni.
Abitavano con la mamma in un appartamento poco
lontano dalla nostra parrocchia. La mamma aveva
chiesto a un vicino di casa di portare le figlie a
scuola al mattino e andare a riprenderle la sera. La
mamma andava a lavorare presto a Bangkok, tornava
tardi e si riprendeva le figlie. Un giorno la mamma
non e’ piu’ tornata. Il vicino di casa ha continuato
a portar le bambine a scuola e andarle a prendere
ogni giorno sperando nel ritorno della
mamma,
il papa’ non si sa dov’e’ da anni. Dopo due mesi il
vicino di casa e’ venuto da noi e ci ha chiesto se
potevamo prenderci cura di queste due bambine
perche’ lui e sua moglie, gia’ anziani non ce la
facevano piu’. Ora Pe e Pui sono nella nostra casa
famiglia Santa Lucia.
Una grande grazia che Dio ci ha concesso e’ stata
quella di riuscire a recuperare quattro bambine
oggetto di violenza sessuale da parte dei loro
rispettivi padri o patrigni; ora sono in tre case
famiglia diverse.
“Cio” invece e’ un bambino di 12 anni che
praticamente viveva sulla strada. La sua mamma lo
aveva abbandonato quando aveva solo tre anni; viveva
col papa’ che, per ragioni di lavoro, doveva
assentarsi spesso da casa. Il bambino era
saltuariamente seguito da vicini di casa. “Cio”
aveva presto imparato ad arrangiarsi sviluppando
l’arte del furto, delle bugie, dei videogiochi. Tra
tutto questo, presto si e’ affacciata anche la droga
e l’abbandono della scuola. Ora si trova nella casa
famiglia San Giovanni.

“Bio” ha dieci anni e mi e’ stato presentato da Kik,
17 anni, una ragazza delle baraccopoli che si sta
preparando a ricevere il battesimo.
Ho chiesto a Bio:
“Da dove vieni ?”
“Da Korat “ (200 Km. da Bangkok)
“Chi ti ha portato a Bankok?”
“Uno zio”.
“Con chi abitavi a Korat ?”
“Con la nonna e tanti altri cugini”.
“Come mai sei venito a Bangkok?”
“La nonna mi ha detto che eravamo troppi in casa e
quindi io potevo andare con lo zio”.
“E perche’ non sei stato con lo zio?”
Silenzio
Kik mi si avvicina e mi bisbiglia all’orecchio: “Lo
portava a chiedere l’elemosina alla stazione dei
treni di Bang Sue”.
Ora Bio vive nella casa famiglia San Domenico.
“Bi” ha solo un anno e mezzo, abita nella casa
famiglia Santa Chiara a Bang Sue assieme alla
sorellina Pak (5 anni). I loro genitori sono morti
di recente di AIDS. La loro zia Kek e’ la cuoca
della casa famiglia.
“Jay” e’ un bambino di 7 anni. Il papa’ e’ morto, la
mamma e’ sparita. La nonna anziana e di poca salute
non poteva prendersene cura. Ora Jay e’ nella casa
famiglia Santa Maria.
Anche Tam e’ nella casa Santa Maria. L’ho incontrato
mentre andava in giro d solo per le stradine della
baraccopoli Tuek Deng.
C’e’ stato un breve dialogo tra noi:
”Come mai non sei a scuola?
“Mio padre non mi manda”
“E tua madre?”
“Non so dove sia”
“Dove abiti?”
Mi
porta alla baracca dove suo padre sta dormendo Non
vuole disturbarlo. Suo padre fa lo spazzino comunale
e va a raccogliere le immondizie di notte; dorme di
giorno e non ha tempo di seguire il figlio. Ora Tam
e’ molto felice di andare a scuola come tutti i suoi
coetanei
Queste sono solo alcune delle tante storie che si
potrebbero raccontare…. Alcuni casi sono di un tale
orrore che non mi sento di metterli in pubblico e si
che “Dio ha creato l’uomo a sua immagine e
somiglianza e gli ha dato onore poco meno degli
angeli” (cfr Salmo 8) e nel suo Figlio Gesu’ piu’
ancora degli angeli (cfr. Ebr. 1)
Abbiamo affidato quindici bambini piccoli ad
altrettante “nonne” adottive nella baraccopoli Wat
Chong Lom. E’ un nuovo impegno per le nonne e i
bambini ricevono una cura personale.
Oltre ai bambini che vivono con noi, ci sono stati
segnalati tanti altri casi di bambini
semiabbandonati che stanno con qualche parente. E’
il caso di tre sorelline: My (11anni) Mook (8 anni)
e Min (7anni). Il papa’ e’ morto, la mamma non si
interessa delle figlie, vivono con gli zii che hanno
gia’ due figli e pochi soldi per mantenerli.
La nostra “Opera San Martino” e’ impegnata a fare un
lavoro di coscentizzazione dei genitori che
abbandonano i loro figli. Un’occasione importante e’
stata la festa della mamma il 15 di agosto in
coincidenza con il compleanno della Regina della
Thailandia.
Alcune mamme dei nostri bambini sono venute, alcune
non sono potute venire, altre non sono piu’ su
questa terra.
I ragazzi piu’ grandi della casa San Giovani hanno
composto un canto (con l’aiuto di un psicologo
volontario, Enrico, dell’Università di Padova)
dedicato alle loro mamme…
“Ogni volta che compongo un canto per
te… hu…. hu…
Ho tante cose… non so da dove cominciare
Ne ho dieci, ne ho cento… e’ troppo grande…
Mamma, mamma… io sono qui… mi senti?
Il mio cuore ha solo questa parola: mamma…
mamma mi capisci…?
Da oggi faro’ogni cosa per farti contenta
ti saro’ vicino, stai tranquilla
Te lo prometto… ci sara’ certo l’occasione
Anche se oggi tu non sei qui con me
Ma nel mio cuore ci sei sempre
Tu, per prima mi hai insegnato l’amore
Dentro mi porto il dolore.”
In questi giorni stiamo preparando la
festa del papa’ in occasione del compleanno del Re
che sara’ il 5 di Dicembre. Purtroppo i papa’
saranno meno numerosi delle mamme perche’ alcuni
sono in prigione, altri non sappiamo dove siano e
parecchi sono morti.
Luglio, agosto e settembre sono stati mesi
particolarmente intensi: una ventina di Italiani,
Giapponesi, Australiani sono venuti col desiderio di
fare un servizio ai nostri bambini e sono vissuti o
nelle baraccopoli o nelle case famiglia. Tutti sono
stati molto impressionati e hanno fatto dei passi
positivi nella loro vita dopo questa esperienza.
Qualche bambino si e’ molto attaccato alla sua nuova
mamma Italiana e ancora oggi mi dice: “Voglio vedere
la mia mamma”.
Avete sentito del colpo di stato avvenuto in
settembre. Molti si sono preoccupati di noi. E’
successo tutto senza spargimento di sangue. Le cose
sono cambiate solo per Taksin, il primo ministro
deposto e i suoi amici. Sara' cambiata la
costituzione per prevenire dittature economiche e
politiche come nel caso di Taksin. Per il resto
tutto procede nella sua normalita'.
Da circa due mesi alcune zone attorno a Bangkok e
anche Bangkok stessa sono sotto l’acqua. Il grande
fiume Chao Praya non puo’ contenere tutta l’acqua
che scende dal nord. E’ Stato commovente quando
siamo andati con gli adolescenti della casa famiglia
San Giovanni a portare I primi soccorsi agli
alluvionati di una baraccopoli.
I ragazzi hanno distribuito borse di viveri
comperati con le offerte dei parrocchiani. Donne
anziane ringraziavano i ragazzi a mani giunte… e
loro tanto erano imbarazzati quanto contenti ...
Per quanto riguarda noi: continuiamo la cura di
circa duecento bambini abbandonati che vivono in
dieci case famiglia o con le “Nonne adottive”. Ci
stiamo preoccupando molto della loro crescita, della
loro educazione e formazione. Per questo, oltre a
cercare persone sempre piu’ preparate a questo
servizio in loco, abbiamo gia’ mandato un ragazzo a
studiare psicologia all’università di Padova. Altri
tre andranno l’anno prossimo: una ragazza all’universita’
di Bologna e due probabilmente alla “Cattolica” di
Milano a studiare “Scienze dell’Educazione”. Poi
assistiamo ancora circa duemila bambini poveri
presenti nelle varie baraccopoli di Bangkok e
vicinanze. Sosteniamo anche altri due progetti: uno
a Mae Sot (Nord-ovest della Thailandia) con la
Scuola della Speranza per bambini profughi dalla
Birmania e un altro al Sud bambini colpiti dallo
Tsunami. Accanto a tutto questo, ci occupiamo anche
degli ammalati di AIDS e degli anziani abbandonati
che troviamo nelle baraccopoli.
Circa 50 sono le persone Thai che collaborano con
noi per tener testa ai tanti bisogni che ci si
presentano. Da qualche mese e’ arrivata le terza
suora della Congregazione “Suore della Carita’ di
Ottawa”, dopo lo studio della lingua anche lei si
inserira’ nel lavoro.
L’Universita’ di Padova ha mandato due psicologi:
Maria e Riccardo dell’organizzazione “Psicologi
Senza Frontiera" per dare una mano ai ragazzi
adolescenti della casa San Giovanni”. Staranno nove
mesi e dopo saranno rimpiazzati da altre due
ragazze.
Ora tutto questo lavoro e’ entrato sotto la
direzione del PIME (Pontificio Istituto Missioni
Estere) che e’ il mio Istituto e, attraverso il PIME,
dell’Arcidiocesi di Bangkok. P. Raffaele Manenti,
pure del PIME e parroco della parrocchia “Nostra
Signora della Misericordia”, (Wat Pramaemahakarun in
lingua Thailandese) e’ il responsabile sia di fronte
al PIME, sia di fronte al Cardinale di Bangkok.
Cosi’ tutta questa attivita’ che si chiama “Opera
San Martino” diventa ufficialmente: “La presenza di
Gesu’ nella zona di Nonthaburi” come ha detto il
Cardinale di Bangkok di fronte a tutti i sacerdoti
radunati per il ritiro mensile di Settembre.
Per questo anche il nome e numero del nostro
libretto di banca e’ cambiato: ora e’ il seguente .
Thai Military Bank
Chaeng Wattana Branch
Wat Pramaemahakarun (2)
No. 190-2-07534-8
SWIFF: TMBKTHBK
Tutto questo serve a dare
ufficialita’ e un futuro all’ “Opera San Martino”.
Il Santo Natale ci ricorda la grandezza infinita di
un bambini e nello stesso tempo la sua estrema
vulnerabilita’. Come Maria la madre di Gesu’ e
Giuseppe, confidiamo nell’aiuto di Dio che protegge
i piccoli e i poveri, che e’ padre degli orfani e
delle vedove; ci aiuti ad avere la stessa fede di
Maria e Giuseppe affinche’ i Suoi figli non siano
uccisi da Erode, non patiscano la fame in esilio e
trovino una sistemazione nella pace e nella
serenita’ di una fmiglia che li possa amare.
Ringraziamo il Signore che ci chiama ad operare il
bene. Questa e’ una grazia e un privilegio che
riempira’ di bendizioni e di gioia l’anno del
Signore 2007 che sta per incominciare.
Vi salutiamo nel Signore del Cosmo e
della Storia confermandovi il nostro continuo
ricordo nelle preghiere di ogni giorno.
P. Raffaele Manenti, Parroco, P.
Adriano Pelosin, tutto lo staff e tutti i bambini e
i poveri che tutti assieme aiutiamo a far sorridere.