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DIOCESE DE BAFATÁ - Bissau, Guiné Bissau - Natale 2006.

“Si manifestò la Grazia di Dio,
fonte di salvezza per tutti gli uomini”
(Tito 1,11).

Cari fratelli, sorelle
della Diocesi di Bafatà,
Cari Amici e Benefattori,

il tempo passa molto rapidamente e tra poco sarà Natale e l’Anno Nuovo.
Le nostre speranze rinascono. Auguriamoci vicendevolmente un “Buon Natale” ed un “Felice Anno Nuovo”.
In questo periodo siamo tutti più propensi al bene, alla solidarietà, più ottimisti e soprattutto più speranzosi.
In questo messaggio di Natale, vorrei condividere alcuni fatti che hanno segnato la vita della Diocesi e del Paese in quest’anno. Sono fatti che, insieme ad altri, hanno occupato un posto speciale nel mio cuore di pastore.
Come nell’anno 2005, nel 2006 il nostro popolo ha sofferto: non ci sono soldi, la scuola pubblica ha iniziato l’anno scolastico ma con difficoltà e scioperi, i pagamenti dei funzionari pubblici sono in ritardo, gli ospedali, quando funzionano, funzionano male. Al di là di questo, il prezzo della castagna del cajù è diminuito molto e molti coltivatori sono rimasti con il prodotto in casa senza riuscire a venderlo.
Purtroppo la lista delle difficoltà potrebbe continuare!!!!
Certo è che molte persone hanno avuto fame e molte altre ancora ne stanno soffrendo. La Chiesa, in una situazione come questa, è un fondamentale punto di riferimento nella ricerca di soluzioni, dando il suo contributo per combattere la fame, garantire la salute, la scuola, e dimostrare che le cose possono essere differenti. Questo non sarebbe possibile senza l’impegno dei missionari e delle comunità che lavorano sul territorio, come anche di tanti amici benefattori che ci accompagnano.
Nelle mie visite alle missioni della Diocesi, non manco di ringraziare Dio per il bene realizzato dalle comunità, dai missionari e missionarie. Oltre all’annuncio del Vangelo, che è la maggior promozione umana che si possa realizzare, dalla preghiera che trasforma i cuori che diventano più docili al bene per il prossimo, vedo tutto l’impegno nell’educazione, nella salute, nell’agricoltura…!
Tutto questo servizio non sarebbe possibile senza la puntuale collaborazione dei nostri generosi benefattori.
Loro ci aiutano nel nostro essere missionari; sono missionari con noi.
Le persone, che incontro, ringraziano il Vescovo offrendogli i loro doni: una gallina, un’anatra, un po’ di riso nuovo, arachidi, dicendomi: “Dom Pedro, se non ci fosse la Missione Cattolica, moriremmo tutti”. Da ciò capisco che questo è un modo per dire che se non ci fosse l’aiuto della Missione Cattolica soffrirebbero ancora di più. Ed è vero, soffrirebbero ancor di più. Dinnanzi al ringraziamento, dentro il mio cuore penso: “Il più grande grazie è vedere la gioia impressa in ogni volto nell’atto di consegnarmi questi doni”.
Un momento importante nella vita della Chiesa della Guinea-Bissau è iniziato nel novembre 2005 e si è concluso nel novembre di quest’anno. E’ stato il cammino delle Parrocchie e delle Missioni delle due Diocesi di Bissau e di Bafatà che hanno dato la possibilità, alle persone che si sentono chiamate al cristianesimo, di avere un buon percorso di formazione al pre-catecumenato e al catecumenato in modo di giungere al Battesimo con una buona preparazione. Grazie a Dio, aumenta sempre più il numero dei guineani che chiede il “cammino cristiano”. Questo, da un lato, ci rallegra immensamente, dato che la Grazia di Dio continua ad essere versata nei cuori; dall’altro ci spinge a non risparmiare le forze affinché i nostri cristiani siano sempre più testimoni della vita nuova ricevuta in Cristo Gesù.
Cari amici, le difficoltà, le sofferenze, i problemi sono tanti, lo sappiamo bene ma i segnali concreti di speranza nel mondo e nella Chiesa sono molto più numerosi. Possiamo essere noi persone di speranza, dato che il Bambino Gesù della grotta di Betlemme, “manifestò la Grazia di Dio, fonte di salvezza per tutti gli uomini” (Tito 1,11).
Che la “persona umana”, come desidera Papa Benedetto XVI, sia il “cuore della Pace”.
Perché possiamo fare nostre le sue parole: “Sono infatti convinto che rispettando la persona si promuove la pace, e costruendo la pace si pongono le premesse per un autentico umanesimo integrale. È così che si prepara un futuro sereno per le nuove generazioni”. (Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, 01 gennaio 2007).
 

Invio a tutti voi gli auguri di un felice e Santo Natale e di un Buon Anno 2007.
 

Con la mia benedizione, vi saluto.
 

Dom Pedro Carlos Zilli
Vescovo di Bafatà.

Bafatà, 17 dicembre 2006.
 

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