Due nuovi
missionari PIME dalla terra del Bengala
Luglio
2009
Il mese di luglio in Bangladesh è stato davvero molto
speciale. In questo periodo due giovani bengalesi,
Joseph Mongol Aind e Biplob Mollick sono diventati
rispettivamente fratello e padre del PIME. Insieme
poi hanno ricevuto il crocifisso che segna per ogni
missionario del PIME l’invio in missione. Ma andiamo
con ordine.
Venerdi’ 3 Luglio, nella nuova e bella chiesa di Gulta,
Joseph Mongol Aind ha emesso la promessa finale di
aggregazione all’istituto, diventando così il primo
missionario laico bengalese del PIME. La
celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal
superiore generale del PIME padre Gian Battista
Zanchi e vi hanno partecipato numerosi missionari
del PIME e tanta gente. Durante l’omelia padre
Zanchi ha ricordato più volte ai presenti la scelta
a vita per la missione in un paese diverso da quello
di origine. Joseph Aind è stato destinato al
Camerun, dove durante la formazione ha già svolto il
suo servizio per tre anni. Lì ritornerà il prossimo
mese di settembre, lavorando al servizio della
chiesa locale. Terminata la santa Messa, si è svolto
un “piccolo onustan” (festa Bengalese).
Una piccola ma significativa cerimonia Orau ha
preceduto la celebrazione eucaristica. Joseph e’
stato invitato a camminare all’interno di molti
piatti distesi lungo la strada dalla gente della sua
comunità. Il significato di tale gesto è il dono di
quello che hanno a lui e allo stesso tempo farlo
sentire parte della loro famiglia.
Il giorno dopo, nel villaggio natale di Joseph, p.
Zanchi ha presieduto la Messa di ringraziamento.
Erano presenti ad entrambi gli eventi, oltre che
alla celebrazione del 2 luglio svoltasi a casa di
Joseph, tanta gente ed alcuni suoi amici indù e
musulmani.
Una settimana dopo, venerdì 10 Luglio a Bhoborpara,
Mons. Bijoy Cruze, Vescovo di Khulna, ha ordinato
presbitero Biplob Mollick, che è il secondo
bengalese a diventare sacerdote missionario del PIME.
Il primo missionario bengalese del PIME, ordinato
sacerdote 12 anni fa, p. Amal Gabriel Costa, dopo
alcuni anni di missione in Costa D’Avorio, ora è
Rettore del Seminario Teologico del PIME di Monza.
All’ordinazione presbiterale di p. Biplob, erano
presenti una cinquantina di sacerdoti – Pimini,
Saveriani e diocesani di Khulna –, religiose e tanta
gente. Un gesto molto bello e significativo
all’interno della celebrazione eucaristica è stato
quando la mamma e lo zio di Biplob (il papà è morto
anni fa) l’hanno accompagnato all’altare e
consegnato nelle mani del vescovo. Con questo segno
è messo in evidenza il dono che la famiglia fa alla
Chiesa del proprio figlio. Dono che essi hanno
ricevuto da Dio e in questo momento a Lui lo
riconsegnano perché possa essere strumento di Dio a
servizio del Suo regno.
Dopo la celebrazione eucaristica ha avuto luogo un
pranzo conviviale per tutti e, nel pomeriggio, il
classico “onustan” con canti, danze, poesie e altro,
che hanno coinvolto molte persone e fatto gioire
tante altre.
Il giorno seguente p. Biplob ha celebrato la sua prima
Eucaristia in parrocchia e p.Amal Gabriel Costa, suo
rettore nel seminario di Monza, ha fatto l’omelia
ricordando gli anni trascorsi insieme durante la
formazione.

Terminati i festeggiamenti e le visite a parenti e
amici i due nuovi missionari del PIME sono stati
accolti dalla gente della parrocchia di Suihari,
dove ha sede la casa regionale del PIME in
Bangladesh, per la consegna del crocifisso. Durante
la celebrazione eucaristica presieduta dal sacerdote
novello, il patriarca del Bengala padre Luigi
Scuccato, da sessant’anni in Bangladesh, ha
consegnato loro il crocifisso. Dopo la S. Messa un
bello spettacolo organizzato dai bambini e dalle
bambine della missione ha rallegrato la mattinata,
nell’attesa del pranzo dove per l’occasione è stata
servita anche la tartaruga d’acqua, proveniente
dalle paludi della regione.
I tre eventi sopra ricordati sono stati accompagnati
sempre dalla presenza dei missionari del PIME e
dalla partecipazione di tanta gente, compresi anche
molti non cristiani. Come già accennato, entrambi i
giovani missionari annoverano tra le loro conoscenze
indù e musulmani. Possiamo affermare che questi
momenti sono stati segnati da unità nella preghiera,
nel pranzo conviviale e nei diversi momenti di festa
e che, ancora una volta, Dio si è servito di questi
due giovani per farci stare insieme: cristiani,
musulmani e indù.
Prima della loro partenza per la
missione (Joseph ritornerà in Camerun e p. Biplob
andrà in Guinea Bissau), sono stati invitati in
diverse parrocchie per dare la loro testimonianza
missionaria e vocazionale. Come vedete, l’annuncio e
la testimonianza della Parola del Signore non ha mai
fine.
La Chiesa Bengalese, dopo aver ricevuto per moltissimi anni
tanti missionari che hanno dato la vita per il
Vangelo (il PIME lavora nella regione del Bengala da
più di 150 anni), ora è matura per donare alla
Chiesa i suoi missionari. Miracoli della grazia del
Signore!
P. Michele Brambilla