DIOCESE DE BAFATÁ
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Pasqua 2006
Gesù
resuscitò dai morti.
Egli
regna per sempre.

Felice Pasqua a tutti. Gesù è risorto ed è vivo in
mezzo a noi.
Le nostre tristezze e paure devono lasciare il posto
alla gioia e alla speranza...
Cari
fratelli, sorelle,
della Diocesi di Bafatà
Cari
amici e benefattori.
Ancora una volta Dio ci concede la grazia di vivere
il mistero centrale della nostra fede di cristiani:
la morte e la resurrezione di Gesù. Questa
convinzione è proclamata solennemente nella Santa
Messa quando il celebrante dice:” Mistero della
fede”. L’assemblea risponde: “Annunciamo la tua
morte Signore e proclamiamo la tua resurrezione,
nell’attesa della tua venuta.”
La
fede nella resurrezione di Gesù e la certezza che
egli è vivo in mezzo a noi ci fanno vivere una
profonda serenità interiore. Il cristiano, ancorato
alla fede di Gesù risorto deve lasciare dietro di se
le sue tristezze e le sue paure, facendo che
l’allegria e la speranza abitino nel suo cuore e
nella sua vita.
Paure e tristezze non mancano nel mondo. Non mancano
nei cuori di tante persone e di tanti popoli. Basta
pensare al flagello del terrorismo, delle guerre,
della fame nel mondo, della droga, dell’AIDS, delle
famiglie divise con conseguenze dolorose per tutti
e, soprattutto, per i figli...! E, purtroppo, la
lista potrebbe continuare.
Anche in Guinea-Bissau non mancano motivi per la
paura e la tristezza. Uno di questi è la guerra alla
frontiera della Guinea-Bissau con il Senegal. Questa
guerra ha obbligato le popolazioni a dislocarsi
dalle loro residenze, vivere con grandi difficoltà e
sopravvivere alla mancanza d’acqua, di cibo, di
medicinali, di comunicazione e piangere la morte
della loro amata gente. Oltre a questo, come è
possibile parlare di sviluppo, di miglioramento
delle condizioni di vita, senza una buona base di
stabilità sociale, politica e militare ?
Tuttavia, come cristiani siamo chiamati alla gioia e
alla speranza, perché Gesù è risorto dai morti e
regna per sempre, perché Egli non è estraneo alla
sofferenza del mondo. Di fatto Egli morì sulla croce
per porre fine al dolore del mondo, per dare la
felicità e la pace.
Siamo chiamati alla gioia e alla speranza perché, in
mezzo a tanto egoismo ed ingiustizia, ci sono
persone generose che non desistono di operare per la
pace, per il bene delle persone e famiglie più
sofferenti. E’ quello che sta succedendo alla
frontiera tra la Guinea-Bissau ed il Senegal: le
varie organizzazioni umanitarie, le missioni
Cattoliche di Suzana, Ingorè, Chacheu, Bula,
Chanchungo, e tante persone di buona volontà non
hanno fatto altro che non sia lottare
quotidianamente per diminuire la sofferenza di quel
popolo.
Siamo chiamati alla gioia e alla speranza perché le
religioni, fondate nella fede nello stesso Dio, sono
unite nella ricerca della pace nei due paesi. In
questo senso sono stati realizzati due incontri
interreligiosi. Il primo in Bissau tra i Vescovi
della Guinea-Bissau ed il Consiglio Superiore per le
Questioni Islamiche. In questo incontro è stato
deciso di invitare le comunità cristiane, islamiche
e di religione tradizionale affinché
intensificassero la preghiera in favore della pace e
delle persone morte vittime del conflitto; il
secondo nel quale erano presenti 25 leader
religiosi, tra cristiani, mussulmani e di religione
tradizionale, è stato realizzato nella Curia
Diocesana di Bafatà giovedì 6 Aprile scorso. Abbiamo
deciso che il venerdì santo, cristiani, mussulmani e
religione tradizionale, faremo un giorno di digiuno
per la pace in Guinea-Bissau e nel Senegal e, sabato
22 aprile, ci riuniremo per pregare per questa
intenzione.
Invito tutti i diocesani, amici e benefattori
affinché si uniscano a noi in questo atto
fondamentale di solidarietà con questi nostri
fratelli.
Dal
15 al 20 febbraio, la nostra Conferenza Episcopale,
ha fatto la sua Visita ad Limina. Punto forte della
visita è stato l’incontro con il Papa Benedetto XVI.
Oltre a ricevere in udienza tutti i 12 Vescovi in
gruppo, ricevette anche individualmente ognuno di
noi. La semplicità di quell’uomo di Dio mi emozionò
profondamente e ha riempito il mio cuore di
entusiasmo per continuare la mia missione a Bafatà.
Egli mi chiese che portassi la sua benedizione a
tutti.
E’
con questo spirito che invio a tutti i diocesani,
agli amici, ai benefattori una benedizione speciale:
di Dio, mia e del Papa.
A
tutti i miei saluti di una Pasqua felice. Che il
Signore risorto ci riempia di gioia, di speranza e
di pace.
Dom
Pedro Carlos Zilli
Bafatà, 16 Aprile 2006.