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Kampot- Cambogia - Natale 2011

 

La Provvidenza

 

“…guardate gli uccelli del cielo

…osservate come crescono i gigli del campo

…cercate il regno di Dio e la sua giustizia.

A ciascun giorno basta la sua pena.”

(cf. Mt 6,25-34)

 

Carissimi!

Si avvicinano le feste Natalizie, aumentano le attività in preparazione delle celebrazioni per la nascita di Gesù, si intensificano i contatti con parenti e persone care. Sono consapevole che vi rendo partecipi troppo poco di ciò che il Signore compie in questa parte del mondo, nella vita dei fratelli e sorelle con cui vivo, e nella mia. Mi piacerebbe scrivere una circolare che vi tenga informati delle varie attività, ma non ci riesco: ci ho pensato più volte, ho anche iniziato a scrivere ma non ne sono capace. Se però guardo la vita di ogni giorno, con le sua gioie e le sue pene, se come consiglia Gesù mi fermo a “guardare gli uccelli del cielo”, a osservare come cresce il riso (anziché i gigli del campo visto che abito in una risaia), posso riassumere il discorso affermando che davvero, in ogni cosa, il Signore si prende cura dei suoi figli: di me, dei cristiani che Lui ha chiamato a formare la comunità che lo testimoni in questo angolo della Terra, di coloro che in questo luogo lo intravedono ma non lo conoscono apertamente, di voi ai quali scrivo, di tutta l’umanità e del creato che gli da’ Gloria. C’è la Provvidenza! Per davvero!

Come sapete da due anni vivo nella provincia di Kampot con p. Son, e seguiamo cinque comunità. Da Dicembre 2010 ho iniziato a vivere a Chumkiri, nella campagna, a 50 kilometri da Kampot, seguendo anche la comunità più giovane di tutta la Diocesi, KohSla. Da circa un anno quindi vivo in ambito completamente rurale, con rapporti e vita “da villaggio”. Io sono sempre impegnato su molti fronti, perché le comunità richiedono molte energie, e poi nel corso dell’anno mi è stato chiesto di entrare a far parte del comitato diocesano per la salute, poi tengo i conti della comunità PIME ecc., invece per la gente con cui vivo, che non va a Phnom Penh quasi ogni settimana, che non spende cifre sostanziose in telefonate, che non sa cosa sia questo “internet” di cui ogni tanto sente parlare, gli stimoli sono molti meno. C’è invece una dimensione della vita, che è la vita, che loro mi stanno insegnando ad assaporare, a non lasciar passare in modo distratto. I fratelli e sorelle di Chumkiri e KohSla sono contadini, e il contadino deve saper guardare, osservare. Lui deve sapere se le nuvole all’orizzonte porteranno la pioggia oppure no; deve distinguere quale sia il vento che sancisce come un contratto scritto la fine della stagione delle piogge; deve intuire quale sarà il giorno migliore per iniziare a seminare, trapiantare, mietere; deve saper capire se il bue o il bufalo ha atteggiamenti che lasciano intuire che è malato o stanco… Per vivere da queste parti bisogna guardare, osservare la vita! …cosa che io so fare ancora troppo poco.

Stimolato però dalle persone che mi sono a fianco cerco anch’io di osservare la vita, e cosa vedo? Vedo la magnifica Opera di Dio in un poveretto quale sono io, e in una porzione di umanità alla quale poco o nessuno si interesserebbe. A Chumkiri il Signore continua a contagiare giovani di diversi villaggi, e anche quest’anno sono molti i ragazzi e le ragazze che si sono avvicinati a noi per la prima volta. Volti nuovi, che formano il grande gruppo di un centinaio di giovani che si riuniscono ogni Sabato pomeriggio, che la Domenica mattina si trasformano in cinquanta animatori per i bambini che vengono numerosi (250 in media) al gruppo che chiamiamo Scout. Molti di questi giovani poi vogliono conoscere Gesù e iniziano il cammino di discernimento e catecumenato. Quest’anno abbiamo avuto 31 battesimi fra cui due bambini (il battesimo dei bimbi è molto infrequente perché in comunità così giovani è difficile trovare coppie cristiane), e i primi sette cristiani di KohSla. Quest’anno il Signore ha invitato anche il gruppo di signore che producono piccoli oggetti per il sostentamento della famiglia e per aiutare la parrocchia (ricordate i braccialetti che ho portato lo scorso anno?) a studiare per conoscere Gesù. Abbiamo così quaranta donne dai 25 ai 60 anni che studiano catechismo con me ogni giovedì. È uno spasso: a loro piace stare insieme, cantare, riflettere sulla propria esperienza di vita, e dopo si fanno braccialetti, borsette per regali di Natale ecc. da vendere. Sono loro che ogni Domenica si danno il turno a preparare il “bobò” (sostanziosa minestra di riso) per gli Scout.

Sia a Chumkiri che a KohSla abbiamo la scuola materna, in ciascuna delle quali accogliamo ogni giorno circa sessanta bimbi fino al pranzo compreso. L’Opera di Dio quest’anno comprende anche la costruzione del nuovo asilo a Chumkiri, una struttura grande a sufficienza e con un grande salone multiuso. Fra poco sarà terminata, e i nostri bambini e tutta la comunità disporranno di luoghi più adatti per l’insegnamento e per incontri e seminari. Questo è davvero opera della Provvidenza, che è giunta grazie a molti di voi.

L’Opera di Dio si vede nella pastorale, dove la partenza di tanti giovani cristiani che finita la scuola superiore sono andati a Phnom Penh è stata “rimpiazzata” da molti più volti nuovi che si stanno unendo a noi; dove la presenza per alcuni mesi di una suora che è venuta a Chumkiri a imparare le lingua Khmer ha arricchito in modo insperato il gruppo liturgico che aveva sempre meno energie; dove il gruppo mariano si riunisce a pregare il rosario ogni Sabato e Domenica anche se non c’è il prete a “ricordare” che c’è questo appuntamento; dove i primi sette cristiani di KohSla hanno una forza inspiegabile (se non scomodando lo Spirito Santo) di testimoniare l’amore di Cristo ad altri fratelli e farli interessare a Lui. La lista sarebbe lunga, perché davvero il Signore benedice, sostiene, fa crescere chi si affida a Lui …e normalmente si affida di più chi è più debole.

Così è proprio a KohSla che Gesù ci riserva le sorprese più insperate. Finita la costruzione di una casetta per staff e ospiti, necessaria perché KohSla si trova in una zona molto remota, ci siamo trovati di fronte alla partenza dell’insegnate di inglese che da due anni era capace di attirare fino ad 80 ragazzi al giorno. La preoccupazione era che la chiesa diventasse troppo “quieta”, senza bimbi in movimento, finchè un giorno alcuni genitori da un villaggio distante circa otto kilometri dalla scuola hanno chiesto che i loro figli potessero stare a dormire alla chiesa, che dista solo due km dalla scuola. I membri della comunità sono subito stati disponibili e accoglienti: abbiamo preparato per loro una semplice cucina e da due mesi abbiamo con noi cinque ragazzi di prima media. In questi giorni poi mi hanno contattato per chiedere se c’è bisogno di una maestra per l’asilo e per il doposcuola, così sembra che il Signore voglia risolvere anche il problema della sostituzione (insperabile vista la lontananza di KohSla da ogni centro un po’ sviluppato) della maestra di inglese. …la Provvidenza!

State pensando che potrei scrivere più spesso e soprattutto più brevemente. Avete ragione! Non so se riuscirò. Però intanto vi risparmio molte altre storie di “Provvidenza economica”, in cui arrivano soldi inattesi pochi minuti prima o dopo una necessità improvvisa; e vi risparmio, a malincuore, le storie di “Provvidenza spirituale” in cui Gesù davvero guarisce, sana, consola. Per queste ultime dovrei scrivere una lettera per ciascuna!

Concludo affermando che davvero ad ogni giorno basta la sua pena: che cioè è bene progettare, ma è essenziale fidarsi del fatto che il Signore conosce il nostro bene e provvede, meglio di quanto noi sappiamo fare. A noi Gesù chiede di cercare il Regno di Dio e la sua giustizia, per capire che il Signore sa fare meglio di noi, e perché possiamo accogliere con libertà, fiducia e gratitudine la sua Opera.

A ciascuno di voi esprimo con sincero affetto la mia gratitudine, e per ciascuno chiedo la benedizione del Signore. Anch’io chiedo la vostra preghiera, e in particolare vi chiedo di ricordarmi nella fase di passaggio che mi aspetta, in quanto da Gennaio il vescovo mi ha nominato parroco di tutta la provincia di Kampot, prendendo il posto di p. Son che andrà in un altro centro pastorale. Sarò così responsabile di tutte e cinque le comunità di Kampot, insieme con p. Fernando, appena ordinato sacerdote, colombiano.

A tutti auguro un buon Natale!

Unito in Cristo, vostro p. Gianluca Tavola

 

 

 

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