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KOMPONG CHHNANG -  CAMBOGIA

 

APRILE 2006

 

 

ALCUNI PENSIERI SULLA PASQUA

 

L' avvicinarsi della settimana santa porta, ancora una volta, emozioni e domande: come accostare I fatti conclusivi della vita di Gesu'? Quali sorprese mi dara'  il Signore?

 

La gioia e la sofferenza che emerge dal rito della Domenica delle Palme indica gia' un itineraio che e' di ogni uomo:  frammenti di consolazione, di fiducia, e passaggi dentro oscurita', tormento, dolore e sconfitta.

 

Ma mi ritrovo , il lunedi' santo, dentro lo svelarsi di un gesto che dice la potenza incredibile dell' amore. L' unzione di Betania puo' anche creare disagio : Giuda e altri avrebbero da ridire.  Ma l' amore deve avere in se'  il senso della sproporzione. Gesu' lo ha accolto e, perche' no, mi sono ritrovato quest'anno a riflettere su cio' che il Signore aveva ricevuto da questa donna di Betania , e poi ripetere , lo stesso gesto, da li' a pochi giorni, mentre lavava I piedi agli apostoli.

 

Mi piace pensare a Gesu' che accoglie I gesti piu' belli degli uomini e li trasforma in Sacramento.

 

Martedi'  e Mercoledi' Santo offrono  come spunto di meditazione la solitudine del Maestro: le persone piu' vicine sono ora quelle piu' lontane.  Sono dei dodici, sia Giuda che Pietro. Scelti, amati, e restano nell' amore del Signore, entrano pero' nel dramma del rinnegamento o tradimento.

 

E siamo al triduo pasquale.

 

A Kompong Chhnang inizia la mattina del Giovedi' Santo celebrando il sacramento dell' unzione degli infermi.

 

Il papa'  di questi ragazzi che vivono all' interno dello spazio della missione e' gravemente ammalato. Abbiamo quindi pregato insieme. Lo stesso papa' aveva preparato un piccolo tavolo per questo incontro di grazia che avremmo vissuto con lui. 

 

Poi I riti della sera, giovedi',  e del Venerdi' Santo in due comunita' cristiane.

 

La notte del Venerdi'  , con un gruppetto di adolescenti, iniziavamo il nostro " silenzio " davanti al mistero della morte di Gesu'.  Una notte , tra il venerdi '  e  il sabato mattina, in preghiera, divisi in 4 gruppi.  Accanto ad una croce, illuminata da tanti lumini, venivano posti I nostril pensieri e le nostre preghiere.

 

Poi la preparazione della veglia pasquale.  Un piccolo bambino, un adolescente, una donna, moglie del papa' ammalato , vrebbero ricevuto il Battesimo.

 

Resta l' emozione  accanto a questo mistero:  un incontro, un SI che alcuni dicono al Signore: sapendo che e' Gesu' che ha tessuto, dentro vicende personali, fatti e avvenimenti, questa relazione d' amore.

 

Poi la Domenica di Pasqua.

 

Il pomeriggio la Suora mi invita a visitare un giovane ammalato.  Anche per lui la celebrazione del sacramento degli infermi. Molto debole, con poche forze, a 35 anni sta consegnando la vita al Signore.

 

Ma cio' che ha impressionato  e' l' ambiente di vita.  Su queste piccole barche, dentro un degrado ambientale che spiega anche , e perche' stupirsi? , la fatica del vivere sociale.

 

In un breve attimo domande enormi sulla dignita' , sul rispetto, sulla poverta', sul disagio o ingiustizia  fanno capolino, mentre mi sforzavo di ritrovare un raccoglimento interiore prima di iniziare la preghiera.

 

Ma il volto di questo giovane, comunque sereno, e la anziana mamma che incontro ogni domenica a messa, un volto pieno di storia lunga e faticosa, portavano il mio cuore  dentro altri mondi e pensieri.

 

Un senso di pesantezza, proprio il giorno di Pasqua, perche' incapace di affrontare con speranza questo altro dramma.

 

Sono immagini che ho ancora vive dentro di me .

 

Iniziavo il triduo accanto ad un ammalato, e concludevo il pomeriggio di  Pasqua allo stesso modo.

 

C' era di che raccogliersi per seguire questo percorso.

 

Si e' sempre un po' stanchi la sera di Pasqua, anche se la gioia provata, pur nelle contraddizioni avute, da'  momenti di  riposo e sostegno spirituale.

 

C' era solo da aspettare la sera, verso le 21, per correre in cerca di un medico per aiutare un poco questo papa'  che vive accanto a noi e che sta crollando sotto il peso di un male inguaribile.

 

 

Mi tornava alla mente un breve passaggio condiviso con la piccola comunita' cristiana la notte del Sabato Santo:

 

"dentro le nostre oscurita'   e' scesa la Luce.

nelle nostre parole, a volte vuote , e' scesa la Parola del Signore

nelle nostre umilianti incoerenze, l'acqua che da Vita si e' fatta visibile

il Battesimo di alcuni catecumeni ha ridato fiducia e speranza al cammino di sequela  della Chiesa"

 

In questo tempo di Pasqua si rinnova l' invito dell'apostolo Pietro:  " rendere ragione della speranza che e' in noi ".

 

Accogliamolo insieme.

 

 

ciao

 mariano

 

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