KOMPONG
CHHNANG - CAMBOGIA - Giugno 2006

Da poco piu' di
due settimane, abbastanza di frequente, I temporali
portano frescura, dentro giorni ancora caldi, e,
soprattutto, portano acqua per I campi, per la
vegetazione.
La
trasformazione della natura e' evidente.
Soprattutto cogli il ritimo delle giornate , ora
diverso.
Buoi o bufali,
aratri, l' attenzione e' rivolta a preparare il
terreno per la piantagione del riso. Inizia una
attivita', quella agricola, che da secoli fa la vita
di tanti villaggi della Cambogia, cosi' come inizia
il tempo di pensieri e di sogni legati alla terra e
a cio' che potra' dare. Non e' poesia: basterebbe
riflettere sulla fatica richiesta per restare, "
attaccati alla terra ". Ma e' innegabile che ora
e' il tempo privilegiato per tanti che guardano , si
impegnano, lavorano, attendono un dono: "il riso "
come capacita' di sostenere la vita.
Somnaeng ,
due anni, un piccolo bambino con problemi agli arti,
anche denutrito, con uno sguardo di timore o paura
perenni, sempre in ricerca di sua mamma, appena si
allontava un attimo.
Ripenso ad una
frase detta da una amica, venuta in visita in
Cambogia alla fine di dicembre 2005 e che l'aveva
incontrato in una breve visita a casa sua : " mi
raccomando, aiutatelo, salvatelo ".
Sembra , e lo e'
, una immagine che si fa passione, dap arte
nostra, per la debolezza di un bambino di due anni,
per di piu' segnato dalla polmonite. Da pochi
giorni Somnaeng ci ha lasciato. Ci sono alcune sue
foto scattate nei cinque mesi che ha frequentato al
nostro centro per disabili. Resta viva quella sua
voce flebile, mentre ci salutava al termine della
giornata.
La notizia della
sua morte ha raggiunto me e le missionarie laiche
mentre eravamo a Phnom Penh: silenzio, rabbia,
delusione, sconfitta, rammarico: forse si poteva
fare di piu' , forse con un po' piu' di attenzione o
decisione ….forse. Dentro il " forse " che resti
la fatica della ricerca per capire che sono anche
possibili ritardi di ' presenza ' ma pagati ad un
prezzo alto.
Un' altra
immagine: legata ad una piccola bambina di nome
Civa'.
Porta in se' un problema enorme, chiamato
microcefalia. E' detto tutto.
Accanto ha una
mamma eccezionale . Viene spesso al centro. La mamma
ha avuto dei consigli e dei piccoli aiuti. In ogni
caso non e' da sola a gestire questo peso. Ma
cogliamo in lei un amore appassionato per questa
piccola.
Eravamo perplessi
tre mesi fa. Cosa fare? Non ci sono soluzioni, se
non accogliere il giorno che viene come una
possibilita' di dare amore. E la mamma vive questo.
Civa' mangia con piu' gusto, con degli accorgimenti
sta un poco seduta, coccolata ora sorride. Questo
e' gia' miracolo. Non essere certi di niente
pensando al suo futuro non toglie la nostra
responsabilita', anzi la purifica e la sostiene.
Anche questa immagine fa parte di me.
Settimana
scorsa ho accompagnato un nostro insegnante nella
visita che fa ad alcuni disabili mentali.
Questa attivita' e' chiamata : servizio a domicilio.
Alcuni casi non
richiedono particolare doti , se non un incontro
diverso, con una persona che, una o due volte la
settimana, si ferma e decide di dare un aiuto a chi,
in un modo o in un altro, resta un poco separato
dalla comunita' familiare o sociale.
Altri casi restano
complessi e di difficile soluzione. Mi fermavo a
leggere quest' altra immagine. Cosa puo' voler dire
spendere ore, almeno sei, alla settimana per un
ragazzo di 15 anni che non ti segue nei pensieri?
Non parla, non risponde , chiuso nel suo mondo a
causa di una grave forma di disabilita' mentale. Eppure
sappiamo che davanti a noi c'e' una vita, con dei
sentimenti, delle emozioni, delle paure.
Cosa puo' voler
dire avere come punto di riferimento questo
possibile traguardo: tra un anno, forse, questo
ragazzo potra' usare il cucchiaio per mangiare il
riso?
Non c' e' una
sproporzione? Certo. Ma qui si incontra e si
scontra il concetto di uomo, di societa', di valori
che desidero mantenere. A me , come a tanti, spetta
il compito di decidere dove e come muovermi dentro
problemi cosi'.

Una scuola,
come tante, cosi' uguali in Cambogia.
Con un altro collaboratore assistevo ad una lezione
tenuta dalla insegnante che spiegava il problema
malaria.
Questa e' una
attivita' interessante che riguarda le nostre
iniziative . Un nostro incaricato spiega agli
insegnanti concetti legati alle malattie, alla
prevenzione e cosi' via. A loro spetta poi il
compito di trasmettere quello che hanno imparato
agli studenti. Da parte nostra cerchiamo di
verificare se e come la lezione e' fatta con serieta'
e professionalita'.
Detto questo mi
incuriosiva osservare questi 30 ragazzi e ragazze di
prima media. Ore di lezione, possibilita' di
imparare, sognare un futuro chissa' dove, poi il
ritorno a casa dentro fatti che regolano la vita dei
ragazzi e ragazze di campagna. Conosco un po' di piu'
la vita dei villaggi, le loro abitazioni, lo
standard sociale ed economico. I vestiti che
indossavano questi ragazzi a scuola erano una
conferma . Ho iniziato a cogliere fatiche e
tristezze dai loro occhi, piu' che da informazioni
avute ; cosi' come resto sempre sorpreso da un
senso di meraviglia per la prontezza vivace di
inventare giochi e di sorridere.
Anche in Cambogia
il futuro lo si gioca attraverso questa passione
educativa che tocca tutti. Capaci di spendere
energie per questi ragazzi, affidando il domani alla
loro capacita' di accoglierlo e di portarlo.
Immagini dentro
le mie giornate cambogiane.
Qualche
notizia
Da luglio ai
primi di settembre diversi amici verranno per
delle visite. Momenti importanti che danno
nuova energia per l'affetto, la vicinanza, l'
atmosfera di cordialita', e di convidisione di
parole e pensieri significativi che riguardano
la missione e la vita dell' uomo.
Luglio e
agosto vedranno la presenza anche di Laura, una
giovane in formazione nella Comunita' delle
Missionarie Laiche: un altro momento sicuramente
significativo per noi e per lei.
A fine luglio,
saremo nella casa Pime a Bangkok per gli
esercizi spirituali fino al 5 di agosto. Un
momento di ascolto, di silenzio, di preghiera ,
mettendo al centro un' altra "Parola" , quella
di Dio.
Un' ultima
informazione. Da gennaio e' presente in Cambogia
Valeria , pure lei lodigiana. Ha fatto un
cammino di formazione attraverso una nostra
associazione ( Associazione Laici Pime) che
prepara laici per un servizio temporaneo (
alcuni anni, da tre a cinque ) in missione.
Valeria e' ora qui, e siamo tutti ben contenti,
io per primo: un po' di patriottismo ( lodigiano)
serve anche.
E a proposito
di Lodi una bella e significativa esperienza
legata alla Caritas Diocesana in collaborazione
con l'Ufficio Missionario.
L'iniziativa
PANE SPEZZATO di quest' anno, nella solennita'
del Corpus Domini, avra' anche la Cambogia come
punto di riferimento. In particolare una piccola
comunita' cristiana, fatta di vietnamiti , che
incontro una volta al mese per la messa. Il
Vicario Generale della Diocesi di Battambong,
da cui dipendo, si e' impegnato per costruire
una scuola : sull'acqua. Quindi una
scuola-barca. Questo perche' la popolazione,
pescatori, vive sull' acqua. Con uno scambio
avuto con la Diocesi e' nata questa opportunita'
di un aiuto in tal senso.
Ha permesso
anche a me di comunicare con frequenza con l'
ufficio Caritas di Lodi, di condividere pensieri,
desideri, prospettive. La risposta e' stata
davvero bella e significativa. Gia' rivolgo un
grazie a quanti daranno il loro contributo in
merito.
di cuore un
abbraccio a tutti voi, con un augurio anche per
la prossima estate e per le diverse iniziative
che vi vedranno impegnati, vacanze comprese.
E, come sempre,
la gratitudine per le diverse forme di sostegno
che mi offrite.
Il Signore,
che conosce il cuore di tutti, sa come
raggiungervi con la sua benedizione.
p. Mariano