Lisboa, 24 novembre 2006
Carissimi,
vi scrivo oggi, a due
mesi esatti dalla mia ordinazione diaconale e ad un
mese dal Santo Natale. Anche le date parlano! Il
Vangelo di ieri, almeno per noi che stiamo nel Rito
Romano, narrava il lamento di Gesù su Gerusalemme (Lc
19,41-44) e ci faceva contemplare i sentimenti di
Gesù nei nostri confronti. Gesù piange alla vista
della città di Gerusalemme. Perché piange Gesù?
Piange perché la sua gente non comprende che è Lui
la vera e unica via della pace e della felicità.
Piange perché la sua gente non è in grado di
riconoscere la Sua visita e la Sua presenza.
Questa parola mi ha
fatto ricordare come il Signore ha visitato me e i
miei compagni nel giorno dell’ordinazione diaconale;
mi ha ricordato che il Signore è al mio fianco e
ogni giorno continua a visitarmi con la Sua Parola e
con l’Eucaristia; mi ha ricordato anche che il tempo
di Avvento (Già cominciato in terra ambrosiana!) può
aiutarmi a ricordare costantemente la visita
quotidiana del Signore e la Sua viva presenza nella
mia vita.
E proprio la sua visita
quotidiana può dare senso e riempire le nostre
giornate, tante volte semplici e fatte di piccole
cose, giornate così semplici e ripetitive, che a
volte ci sembrano quasi inutili.
Forse vi chiedete come
sono le mie giornate qui a Lisbona. Le mie giornate
sono appunto molto semplici. Vado a scuola due ore
al giorno (a dicembre 3!), poi studio, faccio i
compiti per il giorno dopo, da bravo studente, e
prego. L’unico servizio diaconale che faccio è la
domenica, in una cappella qui vicino, dove i
missionari della Boa Nova dicono la Messa.
Qui in casa, essendo l’unico diacono, ho la grazia
di proclamare ogni giorno il Vangelo durante la
Messa.
Sin dalle prime
settimane che ero qui mi guardavo un po’ attorno e
cercavo di individuare qualche spazio o modalità per
vivere il mio ministero. Così, per esempio, oltre
alla cappella di cui dicevo, ho conosciuto l’Obra
Social delle Sorelle Oblate del Santissimo
Redentore. Esse sostengono un progetto che consiste
nell’incontro con le prostitute sulla strada. Con
entusiasmo avevo già parlato con la coordinatrice,
avevo partecipato ad una riunione che presentava il
progetto (logicamente tutto in portoghese!), avevo
dato la mia disponibilità per uscire con loro almeno
un giorno alla settimana, ed ero uscito anche una
volta con una equipa, visitando e conoscendo
una trentina di donne. Questa era un’effettiva
diaconia verso alcune delle membra più povere e
emarginate della Chiesa e, nello stesso tempo,
poteva essere una palestra per il mio portoghese,
soprattutto per l’occasione che avevo di conoscere
volontari di lingua portoghese. Tornai a casa
entusiasta!
Ero tutto contento, ma
il padre a cui faccio riferimento qui, mi ha
consigliato vivamente di lasciar perdere questa
attività, così ho dovuto obbedire. Senza farmi
troppo prendere dall’agitazione ho poi pensato che
padre Alfonso aveva studiato la lingua prima
di me, aveva senz’altro esperienza e sapeva cosa era
bene per me. Così mi consigliava di non prendere
nessun impegno fuori e di dedicarmi solamente allo
studio della lingua. Vi confesso che non è stata
semplice questa obbedienza! Ma ora sono contento e
ho capito, questa volta sulla mia pelle, che ora la
mia prima diaconia è proprio lo studio del
portoghese. E non è poco! Ve lo assicuro. Ogni
tanto arrivo a sera con la cabeça pesante!!
…Così appunto le mie giornate sono molto semplici:
studio e prego! Entrambe le cose sono una buona
palestra per crescere nell’umiltà.
All’inizio mi chiedevo
come avrei fatto a studiare solamente, senza
parrocchia, senza nessun servizio. Ora non mi faccio
più questa domanda perché di studio ne ho da fare! E
poi, veramente, sono invitato a ricordare che il
mondo l’ha già salvato il Signore… Non sono io a
salvare il mondo con le mie attività!
E ora non ridete, ma
devo proprio dire che sono diventato quasi uno
studente modello, perché da qualche settimana, oltre
ai compiti per casa, ho deciso di scrivere ogni
giorno una breve omelia sul Vangelo del giorno. Così
poi la porto dal professore e me la corregge. Questa
mia intuizione è stata geniale perché allo stesso
tempo faccio tre cose: medito il Vangelo, imparo il
portoghese e “annuncio il Vangelo” al mio
professore! …Ma si può?!! …Si puo’! Si puo’!
Parlavo di umiltà… Sì!
Un po’ è necessaria nello studio di una lingua!
Infatti, i fogli tornano sempre pieni di rosso,
anche quando magari il giorno prima ho steso la
brutta, la bella copia, e l’abbia riletta con
attenzione! …Ma, mai disperare!!
Comunque sia, ora sono
nel secondo livello e abbiamo fatto già ben quattro
tempi verbali, così posso dilettarmi nel dire
qualche frase decente… Ora è necessario buttarmi e
praticare!!
In questi giorni ho
conosciuto Carlos, un mio compagno di scuola,
cinese, e un po’ mi sono consolato perché per lui è
veramente tutto più difficile. Bene o male, per me,
molti vocaboli sono simili all’italiano!
Una cosa bella che sto
vivendo a scuola è la conoscenza di persone che
provengono da paesi diversi. Così molte volte penso
che la scuola è un po’ la mia parrocchia, la mia
piccola comunità che oggi il Signore mi affida e che
devo voler bene, anche se fra qualche mese dovrò già
salutare e lasciare. Sì, “voler bene e saper
lasciare”…Vedete che oltre a imparare il portoghese
sto imparando che il missionario deve essere esperto
nel volere bene alle persone e nel sapersene poi
distaccare, lasciandole libere, nella mani di Dio.
Le persone che con
maggior gioia sto conoscendo sono proprio quelle
che, come Carlos, dicono di non credere in
Dio, o si professano atee. Ho conosciuto anche
Eva, spagnola. I suoi genitori, come mi dice
spesso, non credono in niente e lei, di conseguenza,
fa’ fatica ad immaginare come possa esistere Dio.
Credo che nessun incontro è casuale e la mia
amicizia può essere preziosa e, chissà, magari può
essere per loro un invito a guardare Dio. Diverse
volte mi hanno fatto domande su Dio, sulla Trinità,
sulla Chiesa, su cosa penso che ci sia dopo la
morte, e mi sembravano veramente più interessati e
“ricercatori” di molti che si professano credenti
cattolici!
Ma ora mi sto accorgendo
anche di dilungarmi un po’ troppo e devo ricordarmi
che anche voi siete presi e non siete lì a far
niente, per cui vi saluto e vi auguro buon Avvento e
buona contiunuazione!
Che il Signorre vi
benedica!!
Un abbraccio e…
Até a proxima!!
don Franco Beati.