Mihara (Giappone), 15 dicembre 2006
Carissimi,
anche quest’anno avvicinandsi il Natale colgo
l’occasione per mandarvi una lettera circolare.
Mia mamma che è stata qui circa un mese e mezzo,
dalla metà di settembre fin quasi alla fine di
ottobre, ha scritto una paginetta raccontando un po’
quello che faccio; chi ha letto le lettere degli
scorsi anni si rendera’ conto che non ci sono grandi
novita’. Questo e’ un problema quando ci si mette a
scrivere, infatti chi legge potrebbe trovare noiosa
la ripetizione di cose già note. (Cosa che
quest’anno ho risolto almeno parzialmente “cambiando
penna”). Tuttavia, visto che lo scopo primario della
missione non è lo scrivere ma l’edificare la
comunità, luogo che rende presente e incontrabile
oggi Cristo, la continuità del lavoro è una grande
grazia. Uno dei frutti più belli è che sta prendendo
forma un po’ per volta il gruppo dei ragazzi delle
scuole medie e superiori ( in G. le scuole
elementari durano 6 anni, le medie e le superiori 3
ciascuno). Per esempio, sabato sera ci siamo trovati
in una quindicina (compresi 3 o 4 adulti) dopo la
Messa: abbiamo mangiato la pizza e poi abbiamo
parlato dell’ “ijime” (cioe’ dei ragazzi che vengono
maltrattati dai loro compagni di classe), problema
che in G. diventa sempre piu’ grave e che spinge
diversi ragazzi al suicidio. Partendo da questo ci
siamo chiesti cosa significhi essere cristiano nella
scuola.
Il ripetersi annuale della celebrazione del
Natale ci ricorda che Dio si e’ fatto uomo per
essere vicino a ciascuno di noi e che la grazia di
aver fatto questo incontro e’ anche responsabilita’
verso le persone che in vari modi desiderano la
“salvezza”.
Vi saluto augurandovi che questo sia un buon Natale
in cui riaccada l’incontro con Gesu’Cristo, e che
l’anno che sta per cominciare sia riempito dalla sua
Presenza.
p. Arnaldo Negri
Anche quest' anno ho potuto trascorrere un lungo
periodo a Mihara dove P.Arnaldo è parroco da 3 anni.
Posso quindi aiutarlo nella stesura della lettera
annuale di notizie, contenta di fargli risparmiare
tempo: infatti ne ha ben poco da dedicare agli
"extra": la sua giornata è intensissima.
Incomincia verso le 6, con la preghiera e la S.
Messa, alla quale partecipano pochi fedeli, oltre
alle 6 Suore che si occupano dell'asilo nido-scuola
materna, frequentati da circa 140 bambini, di cui
quasi nessuno è cattolico. In Giappone non c'è
anticlericalismo e le scuole cattoliche, dall' asilo
all' università, sono ricercatissime, perchè molto
valide. La mattina prosegue con le attività
organizzative comuni ad ogni parrocchia. Grazie a
Dio, anche in Giappone vi sono molte persone
generose che, come da noi, contribuiscono al buon
funzionamento dell' "azienda".
Dalla tarda mattinata fino a sera P. Arnaldo è
impegnato in attività
pastorali, come catechesi per adulti e bambini in
preparazione ai
Sacramenti: queste si svolgono in parrocchia o a
domicilio.
In Giappone la scuola occupa la maggior parte del
tempo dei ragazzi, quindi non esistono oratori e
attività simili, ma P. Arnaldo ogni sabato raccoglie
un po' di ragazzi in un centro sociale pubblico
dove, con l'aiuto di una Suora e di qualche persona
generosa, si gioca, si fa catechismo e alla fine c'è
la S. Messa celebrata nella casa di qualcuno dei
bambini cattolici che abitano piu' vicino (dato che
nei centri pubblici non si possono svoplgere
celebrazioni religiose). Alcuni ragazzi abitano
lontano dal centro e P.Arnaldo e la Suora, con le
loro auto, vanno a raccoglierli e poi li riportano a
casa, come pure i piu' piccoli, anche se abitano a
poche centinaia di metri, per essere sicuri che non
capitino incidenti durante il percorso.
D' estate P.Arnaldo organizza un breve campeggio
di 3 o 4 giorni e durante l'anno qualche gita
sciistica o altre uscite.
Alla domenica celebra quasi sempre 3 Messe, di
mattina alle 9,30 in parrocchia per i Giapponesi,
che sono sempre numerosi in rapporto alle dimensioni
della chiesa, che puo' ospitare al massimo 150
persome. Dopo la Messa una parte di loro si fermano
a bere il caffe', a studiare i canti e ad
organizzare varie attività. Alle 3 di pomeriggio
celebra in qualche altra località della parrocchia
distante dalla citta' di Mihara ( una volta al mese
a Takehra, 25 km sulla costa-, una volta
sull'altopiano di Sera a una trentina di km, quando
e' possibile in una della isole di fronte alla
citta' ecc.). La Messa viene celebrata nella casa di
qualche famiglia, in tal modo può partecipare anche
chi, per motivi di distanza non riesce a raggiunere
la chiesa parrocchiale. Una particolarità: una volta
mese P. Arnaldo celebra la messa delle 3 in
Spagnolo.
Infine la messa vespertina alle 18 in parrocchia a
Mihara è celebrata in Spagnolo o Portoghese.
Vedere mio figlio che a scuola detestava lo studio
delle lingue e adesso è diventato poliglotta per
amore del Signore, mi riempie di riconoscenza verso
Dio!
Siccome la parrocchia è molto vasta e comprende
città e paesi sulla costa, nell' interno e sulle
isole, P.Arnaldo cerca di raggiungere tutti:
nell'ultimo anno ha percorso circa 35.000 km, una
media di quasi 100 km al giorno.
Molto impegnativa è la cura dei Sudamericani,
soprattutto Brasiliani e Peruviani,che hanno bisogno
di assistenza non solo spirituale, ma anche sociale
(specialmente traduzioni in municipio, ospedale,
ufficio-immigrazione ecc...) e di conforto morale:
infatti si
trovano a vivere in un paese molto diverso per
mentaltà e lingua, in
condizioni di lavoro spesso difficili, ma la loro
esuberanza e la loro
allegria li aiutano a vivere.
Per poter incontrare le famiglie al completo, P.
Arnaldo va a visitarli verso la fine della giornata,
quando tornano
dal lavoro, quindi torna a casa quasi sempre verso
le 22.
Tra le altre attività, tiene corsi di italiano
per Giapponesi: ha così occasione di conoscere
persone che diversamente non potrebbe incontrare.
Il lavoro è tanto, ma dà frutti: oltre a Battesimi,
anche di adulti, e a qualche Matrimonio e Prima
Comunione, quest'anno il Vescovo ha
amministrato la Cresima a 44, tra adulti e ragazzi.
Lo Spirito Santo, che ha incominciato l' opera,
sicuramente la continuerà.
P.Arnaldo è circondato da tanto affetto e simpatia,
di cui ho goduto anch'io, ricevendo molti
festeggiamenti e gentilezze. Ormai mi conoscono in
tanti e a Mihara mi sento come a casa mia.
Concludo ringraziando il Signore, perchè mi ha
dato un figlio sacerdote e lo affido alle preghiere
di tutti.
Teresa Zanrè Negri