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Pasqua 2006
Bangkok, 27
Marzo ,2006
Carissimi genitori
a distanza e amici tutti,
Mentre
vi scrivo ci sono circa 200 bambini dai 3 ai 10 anni
che animano gli ambienti della nostra parrocchia
(Nostra Signora della Misericordia). Vengono tutti
dalle nostre case-famiglia e dalle baraccopoli.
Stanno partecipando al campo estivo di formazione,
attivita’ culturali e ricreative. Quest’anno la
catechesi, e’ sulla storia del Buon Samaritano, e
del Figliol Prodigo, in piu’, i bambini, si
esercitano, sull’arte della pittura Cinese e del
Batik Indonesiano, sulle arti marziali Koreane,
danza e musica tradizionali Thai, nuoto, ricamo
tribale Iao, bigliettini augurali, ecc. Lunedi’
prossimo 3 Aprile comincera’ il campo estivo per i
ragazzi della quinta, sesta elementare, prima e
seconda media. Alla fine di aprile ci sara’, invece,
il campo per i giovani nel centro per ammalati di
AIDS diretto dai padri Camilliani a Rayong.
Il mese di Aprile
e’ il mese piu’ caldo della Thailandia, e’ il mese
delle vacanze, e delle feste del primo dell’anno, e’
il tempo delle riunioni famigliari.
Tante mamme che
hanno abbandonato i loro figli, si sono, nel
frattempo, risposate. In questi giorni vengono a
riprendersi i figli, per poi riportarceli dopo le
feste. Altre mamme si dimenticano o sono in tali
situazioni da non poter accogliere i loro figli, i
papa’, invece, sono purtroppo quasi completamente
assenti.
L’altro ieri Bon ,
un bambino di sei anni, mi corre incontro, si
attacca alle mie gambe e non vuole lasciarmi. Gli
chiedo:
“Bon, tua mamma e’
venuta a trovarti ?”
Fa un cenno
negativo con la testa, “e tuo papa’ e’ venuto?”
Un’altro cenno negativo e il volto si rattrista.
“Non preoccuparti,
Bon, io sono qui e ti voglio tanto bene,” lo
abbraccio con affetto, il suo volto si illumina e
saltellando ritorna a giocare con gli amici.
Mi e’ venuto in
mente la lettura della messa di eri mattina che
diceva
“Si dimentica
forse una donna del bambino
cosi’ da non
commuoversi per il figlio del suo grembo?
Anche se vi
fosse una donna che si dimenticasse
Io invece non ti dimentichero’ mai”
Isaia (49,15)
I ragazzi piu’
grandi
(eta’12-15 anni) della casa S. Giovanni sono andati
col loro animatore, Noi, a visitare i loro parenti
sparsi in diverse parti della Thailandia.
“Avevo paura di
andare alla casa dei nonni e degli zii”,
racconta Khao, “non ero sicuro che mi
riconoscessero. Ma quando gli zii e le zie mi hanno
visto, mi hanno riconosciuto, abbracciato, dato
soldi, da mangiare e, infine, mi hanno chiesto di
stare con loro alcuni giorni”.
Khao era stato in
un centro per ammalati di AIDS dove i suoi genitori
sono morti cinque anni fa. L’anno scorso la suora
incaricata del centro l’ha affidato a noi, perche’
Khao aveva grossi problemi. Con noi si e’ trovato
molto bene .
Cek non voleva
andare a casa, si vergognava della situazione di
poverta’ in cui vive la mamma con il nuovo marito.
Ma la mamma ha accolto Noi e tutti i ragazzi con le
lacrime agli occhi e con grande riconoscenza.
La mamma di Ball,
invece, ha raccontato la sua vita di disagi nella
piccola stanza in affitto in cui vive con il nuovo
marito e i due figli piccoli.
Cosi’ e’ stato per
Rak il quale ha scoperto che il papa’ vive in una
casa abbandonata senza porte e finestre.
Per Kee e Chek e’
stato difficile incontrare il papa’ il quale non ha
nemmeno una baracca dove abitare: la sera attacca la
zanzariera a due alberi e dorme all’aperto. Kee, che
ha tredici anni ed e’ stato tante volte picchiato da
suo padre ubriaco, ha insititito nel voler andare
con tutti suoi amici a trovare il papa’. Cosi’, una
sera verso le nove, ha comperato la zuppa cinese che
piace molto al papa’. “L’abbiamo svegliato”,
mi hanno raccontato i ragazzi, “siamo entrati
tutti nella zanzariera e abbiamo fatto festa con lui.
Quella sera non era ubriaco”.
Le adolescenti
(12-16 anni) della casa S. Agnese sono state
distribuite nelle quatto case per bambini piccoli a
fare da assistenti ed esercitarsi nel servizio.
Le quattro case sono:
S. Domico e S.
Tarcisio per i maschietti dai 4 ai dodici anni
S. Maria Goretti e
S. Lucia per femminucce dai 4 ai 12 anni
In questi giorni
la Fondazione “Home for Hope” iniziata dal
signor Alfredo Villa sta finendo di pagare il prezzo
della quinta casa in cui si trasferiranno le
adolescenti di casa S. Agnese. Presto avremo anche
la sesta casa per la generosita’ di un sacerdote
preoccupato per i bambini abbandonati, Don Antonio
Curti, parroco di S.Lorenzo in Collina, Bologna.
In Aprile e anche
nei prossimi mesi avremo la gioia di accogliere
tanti volontari che vengono a fare un’esperienza
con i nostri bambini. Due ragazze americane
insegneranno Inglese; due studenti dell’universita’
di Padova della facolta’ di psicologia staranno qui
parecchi mesi per aiutare i bambini piu’
traumatizzati dall’abbandono e per cercare di creare
assieme, nelle case famiglia, un’atmosfera dove i
bambini si sentano sempre piu’ sereni e possano
crescere e svilupparsi in tutti gli aspetti della
loro personalita’.
Ci sono tantissime
cose che vorrei dirvi. Ma non posso.
Voglio ringraziare
tutti voi che siete parte integrante di questo
lavoro e missione di salvezza dei bambini
abbandonati che sono stati ritrovati dal vostro e
nostro amore per loro.
I piu’ grandicelli
sanno di avere tante buone persone che li seguono e
li sostengono, non solo con le loro donazioni, ma
anche con tanto affetto, preoccupazione e preghiere.
I bambini si rendono anche conto che non possono
fare niente per i loro genitori a distanza, ma solo
fare bene il loro dovere, soprattutto di studenti e
pregare ogni giorno per la buona salute e la pace
del cuore dei loro sostenitori.
In occasione della
imminente Pasqua, Festa della Resurrezione di Gesu’
dai morti faccio a tutti voi anche a nome dei
bambini dei cooperatori l’augurio della Pace che
Gesu’ ha donato proprio quella prima Domenica di
Resrrezion ai suoi apostoli rinchiusi nella stanza
con porte e finestre chiuse a catenaccio. In quella
sera Gesu’ e’entrato nostante le barriere le paure
dei suoi amici e ha riproposto ancora per primo,
quella Pace che gli angeli avevano annunziato alla
sua nascita. E’ una pace creata da Dio come quella
dell’Eden, ma questa pace non sara’ mai piu’ rotta
perche’ fatta tra Dio e l’Uomo-Dio.
Questa Pace vuol
dire totale riconciliazione, perdono assoluto,
speranza di unione eterna con Colui che ci ha amato
per primo e ci amera’ per sempre.
Con questo vi
abbracciamo tutti e vi auguriamo Buona Pasqua.
Tutti i
collaboratori e tutti i bambini
P. Adriano Pelosin
PIME
Nota. Per
convenienza di comunicazone con voi chiedo il favore
di mandare il vosto indirizzo e-mail all’indirizzo
della Opera San Martino:
sanmartino@csloxinfo.com |