Papua New Guinea
- Bolubolu - 19 Novembre 2006
Carissimi,
le prossime feste natalizie, mi invitano a un
“riposo” dalle fatiche giornaliere, e, pensando
a voi, mi invogliano a scrivere due parole...
Gli impegni pastorali si alternano tra gioie e
difficoltà in avventurosi viaggi per raggiungere
comunità lontane. Tutto questo, via mare o
mettendosi in cammino, per essere vicini a
isolate famiglie sperdute sulle montagne.
Certo la montagna, con lo sfondo del mare, il
suo verde multicolore le fresche e zampillanti
acque o il mare, nel suo blu profondo, coi
splendidi fondali e piccole isole coralline,
vengono sempre più ammirati nella loro
suggestività Peccato le frequenti “docce”
provocate da improvvise onde di un mare
quest’anno impazzito dal forte vento.Tutto
questo fa parte della vita della missione!
Importante é raggiungere le comunità, sostare
qualche giorno con loro, dare un po’ di
serenità, nonostante, vedendo tanta povertà, sia
veramente difficile.
Giorni fa, ho visitato la mamma di due gemelli,
appena rientrata dal lontano ospedale cittadino.
Fortunatamente, nonostante la situazione di
estrema povertà, attorniata da figli e parenti,
l’ho trovata molto serena.
Poveri di tutto, materialmente, ma con una forte
carica di fede nei piccoli fatti di ogni giorno.
Fede che in celebrazioni eucaristiche, si
trasforma in gioia dirompente dove la “colonna
sonora” sono la speranza e la gioia della gente.
L’avere i poveri al primo posto,
nell’evangelizzazione, nella catechesi e nella
promozione umana, ci ha resi consapevoli che
questa è la strada privilegiata da percorrere.
Da parte loro, c’è il rischio di accettare
questa povertà senza migliori prospettive
future. Non c’è alcuna opportunità di lavoro. La
scuola difetta di mezzi necessari e di giusta
mentalità di educazione. La terra, unico
sostegno per le famiglie, è sempre più dura e
arida da lavorare. Mancano vestiti a prezzi
accessibili; libri per un maggiore interesse e
studio.
Fortuna vuole che la natura in questo periodo,
viene incontro alla povertà offrendo nel mando,
succosi frutti. Rifioriscono fisicamente non
solo i bimbi, ma anche i giovani e gli adulti.
Da sempre si è parlato di diversa mentalità e
nello stesso tempo di reciproco rispetto.
Entrare in un altro mondo e tentare di assumere
un processo di inculturazione, ha un prezzo da
pagare: accettare i lunghi tempi, camminare a
piccoli passi, {lavoro in generale, educazione e
fede}, imparare il loro linguaggio e abitudini,
e mettersi al loro servizio.
Nonostante le difficoltà, siamo parte di una
chiesa in cammino e in crescita, protagonisti di
una chiesa viva e dinamica,nelle sue gioie e
speranze.
Tentiamo di imparare a leggere “i segni dei
tempi”: nuove situazioni, aspettative, interessi
e scelte.È dovere permanente della chiesa
continuare nel motto giovanneo: vedere,
giudicare e agire.
Si analizzano le situazioni politiche e
sociali.. L’anno prossimo ci saranno le elezioni
politiche: le acque cominciano ad agitarsi con
promesse che mai saranno mantenute. Viviamo
purtroppo situazioni economiche e sociali sempre
più difficili È nostro impegno condividere
storie di dolore e di speranza.
Si
sa come l’esperienza missionaria produca una
nuova mentalità di stile e di atteggiamenti. Si
è chiamati a mettere al centro della nostra
azione la persona, a cui dare tempo e
attenzione. Nello stile di Gesù di Nazareth, che
cercava e provocava l’incontro personale, si
evidenzia l’aspetto di relazione, per crescere
nella comunione. Fa piacere quando, la gente,
con gioia parla di un progresso umano generale
nell’operare delle persone. La chiesa ha la sua
importanza vitale. È naturale, che camminando
dentro la storia, la Chiesa invogli persone a un
positivo cambiamento e, nello stesso tempo, a
far parte attiva di una comunità e società con
regole precise e, definite.
Il mondo cambia. Anche il missionario deve
cambiare.
Catechisti e persone laiche assumono sempre più
grosse responsabilità.
Sono loro, i laici, a portare avanti la chiesa.
Nel confronto serio e concreto, c’è la necessità
di inventare nuove forme di ministeri capaci di
corrispondere alle esigenze del momento. Il
laicato, consapevole di sé, chiede istruttivi
momenti di formazione. Sono essi, i catechisti,
una sicurezza per il futuro di questa chiesa.
Lo scrivere diventa così importante punto di
riferimento, in continui e diretti contatti con
casa, dove ha visto crescere la mia vocazione;
con amici, con cui ho condiviso momenti di gioia
e di fatica; con quelle comunità, dove ho
esercitato il ministero pastorale. Così
famiglie, confratelli e parrocchie, grazie alla
fitta corrispondenza, ai frequenti viaggi, al
numero sempre più grande di laici che vogliono
vivere tu periodo di apostolato e servizio in
missione, hanno imparato a conoscere e a vivere
la missione in un diretto confronto personale e
pastorale. Si supera l’idea e la pratica di una
missione a senso unico: dal ricco al povero.
Ogni Chiesa manda e riceve nello stesso tempo.
Solo così la missione diventa “scambio”.
Tutto questo, porta in ciascuno di noi, tanta
fiducia.
Nell’appassionante impegno di ognuno, è
consolante l’evangelica promessa: date e vi sarà
dato {Lc. 6,38}.
A tutti il mio più caro augurio di un Santo
Natale e prosperoso Anno.Nuovo.
P. Lorenzo Frosio