Natale 2005
Bangkok, Tailandia. P.Adriano Pelosin
Carissimi
amici e sostenitori a distanza dei nostri
bambini,
È con immensa
gratitudine a Dio che vi penso. Noi della
staff dirigente, le mamme e i papà delle
case famiglia e tutti bambini da voi
aiutati vi ricordiamo e preghiamo per voi
ogni giorno. Voi siete parte di un grande
movimento di solidarietà e di salvezza
che viene dall’interesse e amore attivo
di Dio verso tutti gli uomini. Appena una
persona si mette a fare qualcosa per un
altro meno fortunato di lui, si attiva
una rete di luce e di vitalità che supera
l’iniziativa personale.
Voi e noi
siamo stati chiamati da Dio a compiere
questa opera di difesa della vita e della
dignità dei bambini altrimenti
abbandonati. In realtà non è un optional,
ma una esigenza della nostra stessa
esistenza. Questo mi pare sia infatti il
senso delle parole di Gesù: “tutto quello
che avete fatto a questi miei fratelli
più piccoli lo avete fatto a me”. Lui che
è “l’Alfa e l’Omega”, mette i più piccoli
al centro della nostra attenzione. Se il
più piccolo è onorato, allora tutti sono
onorati; anch’io sono onorato. O si
gioisce della vita tutti assieme o si
perde il senso della vita… tutti.
Da quando
abbiamo cominciato otto anni fa, i
ragazzi stanno crescendo e con la loro
crescita nasce la necessità di dare a
loro una formazione che li renda capaci
di inserirsi nella società come persone
responsabili.
La
CEI (Conferenza Episcopale Italiana)
sponsorizza un progetto di tre anni per
la formazione dei formatori e dei ragazzi
stessi. Adesso stiamo anche esaminando la
possibilità di avere esperti delle
scienze dell’educazione che vengano a
darci una mano dall’Italia.
Purtroppo ci
sono ancora tante situazioni di ragazzi
che ci straziano il cuore anche per la
nostra incapacità di dare una risposta
adeguata. Solo per citarvi gli esempi di
alcune situazioni….
Il caso di
ragazzina di dieci anni la cui madre
lascia che abbia rapporti sessuali con il
proprio marito molto più giovane di lei
per tenerselo buono. Così la bambina ha
perso ogni senso della vita e non va
neanche più a scuola.
In un altro
caso, una mamma non si accorge che la
figlia di 16 anni invece di andare a
scuola sta con un ragazzo, rimane
incinta, fa l’aborto e scopre tutto
quando la figlia la chiama dall’ospedale
quasi morente.
Oppure il
caso di quella madre che fa sposare la
figlia di sedici anni con un ragazzo di
cui la mamma e’ innamorata, e il tutto
per nascondere di fronte alla gente i
rapporti che aveva con lui.
Oppure il
caso di quel papà che ci aveva dato in
custodia i suoi tre figli di 5, 7 e 9
anni; ad un certo punto è venuto a
riprenderseli per portali a chiedere la
carità e con i soldi “raccattati”, li
spendeva ubriacandosi lasciando poi i
figli sulla strada. Questo caso,
tuttavia, siamo riusciti a risolverlo..,
il papà ha capito che non era bene
sacrificare i figli per i propri vizi.
Siamo anche
riusciti a recuperare due ragazze di
diciotto anni che invece di andare a
scuola, andavano a prostituirsi. Ora
fanno un lavoro dignitoso.
D’altra parte
troviamo anche tanta collaborazione tra i
poveri delle baraccopoli. Le suore del
Buon Pastore, che hanno una casa per
ragazze madri, ci hanno portato cinque
bambini dai sei mesi a un anno di età
perché le loro mamme non potevano
seguirli. Alcune delle loro mamme sono
prostitute e provengono da zone povere
del nord Est della Thailandia. Una di
queste bambine è bellissima, ha i capelli
biondi (i Thai hanno tutti i capelli
nerissimi) ed è certamente figlia di un
turista. Abbiamo trovato subito delle
persone interessate a prendersi cura di
questi bambini. Noi assicuriamo uno
stipendio, il latte in polvere e i
pannolini.
Alcune
mamme dei nostri bambini dopo una
permanenza in prigione, sono uscite,
hanno trovato un lavoro e spesso un nuovo
marito e si sono riprese i loro figli.
Noi stiamo facendo una azione di
risveglio delle responsabilità, affinché
le mamme che per diversi motivi avevano
abbandonato i loro figli possano poi
riportarseli a casa e seguirli con amore.
Per questo ogni anno organizziamo bene la
festa della mamma in ricorrenza del
compleanno della regina, il 12 agosto.
Ai primi di
ottobre è terminato il primo semestre di
scuola e con grande soddisfazione
abbiamo notato che alcuni dei nostri
ragazzi sono tra i primi della classe.
Non e’ facile per bambini abbandonati
avere concentrazione e costanza nello
studio. Per i ragazzi delle case famiglia
abbiamo organizzato il doposcuola. Ogni
casa ha due o tre maestre che aiutano i
bambini a fare i compiti e seguono
soprattutto i più deboli. Sempre in
questo mese di ottobre, che e’ un mese di
vacanza, abbiamo invitato i ragazzi della
quinta, sesta elementare e le tre medie a
un campo scuola sul tema dell’amore. Alla
fine dei cinque giorni ho fatto un
piccolo esame pubblico. Alla domanda:
“Chi dovrei impegnarmi ad amare di più?”
una bambina di 10 anni ha risposto: “Io
mi impegnerò ad amare Kitar” “ Perché?”
ho chiesto io, “Perché Kitar e’ piccola,
ha un anno e mezzo, e’ molto simpatica,
ed è senza genitori!” A lei ho dato il
primo premio.
Il gruppo dei
giovani sempre delle baraccopoli, seguiti
da Suor Angela Bertelli Saveriana di
Parma, ogni Sabato, è impegnato ad
accogliere i bambini che più fanno fatica
a scuola e insegnano loro a leggere e
scrivere. La suor Angela con la
cooperazione di sei donne segue anche i
malati delle baraccopoli, soprattutto gli
ammalati di AIDS e I bambini
handicappati; per questi ultimi, la
caritas Veneziana ha già fatto un
contratto con la Caritas di Bangkok
impegnandosi a costruire una casa per la
loro terapia. Suor Angela sarà incaricata
di seguire questo nuovo progetto. In
questa casa verranno ospitati anche
alcuni bambini portatori di handicap
sopravissuti allo Tsunami nel sud della
Thailandia. Suor Angela, con il suo team,
è attualmente impegnata anche a seguire
una casetta a quattro stanze per anziani
e malati di AIDS abbandonati.
Il signor
Alfredo Villa, di Milano ha aperto una
Fondazione “Homes for Hope” (Case della
Speranza), che ha comprato quattro belle
case vicino alla nostra chiesa e le ha
messe a disposizione di quattro nostre
case famiglia; c’e’ anche un bel cortile
comune a prato verde, così i bambini
possono giocare all’aria aperta. Quasi
ottanta bambini vivono già nelle case e
stanno molto meglio che nelle
baraccopoli.
Nelle
baraccopoli seguiamo i bambini poveri, le
ragazze madri e gli ammalati di AIDS.
L’AIDS sta facendo sempre più vittime tra
gli adolescenti thailandesi, i quali
hanno rapporti sessuali frequenti con
diversi partners senza rendersi conto
delle conseguenze. Da questo seguono
tante gravidanze non volute, tanti aborti
e tanti bambini abbandonati.
La
storia di Kitar di cui si accennava sopra
è un esempio. I suoi genitori si sono
messi assieme all’età di quattordici e
quindici anni, e’ nata kitar, i genitori
non potevano seguire questa piccola e
l’hanno consegnata a noi. Ora Kitar ha
poco più di un anno e suoi genitori sono
già separati.
Perché questo
fenomeno? Gli adolescenti non trovano
affetto nelle loro famiglie e così
pensano che l’amico o l’amica dia loro
quello che cercano, troppo spesso sono
ingannati doppiamente e da lì poi
comincia la sfiducia totale nella vita. A
noi arrivano bambini appena nati ma già
stanchi di combattere per la loro
sopravvivenza. Le loro mamme ci
raccontano che prendevano la pillola ma
non ha funzionato, poi hanno fatto
l’iniezione per l’aborto ma non e’
funzionata, hanno cercato di cadere a
terra perché il figlio morisse nel
grembo, ma neanche quello e’ funzionato,
allora se lo sono tenuto… ma porta i
segni del rifiuto sul suo volto… Noi
incoraggiamo le donne a portare a termine
la gravidanza e promettiamo aiuto
sopratutto al momento del parto e poi con
il latte in polvere o accogliendo i
piccoli nelle nostre case famiglia.
Abbiamo 14
case famiglia con circa duecento bambini
in tutto. Poi seguiamo un migliaio di
bambini poveri nelle diverse baraccopoli
e nei villaggi delle tribù dei monti Lahu
nel Nord della Thailandia a Klong Lan e
nei villaggi di Mae Put e Suksawan. Per
dare un futuro ai bambini di questi
villaggi stiamo comprando le risaie.
Continuiamo
il nostro piccolo contributo alle vittime
dello Tsunami al Sud della Thailandia
assistendo due gruppi di donne che
ricamano e confezionano divise per
studenti. Oltre a tutto ciò, assicuriamo
a una sessantina di ragazzi poveri i
soldi per le spese scolastiche.
La situazione
economica sta migliorando, il turismo sta
a poco poco ritornando.
Abbiamo
contribuito ad avviare una piccola scuola
con circa duecento ragazzi profughi dalla
Birmania a Me Sot nel Nord della
Thailandia. Il Parroco locale,
P.Rangsipon, ne e’ il responsabile. Ora
tutto è ben avviato e sono stati
coinvolti maestri e maestre Birmani.
L’insegnamento è fatto in birmano,
tuttavia un nostro volontario insegna la
lingua thailandese secondo le
disposizioni del governo.
Vorremmo far
adottare questi bambini per poter dare
loro un futuro migliore nel tempo che,
per motivi politici e religiosi, devono
trascorrere in Thailandia come profughi.

Voglio fare a
tutti gli auguri di Buon Natale
E Felice
Anno Nuovo
Preghiamo
Gesù Bambino che, nato povero a Betlemme
ma, accolto con amore da Maria e Giuseppe
dagli angeli festanti e dai semplici
pastori, conceda ai nostri bambini
abbandonati di trovare persone che li
accolgano e li amino e che Dio il Padre
di Gesù, il Padre degli orfani dia a
tutti noi la forza di collaborare con
Lui, per una vita più felice e serena di
questi bambini.
Con tanto
affetto e riconoscenza
Tutti i
bambini, tutti i collaboratori e
P. Adriano
Pelosin
NB ci sono
ancora molti bambini che aspettano di
essere adottati
Per una
nuova adozione contattare:
1. Ufficio
per la Pastorale Missionaria
Piazza
Duomo, 2 36100 Vicenza
Tel
0444226546 e-mail
missioni@vicenza.chiesacattolica.it
2.
Adozioni PIME
Via Mosé
Bianchi, 94
20149
Milano Tel 02438201 e-mail adozioni@pimemilano.com
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