Da "Rancio di Lecco" - L'oasi del "PIME" - Pasqua
2008
Dall' l Marzo 2008 sono stato
destinato alla Casa di Rancio per ragione serie di
salute e sono qui nella mani del Signore e della
Vergine Maria, come sono stato sempre e ovunque
nella mia vita, sia in Italia che in missione. Non
ho mai chiesto di andare qui o di andare là: sono
sempre andato dove i Superiori mi destinavano e in
questo ho visto sempre la volontà di Dio. Perciò,
anche in mezzo a sofferenze e tribolazioni mi sono
trovato sempre bene, perché,come dicono i Santi,
"Volontà di Dio, paradiso mio".
Qui ho trovato tanti confratelli che
hanno lavorato nelle diverse missioni e adesso, per
ragioni di età e di salute si trovano in quest'oasi
dove si respira ancora il clima missionario. E'
forse l'ultima tappa, dove la missionarietà è
vissuta attraverso la sofferenza e la preghiera...
Forse a qualcuno fa paura a pensare che un giorno
potrà venire qui, ma questa paura la si vince
pensando che anche qui - c'è Dio e la missione
continua nella maniera che il Signore dispone per
ciascuno.
Ringrazio il Signore che il PIME ha
la sorte di avere questa Casa dove i suoi membri,
anziani e malati, si trovano a loro agio, a casa
loro. Penso che qui non ci sia niente da
rimpiangere, perché il nostro passato è nella mani
di Dio e ancor più il nostro futuro, perciò non
manca la gioia interiore che scaturisce da una
speranza che va oltre questo mondo e, come dice San
Paolo: "La speranza non delude" (Rm 5,5). Da quando
questa Casa è stata fondata, quanti confratelli
hanno passato qui gli ultimi anni della loro vita e
si sono preparati all'invito di Dio: "Vieni, servo
buono e fedele... entra nel gaudio del tuo Signore"(Mt
25,23).
Qui c'è l'occasione di fare opere
buone, visitando e aiutando i confratelli che si
trovano immobilitati a causa della malattia.
In questo mondo tutto è provvisorio,
la gioventù passa in fretta, senza accorgersene; e
quando ce ne accorgiamo, siamo giunti alla
vecchiaia. Vi consiglierei di leggere il capitolo 12
del Qoelet dove si descrive in modo realistico la
vita dell'uomo in questo mondo.
Gesù ci consola affermando: "Io vado
a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò
preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me,
perché siate anche voi dove sono io" (Gv 14,2-3).
Ecco, cari confratelli, vi auguro
buona salute di anima e di corpo e un fruttuoso
lavoro apostolico
in Italia e in missione.
Sempre uniti nella preghiera con
affetto fraterno in Gesù e Maria
P. Salvatore Iddau
Rancio di Lecco, Marzo 2008
Auguri di buona e santa Pasqua, con
tutte le grazie di Gesù Risorto.