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Natale
2005
Bangkok, Thailandia. P.Marco Ribolini
Ciao a
tutti,
prendo
l’occasione dell’avvicinarsi del Natale
per scrivere questa mia prima “lettera
circolare”. Premetto che non voglio
dilungarmi troppo perché so per
esperienza personale che le troppe parole
generalmente scoraggiano anche i lettori
più assidui!
Bando
allora alle ciance, mi rimetto in
carreggiata e vado dritto al punto che
volevo condividere con voi! In questo
periodo di Avvento non posso mancare di
descrivervi la mia preparazione al
Natale.
Devo
esordire con una sorpresa: in un paese
dove i cristiani sono lo 0,4% mi ero
rassegnato all’idea di passare un Natale
anonimo tra l’indifferenza della
quotidianità che scorre con la consueta
velocità. Neanche il freddo o la
possibilità di una “spruzzatina” di neve
fresca sembrava potessero accorrermi in
aiuto per ricreare quel senso di mistero
e di fascino che ha sempre circondato il
Natale nelle mie fantasie di bambino.
Insomma mi
stavo proprio rassegnando ad un Natale
estremamente diverso; tuttavia la
sorpresa non ha tardato ad arrivare. Già
ai primi di dicembre, infatti,
accompagnando un missionario
all’aeroporto, ho potuto notare come i
suoi spaziosi corridoi di vetrate fossero
stati ricoperti di disegni di bambini con
soggetti chiaramente natalizi. Una
conferma ai miei sospetti, tuttavia, l’ho
avuta proprio oggi: terminata la scuola
sono infatti dovuto andare in giro nei
vari grandi magazzini di Bangkok alla
ricerca di un ufficio dove poter
registrare il mio numero di cellulare (al
sud della Thailandia non sono infrequenti
infatti le bombe fatte esplodere con i
cellulari e di conseguenza il governo ha
obbligato tutti a denunciare e registrare
il proprio numero). In ognuno di questi
altari al consumismo ho trovato ovunque
riproposti i segni del Natale: a
cominciare dai colori rosso verde e
bianco, alle varie occasioni per regali
passando dall’Albero natalizio ovunque
agghindato e luccicante… Ad un certo
punto, se non fosse stato per i connotati
chiaramente asiatici delle persone che mi
circondavano, non avrei davvero potuto
distinguere il centro di Bangkok dal
centro di Milano! Di fronte a tutto ciò
mi è sorta però una piccola domanda: che
senso può avere il Natale per questo
popolo così distante dall’evento che è il
Natale: la nascita di Gesù Cristo?? La
risposta è presto detta: il Natale non è
la ricorrenza della nascita di quel
bambino che i cristiani dicono essere
Figlio di Dio…. qui il Natale è invece
una ulteriore occasione per rilanciare la
corsa agli acquisti!!!
Di
fronte a questa considerazione mi viene
da dire che la mia preparazione al Natale
fugge da questi posti; lo spirito del
Natale non è contenuto in questi elementi
esterni che sono figli invece solo di un
tentativo di ridurre il messaggio
natalizio ad uno spot commerciale su
scala mondiale!!! Questo è il Natale che
noi occidentali, meglio, noi cristiani
abbiamo portato!! E questa è l’idea che
sotto sotto questo popolo avrà di noi
Cristiani: come vedete non siamo molto
lontani dai mercanti nel tempio che così
tanto avevano fatto arrabbiare Gesù! Di
quale Cristo parlare se l’immagine su
scala mondiale che noi esportiamo ed
offriamo è in realtà un’efficientissima
proposta commerciale?
Un forte
contrasto l’ho trovato nelle nostre case
per bambini di strada dove sono abituato
a passare i miei sabati. Se devo
raccontarvi di come mi sto preparando al
Natale non trovo di meglio che pensare a
questo angolo di paradiso, questa moderna
stalla dove trovano rifugio tanti bambini
non solo rifiutati dagli uomini (come già
era accaduto a Gesù), bensì abbandonati
anche dai propri genitori.
Diventa
facile allora sostituire la figura di
Babbo Natale (chissà cosa c’entra poi con
il Natale???) con gli occhi dei bambini
che appena ti vedono alzano le braccia
pigolanti in attesa che tu li possa
prendere un po’ in braccio per regalargli
l’affetto che ogni bambino merita e che a
loro è, invece, negato. Mi sembra che in
quei bambini rifiutati sia davvero
presente il piccolo di Betlemme e a me
sembra che, a così grande distanza dal
mio paese, dalle mie tradizioni, dal mio
Natale immaginario con la neve…. abbia
trovato negli occhi immensi e profondi di
questi bambini lo sguardo stesso di Dio!!
Vi auguro
di vivere un sereno Natale alla
riscoperta della Sua presenza,
p. Marco Ribolini |