13a ASSEMBLEA GENERALE
Comunione e Missione "ad extra" nel III millennio

 

Comunicato n. 3 - 14 maggio 2007

 

Accettazione dell’Instrumentum Laboris

La giornata di venerdi’ 11 maggio si e’ aperta con la presentazione e accettazione dell’Instrumentum Laboris (vedi www.pime.org, Intranet, Prossima XIII Assemblea Generale) da parte della XIII Assemblea Generale PIME. Nell’introdurre il documento, p. Luigi Bonalumi ha ricordato che esso è la sintesi dei contributi pervenuti alla Commissione preparatoria dalle Circoscrizioni e da singoli membri del PIME. Tra essi due che si scostano dalle nostre tematiche abituali: quello di p. Giuseppe Buono su missione e bioetica e quello di un ex missionario del PIME, il sig. Francesco Frontini di Hong Kong, sulla possibilita’ e le modalita’, per gli ex membri dell’Istituto che lo desiderano, di essere ancora parte della missione del PIME.

 

P. Giorgio Licini ha poi introdotto la prima parte dell’Instrumentum Laboris (Temi e proposte per la XIII AG), che raccoglie i contributi secondo quattro aree geografiche (Asia-Oceania, Africa, America, Italia) e due tematiche (Missionari laici, singoli contributi). P. Gianni Criveller ha presentato la seconda parte, piu’ concretamente operativa (Temi e proposte per la XIII AG), divisa in cinque ambiti: evangelizzare, vita nelle circoscrizioni, formazione iniziale, formazione continua e salute integrale, collaborazione dei laici all’evangelizzazione, mezzi di comunicazione sociale.

 

Al termine della presentazione dell’Instrumentum Laboris, il prof. Don Gian Franco Poli, invitato come esperto a guidare i lavori, ha spiegato il metodo con cui intende arrivare alle deliberazioni assembleari: attraverso lo scambio in aula formulare obiettivi e decisioni concrete, realistiche e verificabili per i prossimi sei anni.

 

Dopo adeguata discussione, nel pomeriggio l’Instrumentum Laboris e’ stato accolto quasi all’unanimita’ come schema per i lavori assembleari con la sola modifica del passo riguardante Un’unica regione in Italia al capitolo 2 della seconda parte. La frase “Dopo il camino unitario di questi anni, e vista la situazione sul campo, il Pime in Italia si unisca in un’unica regione, sotto un’unica direzione regionale, con sede a Milano” e’ stata modificata nel seguente modo: “Dopo il cammino unitario di questi anni, e vista la situazione sul campo, il Pime in Italia si unisca in un’unica regione, sotto un’unica direzione regionale”. Stessa decisione per l’analoga affermazione al n. 6 della pagina seguente.

  

Riorganizzazione gestionale in Italia

 P. Davide Sciocco, Viceregionale dell’Italia Settentrionale e Direttore del Centro PIME a Milano, ha presentato un’ipotesi di ristrutturazione delle attivita’ commerciali, editoriali, culturali e di animazione del PIME in Italia per fini amministrativi e fiscali. Ne nascerebbero quattro societa’, distinte l’una dall’altra, controllate dal PIME, ma ognuna con i suoi dipendenti, la sua amministrazione e rendicontazione amministrativa e fiscale. Il Centro Missionario di Milano diventerebbe il punto di riferimento gestionale, ma vi sarebbero incluse iniziative sparse su tutto il territorio nazionale. La proposta e’ da alcuni mesi allo studio dei due Consigli Regionali in Italia.

  

Formazione PIME

 La giornata di venerdi’ 11 maggio si e’ conclusa con una presentazione delle comunita’ formative del PIME in Italia, India, Brasile e Filippine da parte dei consiglieri generali p. Francisco Da Silva e p. Mark Tardiff. Principali nodi da sciogliere: la disponibilita’ e la preparazione dei formatori, la sede unica o meno del seminario teologico (ora a Monza e Tagaytay), la scuola teologica PIME a Monza. Da notare anche il carattere che assume oggi l’accompagnamento sempre piu’ “personalizzato” dei candidati al sacerdozio e al laicato missionario per la diversita’ di background sociale e culturale, di maturita’ psicologica e relazionale e di preparazione accademica e linguistica in loro possesso.

  

Comunita’ PIME in Algeria

 Fratel Fabio Mussi, consigliere generale, ha spiegato che il recente impegno del PIME in Algeria deriva dalla mozione Duc in Altum della XII Assemblea Generale del 2001 (vedi Atti, p. 56), che invitava l’Istituto ad “inviare missionari anche la’ dove ci sono situazioni particolarmente difficili e per ragioni politiche , sociali, ideologiche non sia possibile una normale presenza missionaria”. I tre missionari scelti per questo impegno sono p. Silvano Zoccarato, 71 anni, gia’ missionario in Camerun, l’associato novarese don Emanuele Cardani, 47 anni, gia’ missionario fidei donum in Ciad, e p. Davide Carraro, 30 anni, alla prima destinazione. P. Zoccarato e’ gia’ sul posto. I due confratelli stanno completando la preparazione linguistica. La continuita’ dell’impegno ed un eventuale avvicendamento dipendera’, come nel loro caso, dalla disponibilita’ personale di altri missionari del PIME. La comunita’ risiedera’ a Touggourt, ottanta mila abitanti, 700 km a sud di Algeri, nella parte orientale del paese, con uno stile di vita e di testimonianza silenziosa, cercando di stabilire buone relazioni con la comunita’ musulmana e limitando il ministero pastorale a quanto consentito: assistenza religiosa alla Casa Madre delle Piccole Sorelle di Gesu’ e ai cattolici stranieri impegnati nei vicini impianti petroliferi. Anche le Missionarie dell’Immacolata stanno pensando ad un’apertura nella stessa area. La presenza a Touggourt si propone anche di offrire ad altri missionari del PIME, a giovani, sacerdoti e religiosi, italiani e non, che ne facessero richiesta, una pausa di riflessione, discernimento e preghiera.

  

Intervento del dott. Raffaele Iavazzo

 La mattinata di sabato 13 maggio e’ stata occupata dall’intervento del dott. Raffaele Iavazzo e dalla testimonianza della Direzione Generale delle Missionarie dell’Immacolata sul loro recente Capitolo Generale.

 

Il dott. Iavazzo, ex-alunno del PIME a Ducenta e Cervignano e collaboratore dell’Istituto, ha offerto preziose indicazioni circa la gestione responsabile della vita personale e comunitaria, del lavoro e del riposo, dell’impegno per gli altri e la cura di se’, dell’accettazione e gestione della malattia e della vecchiaia, delle patologie psicologiche, della loro manifestazioni e necessita’ di terapia.

  

Testimonianza della Direzione Generale delle Missionarie dell’Immacolata

La Madre Generale delle Missionarie dell’Immacolata, suor Rosilla Velamparambil, ha presentato la preparazione e lo svolgimento del loro Capitolo Generale incentrato sul tema del dialogo: dialogo con le proprie origini, inculturazione del carisma, ecc. Le delegate hanno approfondito l’identita’ missionaria come impegno alle “frontiere” dell’evangelizzazione. La destinazione delle sorelle indiane ad uno stato federale diverso dal proprio di origine e’ stato ufficialmente riconosciuto parte del “ad extra”, come partenza verso un qualsiasi paese straniero. Al Capitolo Generale hanno partecipato anche due laici (un signore di Napoli ed una signorina di Milano) in rappresentanza dell’associazione laicale, che fa riferimento alle Missionarie dell’Immacolata e i cui gruppi sono presenti in diversi paesi del mondo. Altre consorelle hanno poi risposto a domande su svariati argomenti: la composizione e distribuzione internazionale della Congregazione (870 suore, di cui piu’ di 500 indiane e quasi 200 italiane, in nove nazioni o territori), le vocazioni alla vita religiosa missionaria in Italia, l’impegno della Congregazione nei massmedia, ecc.

 

Suor Alessandra Bonfanti, consigliera e segretaria generale, ha spiegato il meticoloso lavoro di indagine sui fondatori in vista di una dichiarazione certa e definitiva nel settantesimo della Congregazione (2006). Madre Giuseppina Dones, delle Suore della Riparazione, e Madre Igilda (al secolo Giuseppina Rodolfi), prima missionaria dell’Immacolata, sono state riconosciute in possesso delle qualita’ di fondatrici (ispirazione dello Spirito Santo, capacita’ di comunicare l’ispirazione, aver dato vita al gruppo, aver dato le norme al gruppo, aver ottenuto il riconoscimento della gerarchia ecclesiastica). Mons. Lorenzo Maria Balconi, Superiore Generale del PIME al momento della nascita delle Missionarie dell’Immacolata (8 dicembre 1936), e’ stato riconosciuto cofondatore. Il beato p. Paolo Manna, che sostenne l’iniziativa dell’Istituto missionario femminile, ma senza vederla compiuta prima della sua scadenza da Superiore Generale del PIME nel 1934, e’ stato riconosciuto ispiratore carismatico.

 

Riposo

 Sabato pomeriggio e domenica 13 maggio i deputati assembleari si sono concessi una pausa di riposo disperdendosi tra Roma, Napoli, Subiaco ed altre localita’ tanto amene quanto apprezzate per il clima, i vini e la buona cucina.

 

Oggi, lunedi’ 14 maggio, la presentazione e discussione della relazione economica dell’Istituto chiude la fase interlocutoria dell’Assembla Generale. Da domani si entra nel vivo del dibattito, del confronto e delle deliberazioni assembleari.

 

L’elezione della nuova Direzione Generale PIME e’ prevista per il 24-25 maggio.


 

 

 

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