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MISSIONARIO RAPITO: CONFRATELLI INVIANO FARMACI DOPO RICHIESTA

 12 luglio

I missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) nel sud delle Filippine hanno ricevuto da fonti non identificate la richiesta di alcuni farmaci da far arrivare a padre Giancarlo Bossi, il confratello rapito il 10 giugno nel villaggio costiero di Bulawan, nella provincia di Zamboanga (ovest dell’isola meridionale di Mindanao): lo ha riferito oggi alla MISNA padre Gian Battista Zanchi, superiore generale del Pime. “Una volta giunta la richiesta, un pacco contenente medicine è stato inviato a padre Bossi; contemporaneamente – ha aggiunto padre Zanchi – abbiamo chiesto di avere notizie dirette sulle sue condizioni”. Secondo fonti locali a ricevere la richiesta di farmaci sarebbe stato un confratello del Pime che attualmente sostituisce padre Bossi nella sua parrocchia di Payao. Intanto, sempre oggi, persone non identificate si sono nuovamente presentate dai confratelli del missionario rapito affermando di avere altre foto e registrazioni, come quelle diffuse nei giorni scorsi; tutte le segnalazioni si sono però rivelate false.
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July 12 MISNA

ABDUCTED MISSIONARY: CONFRERES SEND REQUESTED MEDICINE

The missionaries of PIME in the southern Philippines have received a request for medicines for Fr. Giancarlo Bossi from an unidentified source. Fr. Gian Battista Zanchi, Superior General of PIME, told MISNA: “Once the request was received, a package containing medicines was sent to Fr. Bossi. At the same time, we asked for news about his condition.” According to local sources, the priest taking Fr. Bossi’s place in Payao received the request. In the meantime, other people showed up, saying that they had pictures and recording of Fr. Bossi, like those released in recent days. All the reports turned out to be false.