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IN PREGHIERA PER PADRE BOSSI


Noi missionari del PIME siamo in grande trepidazione per la sorte di
padre Giancarlo Bossi, rapito il 10 giugno scorso mentre si recava a celebrare la Messa a Payao, nelle Filippine meridionali. Nonostante i proclami di politici e militari filippini, non vi sono informazioni certe sul luogo in cui è tenuto il sacerdote, o chi siano i suoi rapitori.

Mentre ringraziamo i molti che in questi giorni ci sono vicini nella preghiera e con tanti altri segni di affetto e sostegno, vogliamo segnalarvi un evento importante promosso dal Comune di Abbiategrasso, le parrocchie e il PIME.

 

VENERDì 22 giugno alle ore 20.45 ad Abbiategrasso, con partenza dalla piazza del Comune (P.za Marconi), si svolgerà una fiaccolata silenziosa per le vie della città, per manifestare solidarietà a p. Giancarlo, e chiedere la sua pronta liberazione.

 

I missionari del Pime nelle Filippine hanno aperto un blog, diario virtuale su Internet, in cui raccolgono messaggi e preghiere da tutto il mondo e scrivono dal loro punto di vista l’evolversi della situazione.

In particolare segnaliamo l’appello che i missionari hanno rivolto per la sua liberazione, e che ha come titolo “Noi speriamo ancora”. (fare link: testo riportato su Asianews, e che ti copio qui sotto)

Invitiamo tutti i lettori ad unirsi in preghiera per la sua rapida liberazione.

Per aggiornamenti, www.asianews.it.

 

Un grazie a tutti voi

I missionari del PIME e tutto il Centro missionario PIME di Milano

 

Appello del Pime per la liberazione di p. Bossi
Noi speriamo ancora

“Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?” (Mc 15:34)

 

P. Giancarlo Bossi, missionario del Pime, è stato rapito lo scorso 10 giugno nella parrocchia di Payao, Prelatura di Ipil, provincia di Zamboanga Sibugay. Ad oggi, 21 giugno [ora locale ndr], non vi sono stati contatti con i rapitori o con qualcuno che abbia potuto verificare la sua condizione. Da quello che abbiamo saputo fino ad ora, i rapitori ed i mandanti non sono stati identificati con chiarezza, anche se tutto fa pensare ad un gruppo ben organizzato, che ha potuto usare una barca potente ed è ben armato e ben equipaggiato. La cattura di p. Giancarlo è stata pianificata con attenzione.

 

Chi sono i rapitori e chi i mandanti? Chi c’è dietro questo dramma? Perché non dichiarano i loro scopi? Perché giocano con la vita di una persona, un religioso che vive per servire la popolazione di una zona remota? Stanno minacciando qualcuno, fosse anche l’intero Paese o la comunità internazionale? Devono avere uno scopo. Qualcuno deve sapere di questo piano.

 

Il governo dice di star utilizzando tutte le risorse a sua disposizione per cercare il rapito. Il Fronte islamico di liberazione Moro ha dichiarato a sua volta di aver accesso a diversi gruppi armati dell’area. I leader religiosi ed i fedeli di ogni credo pregano ed invocano solidarietà. Perché questa agonia dell’attesa? Quali interessi sono coinvolti in questa storia? Noi possiamo solo chiedere compassione.

 

Noi crediamo che Dio sappia chi è implicato in questa storia, e perché. Ma Dio potrebbe essere in attesa di una persona sincera e coraggiosa, che possa rivelare la verità. Come i bombardamenti avvenuti a Bansalan la scorsa settimana, che hanno distrutto delle vite e provocato tanti feriti e sofferenti. Come gli omicidi di tante persone impegnate per il bene, o i loro rapimenti e le minacce che ricevono. Chi può denunciare gli autori di queste atrocità? Vi sono dei collegamenti fra questi fatti?

Certamente il Dio dei cristiani, Allah il misericordioso ed il dio dei tribali vorrebbero liberare tutte le vittime, e tutti noi, dalla paura causata da questi avvenimenti. Preghiamo affinché delle persone di buona volontà si impegnino per far uscire la verità, e liberino la nazione da questi tremendi atti di tensione. Forse p. Giancarlo si sente abbandonato come Gesù sulla croce: possa invece condividere con noi e con la nostra popolazione la gioia della resurrezione.

 

I missionari del Pime nelle Filippine


www.mi-lorenteggio.com

Una fiaccolata silenziosa per la liberazione di padre Bossi

Abbiategrasso 20 giugno 2007 – L’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso, in collaborazione con tutte le parrocchie della città, il PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) e le associazioni locali, intende lanciare un appello forte e accorato per la liberazione di padre Giancarlo Bossi, il missionario abbiatense rapito il 10 giugno scorso nell’isola di Mindanao, nelle Filippine, dove opera dal 1980. Per questo è stata organizzata per venerdì sera una fiaccolata silenziosa, che percorrerà le vie del centro storico di Abbiategrasso per poi raggiungere la località di Castelletto. Con questa iniziativa In questi giorni di apprensione per le sorti di padre Bossi, la fiaccolata vuole essere un momento in cui tutta la comunità abbiatense e l’intero territorio esprimono il proprio affetto e la propria vicinanza alla famiglia del sacerdote e, nel contempo, è un’occasione per chiedere tutti insieme con forza la sua immediata liberazione. Un’iniziativa che si aggiunge ai tanti momenti di solidarietà che i concittadini di padre Giancarlo hanno messo in atto in questi giorni: le veglie di preghiera quotidiane, le locandine affisse alle vetrine dei negozi, i lumini accesi esposti alle finestre.

“Crediamo che attraverso la presenza silenziosa dei tanti che vorranno aderire alla fiaccolata si possa lanciare un messaggio forte per chiedere il rilascio del nostro concittadino, un missionario da sempre protagonista di opere di educazione al dialogo e alla convivenza tra le diverse confessioni”, evidenzia il primo cittadino di Abbiategrasso Roberto Albetti che ha esteso l’invito a partecipare all’iniziativa a tutti i sindaci dei comuni del circondario, alle associazioni del territorio, alle istituzioni superiori e, naturalmente, a tutti i cittadini.

L’appuntamento è, quindi, per venerdì 22 giugno: il ritrovo è fissato per le 20.45 in piazza Marconi davanti al municipio, dove alle 21 partirà il corteo, che percorrerà via Cantù, piazza Castello, corso Matteotti e viale Mazzini per poi attraversare la ex statale Vigevanese e giungere fino a Castelletto, località in cui ancora risiede la famiglia del sacerdote sequestrato. L’iniziativa, che sarà scandita da letture e momenti di riflessione, si concluderà nel cortile dell’oratorio della parrocchia di Sant’Antonio Abate.

Vittorio Aggio

direttore www.mi-lorenteggio.com


Non sarà senza frutto
Indirizzo di saluto

ai partecipanti alla fiaccolata

per padre Giancarlo Bossi

Abbiategrasso – 22 giugno 2007

 

 

 

 

Carissimi fedeli e cittadini di Abbiategrasso, autorità, e voi tutti che avete camminato insieme questa sera, silenziosamente, per le vie della città, per manifestare pubblicamente la vostra vicinanza a padre Giancarlo Bossi, ancora nelle mani dei rapitori, e per chiedere con questo gesto di solidarietà la sua liberazione: a voi il mio fraterno saluto e l’espressione della mia sentita e orante partecipazione.

Un saluto tutto speciale rivolgo alle due famiglie di padre Giancarlo: alla cara famiglia Bossi, in particolare alla mamma, al fratello Marcello e alla sorella Pinuccia, e alla famiglia dei Missionari del PIME, alla quale egli appartiene con dedizione piena da 30 anni.

Sin dalla mattina del 10 giugno, quando ho ricevuto la drammatica notizia del suo rapimento, mi sono unito in preghiera a tutti voi, e il martedì successivo ho invitato i Decani riuniti a Milano ad estendere l’invito perchè l’intera Diocesi rendesse ancora più corale e intensa l’invocazione a Dio per la sua pronta liberazione. So che le parrocchie di Abbiategrasso hanno promosso vari momenti di preghiera, culminati nella veglia di venerdì 15 giugno, durante la quale è stato letto anche un appello della Comunità musulmana abbiatense.

 Come scriveva il superiore del PIME nelle Filippine, padre Gianni Sandalo: “Nei suoi 29 anni di sacerdozio e negli anni della sua vita, padre Giancarlo è stato ed è la consapevolezza manifesta che il Regno appartiene ai piccoli. Nelle comunità dove è vissuto, è diventato punto di riferimento per la capacità di essere il testimone del Regno non attraverso grandi progetti, bensì attraverso la capacità di ascolto nei confronti di tutti. In questi giorni la popolazione di Payao (la parrocchia di cui padre Giancarlo è parroco) si incontra in chiesa ininterrottamente per pregare e chiedere il felice ritorno del loro parroco. Lo rivogliono tra loro. Ne sentono la mancanza. Si sentono gregge senza pastore. Con loro anche noi preghiamo perchè Giancarlo riprenda il cammino, interrotto con violenza, della speranza, della pace e dell’unità”.

È significativo e confortante sapere che, sia ad Abbiategrasso che nelle stesse Filippine, la comunità cristiana e quella musulmana pregano entrambe per il pronto ritorno di padre Giancarlo. La condivisione di un momento così difficile è un segno di speranza che dobbiamo cogliere e valorizzare anche nelle nostre città e comunità, sempre più multiculturali e interreligiose.

In situazioni drammatiche come questa emerge con evidenza quanto sia prezioso il lavoro umile e generoso e spesso nascosto di tanti missionari, che scelgono di restare nelle zone più difficili, sulle frontiere della povertà umana e dell’instabilità politica, per annunciare e testimoniare l’amore fedele di Dio, Padre di tutti. Questa presenza, sempre accompagnata da una grande speranza, non è senza frutto, perché semina nella gente, a qualunque popolo o religione appartenga, germi di pace e di fraternità evangelica. Siamo certi nella fede che anche la sofferenza di padre Giancarlo, della sua famiglia e dei missionari del PIME, cui come Chiesa ambrosiana ci stringiamo in solidale vicinanza, non sarà senza frutto.

Sono spiritualmente unito a tutti voi in questa fiaccolata e alla preghiera che l’accompagna, e con voi chiedo fiducioso al Signore che padre Giancarlo sia restituito alla sua gente di Payao e all’affetto di tutti i suoi cari. Si converta il cuore di chi fomenta violenza e possa sorgere al più presto il sole della riconciliazione nella bella e tormentata terra delle Filippine, e in particolare a Mindanao!

La Madre di Dio protegga padre Giancarlo e il Signore rinnovi su tutti noi il dono del suo amore e della sua benedizione.

  

+ Dionigi card. Tettamanzi

Arcivescovo di Milano