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FILIPPINE 23/6/2007 11.43

MISSIONARIO RAPITO: A BREVE UN GRUPPO DI CONTATTO

“Ieri pomeriggio, durante il solito meeting con i gruppi impegnati per padre Bossi, il comandante dei soldati e della polizia ha chiesto un aiuto che vada oltre l’opzione militare” scrive padre Gianni Sandalo, superiore regionale del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) nelle Filippine, in un comunicato odierno sulla situazione relativa al sequestro di padre Giancarlo Bossi, in mano ormai da tredici giorni ai rapitori. Padre Sandalo ribadisce che “con la sola forza non si può raggiungere l’obiettivo prestabilito”, pur sottolineando che “l’esercito si impegna comunque a rispettare e facilitare incontri con informatori che possono offrire notizie valide per stabilire contatti”. Sollecitate quindi dalle stesse forze militari, le istituzioni impegnate nelle ricerche di padre Bossi hanno deciso di “formare un gruppo di persone di statura morale profonda e conosciute sul posto, dando loro la possibilità di studiare come entrare in contatto coi rapitori”. D’altra parte – sottolinea padre Sandalo – “il Pime non è pronto a spendere soldi per il pagamento degli informatori”, anche perché questo significherebbe incoraggiare l’immancabile serie di approfittatori dalle notizie inattendibili. Il punto di riferimento resta quindi la Prelatura di Ipil, nella persona del suo Amministratore apostolico, padre Nador Jesulga.