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FILIPPINE 28/6/2007 9.14 MISSIONARIO RAPITO: NESSUNA RICHIESTA DI RISCATTO RICEVUTA DA CONFRATELLI “Sì, anche
noi abbiamo saputo che sono circolate voci di richieste di
riscatto. Ma come al solito queste notizie arrivano attraverso i
giornali e non ci sono elementi di verifica”: lo dice alla MISNA
padre Gianni Sandalo, superiore provinciale del Pontificio
Istituto Missioni Estere (Pime) nelle Filippine, riferendosi
alle ultime informazioni riportate dai media del paese in merito
a richieste in denaro avanzate dai rapitori di padre Giancarlo
Bossi, sequestrato il 10 giugno nel villaggio costiero di
Bulawan, nella provincia di Zamboanga (ovest dell’isola
meridionale di Mindanao). “Sembra che il tutto sia gestito dalla
stampa. Le fonti ufficiali non si sbilanciano e io non ho
ricevuto alcuna richiesta” aggiunge padre Sandalo. Ieri fonti
radiofoniche di Cotabato avevano riferito di una richiesta di
riscatto di un milione di dollari, però smentita all’emittente
televisiva ‘Gma’ dal generale Benjamin Dolorfino, che coordina
la parte militare del cosiddetto ‘Ad hoc joint action group’ (Ahjag),
il Gruppo d’azione congiunto con i separatisti del Fronte di
liberazione islamico Moro (Milf) che da 16 giorni si occupa
anche del rapimento; citato dal quotidiano ‘Inquirer’, invece,
il capo negoziatore del Milf, Mohagher Iqbal, aveva detto che i
sequestratori hanno chiesto 15 milioni di pesos (pari a circa
320.000 dollari) per il rilascio del religioso. Intanto le
operazioni di ricerca, da parte delle forze dell’ordine e del
Milf, continuano a concentrarsi nella zona di Lanao del Sur e
nella baia di Sibuguey. |