È stato presentato il volume “Australia”. La collezione indigena dei Musei Vaticani.

Grazie al prezioso lavoro di P. Nicola Mapelli, missionario del PIME e Direttore responsabile della Sezione Etnologica dei Musei Vaticani, chiamata anche Museo Anima Mundi, e a circa sei anni dall’inaugurazione del nuovo allestimento dedicato all’Australia all’interno dello stesso Museo, ieri sera, 29 maggio 2018, è stato presentato, nel Salone Raffaello, il volume “Australia. La collezione indigena dei Musei Vaticani” a cura di Katherine Aigner. Si tratta del terzo catalogo della serie dedicata alle raccolte etnologiche dei Musei.

 

Il catalogo è stato realizzato insieme alle comunità indigene

Il catalogo si apre con la storia della formazione della collezione che conta circa 300 pezzi e le cui origini risalgono alle donazioni fatte a Pio IX dagli Aborigeni d’Australia. La cultura del continente viene analizzata nei suoi diversi aspetti attraverso i contributi di studiosi di diverse estrazioni culturali e ogni parte del catalogo è stata realizzata in stretto contatto con le comunità aborigene, rispettando la filosofia della “riconnessione” che caratterizza sia la storia recente del territorio oceanico sia la sezione dei Musei Vaticani che ospita le collezioni etnologiche. “Riconnessione” è infatti il concetto attorno a cui si è sviluppato il processo che ha visto riallacciare le opere alle loro comunità di origine creando una forma di dialogo intergenerazionale. Si tratta dunque di una ricerca che ha permesso di ricostruire le vicende degli oggetti e di ritrovare i discendenti di coloro che li crearono, riconnettendo i contemporanei con l’eredità materiale della loro cultura.

 

Il Museo Etnologico - Anima Mundi

Pio XI decise di creare un Museo Etnologico con l’intento di far conoscere le tradizioni culturali, artistiche e spirituali di tutti i popoli. Inizialmente il complesso museale fu ospitato nel palazzo Laterano, poi trasferito all’interno dei Musei Vaticani. È il museo più ricco che abbiamo, attualmente custodisce oltre 80.000 oggetti ed opere d’arte provenienti dai quattro continenti al di fuori dell’Europa. La collezione è molto diversificata: si va dalle migliaia di reperti preistorici risalenti a oltre due milioni di anni fa, fino ai doni elargiti all’attuale Pontefice.

 

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