Si sta svolgendo a Phnom Penh (Cambogia), dal 5 al 14 settembre, il corso di formazione continua per tutti i confratelli entrati a far parte dell’istituto nel periodo compreso tra il 2009 e il 2015. Padre Marcelo Farias Dos Santos ci offre, in questo contributo, uno spaccato dei lavori in corso e del clima che si respira.

Voluto direttamente dal superiore generale, il corso ha per obiettivo principale quello di offrire ai partecipanti, passati i primi anni di promessa definitiva e ministero svolto in missione, un’occasione per riflettere sulla conformità della propria vita a quella di Gesù. Per tale motivo il tema scelto per questo incontro è stato “Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via…” (Lc 24, 35a).

Sono presenti quasi tutti i confratelli convocati dal superiore, provenienti dalle varie missioni del PIME nel mondo: un gruppo giovane e molto differenziato quanto a nazionalità, che rappresenta (anche solo a colpo d’occhio) uno spaccato del presente e del futuro dell’istituto.

Il contesto scelto è quello della Chiesa cambogiana, scelta naturalmente non casuale. La Cambogia, infatti, è un Paese che porta ancora addosso la tremenda eredità del suo recente passato, che ha visto la sanguinosa vicenda di Pol Pot e dei khmer rossi ( e i missionari del PIME, durante la settimana, hanno visitato il Museo del genocidio in capitale) e che rappresenta un “terreno missionario” esemplare, in quanto la presenza cristiana è assolutamente minimale. Perciò la testimonianza dei cristiani e dei missionari che si trovano in Cambogia, ma anche la bellezza e la profondità di questa cultura sono elementi che rendono queste giornate di formazione davvero uniche.

I momenti più significativi del corso sono stati gli incontri con i testimoni locali. Il primo di essi è avvenuto venerdì 8 settembre con padre Mario Ghezzi, missionario in Cambogia da 17 anni, che ha presentato due realtà completamente diverse, entrambe a Phnom Penh: la Parrocchia del Bambino Gesù, fondata da vari anni e già ben strutturata, e l’area missionaria di Ta Khmau, dove ancora non esiste una comunità cristiana e si sta iniziando una presenza di pre-evangelizzazione.

Un secondo momento forte è stata la visita alla prefettura apostolica di Battambang, dove il gruppo è stato accolto da padre Totet, missionario gesuita e attuale prefetto apostolico, che ha condiviso la sua esperienza di 33 anni di missione. In quella stessa occasione i giovani missionari partecipanti al corso hanno potuto incontrare una persona molto speciale: Ming Prakoth, sorella di mons. Joseph Chmar Salas, primo e unico vescovo cambogiano (di cui è in corso la causa di beatificazione), morto di stenti a soli 39 anni nel settembre 1977, durante il genocidio operato dal regime dei Khmer Rossi. Il suo racconto ha colpito profondamente tutto il gruppo, in particolare perché privo in ogni forma di odio o rancore, nonostante le atrocità viste e subite: le parole di questa donna straordinaria trasmettono speranza e gioia a chi le ascolta.

Il gruppo ha poi visitato Kompong Cham, l’altra prefettura apostolica che con Battambang e la città di Phnom Penh compongono la missione in Cambogia. Ad accogliere il gruppo PIME e presentare la realtà locale il prefetto apostolico mons. Anthony.

I vari incontri con i testimoni locali sono stati alternati da momenti formativi tenuti da vari relatori, perlopiù confratelli del PIME. Padre Mario Ghezzi, già vicario generale della diocesi della capitale (in procinto di passare a Milano) ha portato il suo contributo su “Missione e vita ministeriale”; padre Gabriel Amal Costa si è soffermato su “Missione e vita di preghiera”, mentre padre Enrico Fidanza, incaricato della formazione continua, ha toccato il tema “La questione del sé: stati dell’io e il triangolo drammatico”. Va poi ricordato il prezioso contributo di padre Rocco Viviano, missionario saveriano venuto dal Giappone appositamente per queste giornate, il cui intervento ha avuto come titolo “La missione nella persona di Gesù Cristo”.

L’ultima giornata formativa sarà tenuta dallo stesso Superiore generale, padre Ferruccio Brambillasca, il 13 settembre, sul tema del discernimento nella vita missionaria. Il giorno successivo sono previste la conclusione dell’incontro, i saluti e le partenze.

 

 

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