È stata una festa solenne e molto partecipata quella celebrata in Myanmar, nei giorni scorsi, per i 150 anni dall’arrivo dei primi missionari del Pime.

E non poteva essere che così, dato lo strettissimo legame che intercorre fra l’istituto e il cammino della Chiesa locale, che il Pime (fin dai tempi in cui si chiamava “Seminario lombardo per le missioni estere”) ha contribuito ad edificare in modo significativo, pagando anche un prezzo in vite umane (sono 5 i martiri, uccisi tutti attorno alla metà degli anni ’50). Va ricordato inoltre che l’istituto ha fondato sei diocesi: Taunggyi (arcidiocesi), Toungoo, Kengtung, Lashio, Loikaw e Pekhon

Sabato pomeriggio, dopo l’accoglienza solenne del Superiore generale e dei missionari del Pime, i festeggiamenti si sono aperti a LeikTho (Chawnggone, circa 2 km fuori dal centro della vallata in cui si trova LeikTho, ma sempre nel villaggio di LeikTho: il primo vero luogo in cui i missionari hanno iniziato) con l’inaugurazione del monumento dedicato al Pime, la benedizione del cimitero dedicato ai missionari dell’istituto e alle prime missionarie (suore della Riparazione, fondate da padre Salerio) giunte qui circa 30 anni dopo il Pime.

Il tutto è stato seguito da una Messa celebrata per tutti i missionari defunti. Nel cimitero è ricordato anche il “signore locale” del tempo (Sawwa') che ha permesso ai missionari di fermarsi e iniziare la loro opera. Vi hanno preso parte, oltre ai vescovi, circa 200 sacerdoti e migliaia di fedeli delle diocesi dove il Pime ha servito per 150 anni. La Diocesi ha voluto raccogliere in un unico posto, presso quel cimitero, i resti e il ricordo dei missionari attivi in quell’area, assieme alle prime suore morte in questa terra. L'ultimo missionario del Pime morto in questa terra è stato padre Paolo Noè, morto nel 2007. Non tutti i missionari sono sepolti qui, ma tutti sono ricordati. 

Domenica, infine, ha avuto luogo - nella grande area della parrocchia di Leiktho -la celebrazione più importante, culmine di tutti i festeggiamenti. L’Eucaristia, presieduta da mons. Isaac Danu, vescovo di Taungngu, ha visto la presenza di una grande massa di fedeli: “una folla innumerevole, circa (o forse più ) di 15 mila persone, oltre ogni aspettativa. Popoli di ogni razza, lingua: Keba’, Kaya’, Kayo’, Kayin, Pakagno’, Kayaen, Shan”, racconta con emozione un missionario presente all’evento.

Folta anche la partecipazione di altri vescovi ed arcivescovi (il cardinale di Yangon, i vescovi e gli arcivescovi di Mandalay, Taunggyi, Loikaw, Pekhon, Keng Tung; inoltre i vescovi emeriti di Loikaw e di KengTung). Nella stessa occasione 4 nuovi sacerdoti sono stati ordinati per la Chiesa di Taungngu. Circa 150 i preti presenti da tutte le Diocesi. Il Pime è stato rappresentato dal Superiore Generale, venuto per l’occasione, il Superiore delegato assieme ad alcuni consiglieri della Delegazione Thailandia-Myanmar (i padri Maurizio Arioldi, Marco Ribolini e P. Ivo Cavagna) e dai membri dalla comunità locale.

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