2018 03 25 Articolo attività a Gaeta

 

Il 25 marzo, Domenica delle Palme, il Santuario della SS. Trinità alla Montagna Spaccata si è animato grazie ad alcune iniziative. Intanto si è svolto l’atto conclusivo della lotteria promossa dai Padri del Pime, in primis, il rettore padre Pasquale Simone, al fine di ricavare contributi destinati a coprire le spese del restauro del pannello maiolicato, opera di Raimondo Bruno, del 1850, composto da 192 formelle di Vietri che riassumono le 14 stazioni della Via crucis e visibile sulla facciata della Cappella di S. Filippo Neri. Dopo che padre Pasquale ha benedetto il pannello maiolicato si è tenuto il sorteggio dei premi, gentilmente messi a disposizione da vari sponsor di Gaeta, è avvenuto nella cappella alla presenza oltre che di padre Pasquale e padre Silvano, di numerosi convenuti che hanno sfidato sia lo sferzante e freddo vento di levante sia l’ora legale che ha costretto tutti a svegliarsi in anticipo. A seguire il tradizionale rito della benedizione delle palme, sempre nella cappella di S. Filippo Neri con la lettura di un brano del vangelo ed il trasferimento in processione attraverso il corridoio della Via Crucis in Chiesa per la liturgia domenicale.

Contemporaneamente nella sala della mostra missionaria partiva il “mercatino di Pasqua” la cui idea, è partita dai nipoti e pronipoti di padre Pasquale. In una delle tante domeniche trascorse in famiglia , dopo pranzo, nel parlare e sorseggiare del buon caffè, essi hanno pensato di mettere a disposizione degli altri quei talenti che possedevano quindi ciò che sapevano fare e cioè ricami, oggetti realizzati a mano per la casa, decorazioni pasquali, lavoretti in sughero, limoncello e dolci tradizionali come i tarallini al vino ed il tortano gaetano ricoperto con il bianco naspro. A questo punto è venuto in aiuto padre Pasquale che ha proposto di contribuire al progetto di costruzione, in Bangladesh, di un ostello in cui sia possibile garantire la formazione non solo professionale ma anche morale e spirituale delle bambine e ragazze povere del villaggio di Balubari nella Diocesi di Dinajpur, a nord del paese.

Padre Paolo Ciceri, che da 45 anni è missionario proprio in Bangladesh, essendo venuto a conoscenza dell’iniziativa, in una lettera di ringraziamento ha anche illustrato la condizione in cui vivono molte ragazze di quella zona del paese: la quasi totalità di esse viene costretta a sposarsi tra i 15 e 16 anni per scelta dei genitori promessa ad un marito, spesso molto più grande di loro, che vedono per la prima volta il giorno delle nozze. La sposa diventa così una vera e propria serva e lavora molto di più del marito e ad un minimo cenno di protesta viene picchiata e ripudiata. Molte ragazze muoiono di parto perché troppo giovani per la maternità. L’impegno dei missionari del Pime è quello di farle studiare convincendo le famiglie ed assumendosi tutte le spese, dando loro la possibilità di trovare un lavoro, di essere autonome e formare delle famiglie felici. Scrive ancora padre Paolo che un risultato che lo riempie di gioia è quando gli dicono “abbiamo ricevuto tanto, ora tocca anche a noi fare qualcosa di bello per gli altri”.

Nonostante il tempo sfavorevole i visitatori del mercatino sono stati numerosi e generosi.Una mattinata densa di avvenimenti nella Domenica delle Palme al Santuario: piccole iniziative quali la lotteria ed il mercatino di Pasqua preparate con cuore e passione per contribuire alla realizzazione di grandi progetti: si può quindi concludere affermando che: “abbiamo ricevuto tanto, ora tocca anche a noi fare qualcosa di bello per gli altri”.

Giuseppe e Nicoletta, nipoti di padre Pasquale Simone

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Il Blog di P. Franco Cagnasso

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