Domenica scorsa 9 dicembre padre Domingos Tchuda, missionario del Pime proveniente dalla Guinea Bissau, ha fatto il suo ingresso ufficiale come nuovo parroco di La Concordia, che si trova nel tormentato Stato messicano del Guerrero. Ha così preso il posto del confratello Ferdinand Komenan Kouadio, ivoriano, da pochi mesi destinato ad un servizio in Italia.

È stata una giornata di grande festa, cui hanno partecipato molte persone di tutti i villaggio (una trentina) che compongono la parrocchia. Presenti anche una quindicina di persone venuti da Atoyac con p. Alfonso e p. Ulises, vicario.

La solenne cerimonia si è aperta con la lettura del decreto arcivescovile di nomina del nuovo parroco, dopo di che padre Domingos ha fatto professione di fede e ho rinnovato le promesse sacerdotali. L’arcivescovo di Acapulco, monsignor Leopoldo González González, ha quindi ha invitato il nuovo parroco ad aprire le porte della chiesa, suonare la campana, sedere nel confessionale e pregare davanti al Santissimo per i fedeli della parrocchia: tutti gesti che esprimono il forte legame tra il sacerdote e la sua comunità.

Prima della benedizione finale, il vescovo ha ringraziato p. Ferdinand per il lavoro svolto negli anni precedenti e padre Domingos per i suoi 6 mesi trascorsi come amministratore parrocchiale. Dopo la Messa, le autorità del villaggio hanno offerto da mangiare a tutti.

La missione di La Concordia è costituita da trentaquattro villaggi, disseminati sulle montagne dello Stato di Guerrero, uno degli Stati più inquieti e pericolosi del Paese. L’area è molto isolata: per raggiungere i villaggi, occorre percorrere chilometri di strada sterrata. Dal punto di vista culturale, l’area è fortemente segnata dalla cultura indigena mizteca: solo dalle medie in poi i ragazzi cominciano a usare la lingua spagnola, che continua ad essere dai più avvertito come una lingua straniera ed è quasi incomprensibile per la gente comune. Per questa ragione da anni i missionari del Pime sono fortemente impegnati nell’inculturazione: la lingua infatti rappresenta un insostituibile strumento a servizio del Vangelo. Sono già state prodotte due grammatiche di mizteco edè in corso la traduzione del messale.

Il Pime è presente in Messico dal 1993; in passato aveva operato nel Paese dal 1895 al 1926, nella diocesi di La Paz, Stato della Bassa California.

 

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