Roma

  • Discernimento e leadership: i superiori del Pime a confronto per una settimana a Roma

    “Discernimento” è un termine del lessico cristiano di sempre, tornato particolarmente in auge con papa Francesco; da buon gesuita, Bergoglio ha spesso evocato questa parola, particolarmente cara alla tradizione ignaziana, come atteggiamento fondamentale per il fedele e la comunità che vogliano scoprire, giorno dopo giorno, la volontà di Dio su si sé. Il discernimento, al pari della capacità di leadership (ossia di guida saggia, decisa e lungimirante al tempo stesso), è pure una dote essenziale per chi ha responsabilità all’interno di una comunità.

    Proprio discernimento e leadership sono i temi al centro dell’incontro di formazione continua organizzato dal Pime per i 15 Superiori di Circoscrizione e per i 5 membri della Direzione Generale, in corso a Roma, preso la Casa Generalizia, dal 16 giugno fino al 26. A promuovere quella che, a tutti gli effetti, è una “prima volta” (decisa dal Consiglio plenario di Hong Kong nel 2016), è stata la Commissione per la formazione continua, composta dai padriFerruccio Brambillasca, Superiore Generale, Gabriel Costa, Enrico Fidanza e Gianni Criveller, responsabile e coordinatore della stessa.

    Il rapporto tra chi è nominato a capo di una regione (o delegazione) del Pime e la sua comunità, così come la relazione tra i Superiori locali e la Direzione generale sono, evidentemente, questioni che non attengono meramente al buon funzionamento del “sistema Pime”, ma che hanno a che fare con la qualità del clima che si determina all’interno dell’istituto e della comunione che rappresenta un elemento indispensabile per garantire credibilità alla testimonianza missionaria.

    Il corso, quindi, prendendo di petto questioni calde e di grande attualità (tra queste anche lo spinoso nodo degli abusi), punta a condividere una strategia comune e a migliorare i rapporti interni all’istituto, nelle sue diverse articolazioni, proprio per favorire la collaborazione e la comunione tra tutti i membri, nel rispetto delle responsabilità di ciascuno.  

    Una settimana intensa, quella che stanno vivendo i partecipanti al corso, con giornate articolare in quattro sessioni di lavoro, due il mattino e altrettante al pomeriggio. Dopo i saluti e l’accoglienza di sabato 16, il corso è entrato nel vivo domenica 17 col ritiro guidato da don Matteo Crimella, apprezzato biblista e amico del Pime, sul tema “Leadership e discernimento nella Bibbia”.

    Lunedì 18 giugno è toccato al gesuita e canonista p. Damián Guillermo Astigueta guidare la giornata di studio sul tema “Leadership e discernimento” dal punto di vista deldiritto canonico. Alla luce della legge della Chiesa, egli ha affrontato una tema delicato, ossia come gestire i casi particolari, le varie forme di abuso, incluso l’abuso di minore e di potestà, il rapporto dei superiori con i confratelli, ecc.

    Da martedì 19 a giovedì 21 giugno, per tre giorni, don Andrea Peruffo, responsabile di numerose iniziative di formazione continua nella diocesi di Vicenza, ha invece trattato il tema “Leadership e discernimento” attraverso varie dinamiche di comunicazione, condivisione di gruppo e assembleare. Tra i temi affrontati: leadership, autorevolezza e principio di sussidiarietà.

    In altri termini, è emerso come il Superiore locale debba saper far funzionare il suo consiglio, assumersi le sue responsabilità, evitando deleghe improprie e rinvii ingiustificati. Il discernimento del proprio ruolo in rapporto con la Direzione Generale è una questione-chiave. Ancora: il Superiore regionale è chiamato a praticare la comunicazione con i confratelli e a crescere con loro nella costruzione della comunità. La qualità di governo si esprime nell’esercizio della sinodalità, ovvero nel guidare la comunità ad affrontare insieme le decisioni necessarie per il bene della missione e della stessa comunità. Altro tema scottante: il rapporto potere-servizio: esercitando il discernimento verso le persone e nella comunità, l’autorevolezza del Superiore non è dominio, ma capacità di gestire le situazione conflittuali e difficili, prendendo con coraggio decisioni giuste nei vari casi di comportamenti di dipendenza e di abuso.

    Domani toccherà a p. DavidKinnear Glenday, già Superiore Generale dei missionari Comboniani e ora Segretario Generale dell’Unione dei Superiori Generali (USG), condividere la sua vasta esperienza di missionario e di Superiore con riferimento esplicito alle tematiche del corso.Sabato 23 giugno si terrà un confrontotra i Superiori di Circoscrizione e la Direzione Generale;la sera è previsto un incontro con il Direttivo dell’ALP (Associazione Laici Pime).

    Domenica 24 giugno i partecipanti al corso vivranno una visita guidata ai Musei Vaticani, dopo la Messa sulla tomba di San Pietro. Nel pomeriggio ci sarà la presentazione dell’Ufficio UAM (Ufficio aiuto missioni); inoltre, alcuni animatori di Giovani e Missione parleranno ai regionali. La cena si svolgerà nella nuova casa di via Pineta Sacchetti. Lunedì 25 giugno la giornata sarà dedicata ad un pellegrinaggio francescano nell’alto Lazio, che toccherà Greccio, Fonte Colombo, La Foresta, Poggio Bustone. Martedì 26 giugno, in chiusura di corso, è previsto un incontro con l’Economo Generale.

    Il clima che si respira nel corso è molto buono: c'è voglia, da parte dei partecipanti, di imparare e interagire, perché si coglie l’importanza delle questioni sul tappeto, sia in riferimento alla “gestione dei casi difficili”, sia, come detto, ai casi di abuso e dipendenza. Inoltre si avverte sempre più l’importanza di praticare il principio di sussidiarietà, evitando di delegare a Roma ciò che può essere deciso localmente. 

    Ricca e intensa è stata la settimana anche dal punto di vista degli incontri. Lunedì sera al Pime è stato ospite il Segretario generale della conferenza episcopale indiana; martedi sera invece i partecipanti hanno incontrato i due vescovi di Hong Kong e il vescovo di Macau in visita ad limina. Giovedì sera i partecipanti al corso hanno incontrato p. Fabrizio Meroni, direttore del CIAM e Segretario Generale della PUM, che ha dato un quadro circa l’ottobre missionario speciale del 2019, a cent’anni dell’enciclica missionaria di Benedetto XV, Maximun Illud.

    Varie persone hanno collaborato alla riuscita dell’iniziativa: oltre ai padri Gianni Criveller e Gabriel Costa, in qualità di moderatori e coordinatori, i padriFabio Motta e Andrea Lembo hanno seguito la parte liturgica, mentre per la logistica si sono spesi i padriMichele Brambilla, Romano Stucchi e Franco Legnani (rettore della casa di Roma).

  • Pime, nuova presenza a Roma nel segno di Avanzini

    Il PIME ha festeggiato ieri l’inizio di una nuova presenza a Roma: con una bella concelebrazione a cui hanno preso parte moltissimi confratelli e tanti amici, è stata inaugurata la nuova sede dell’istituto nella capitale italiana, la casa Monsignor Pietro Avanzini. Questa nuova presenza è motivata dalla decisione di trasferire la Casa Generalizia (dal'attuale sede di via Guerrazzi a Roma) a Milano, presso la Casa Madre: il trasferimento è previsto nel 2019, al termine dei lavori di ristrutturazione.

    Tuttavia questa scelta, sofferta ma necessaria, in nessun momento ha messo in dubbio la volontà dell’istituto di rimanere nella capitale, volontà che si è concretizzata con l’acquisizione dell’immobile di via Pineta Sacchetti. Qui già vive una piccola comunità composta da alcuni missionari del PIME (in gran parte studenti) e altri sacerdoti provenienti da diocesi e istituti  di missione.

    La casa ha tre obiettivi principali: accogliere i membri (e gli ospiti) del PIME che si fermeranno a Roma per un periodo di studio, offrire alla DG un appoggio a Roma per le varie necessità presso la Santa Sede e ospitare AsiaNews, l’agenzia di notizie del PIME già presente in Casa Generalizia.

    Inoltre, dietro alla decisione di rimanere a Roma c’è anche un’altra motivazione: il PIME è legato a questa città perché in essa affonda le proprie radici storiche. Infatti a Roma era nato, nel 1874, il Pontificio Seminario dei Santi Pietro e Paolo per le Missioni Estere, fondato da Pietro Avanzini (a cui appunto è dedicata la casa), che nel 1926 si è unito al Seminario per le Missioni Estere di Milano, fondato da Angelo Ramazzotti, dando origine al PIME.

    Perciò, pur con una presenza diversa, l’istituto desidera mantenere un rapporto stretto con la Chiesa di Roma e dare nel limite del possibile un contributo all’animazione missionaria della diocesi. Da qui l’importanza della presenza alla festa d’inaugurazione di casa Avanzini del vescovo responsabile della sezione ovest della diocesi, mons. Paolo Salvadaggi, del parroco locale, don Francesco Galluzzo e del vicario della trentatreesima prefettura romana, don Marco Vianello, oltre alle varie comunità religiose presenti sul territorio (nella foto). Tutti hanno espresso grande soddisfazione con l’arrivo del PIME in via Pineta Sacchetti e il desiderio di collaborare con la nuova comunità, il cui rettore sarà padre Marco Pifferi.

    Non resta che fare i migliori auguri alla comunità di Casa Avanzini: che nel cercare il raggiungimento dei propri obiettivi riesca ad essere lievito di Vangelo nella Città Eterna, cuore della cristianità che ogni tanto ha bisogno di una scossa missionaria per continuare a battere. E chi meglio di una giovane comunità del PIME per dargliela?

    p. Marcelo Farias dos Santos - PIME

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