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QUI POSTULAZIONE #23 ▪ Isidoro, Mario e Pietro: testimoni della Fede in Myanmar

Dieci anni fa, il 24 maggio 2014, la Chiesa del Myanmar ha festeggiato il suo primo Beato, il martire Isidoro Ngei Ko Lat.

Come allora, anche oggi il PIME ringrazia con essa il Signore. Lo fa anche per il dono ricevuto con la beatificazione, in quella stessa celebrazione, del missionario Padre Mario Vergara, martirizzato assieme a Isidoro, suo catechista.

Entrambi sono stati uccisi il 25 maggio 1950 in prossimità del villaggio di Shadaw, dove risiedevano nella Prefettura Apostolica di Toungoo, ora Diocesi di Loikaw. Quel giorno avrebbero dovuto trattare, con il rappresentante governativo, la liberazione di un catechista catturato dai guerriglieri che certamente lo avrebbero ucciso. Essi, infatti, con l’appoggio degli amministratori locali, combattevano il governo birmano da quando il paese aveva ottenuto l’indipendenza dall’Inghilterra due anni prima. In quanto cattolici e sostenitori del dialogo e della pace, i missionari cattolici e i loro collaboratori erano visti come ostacolo al proselitismo protestante, alla sottomissione della popolazione, all’arruolamento nelle loro truppe reazionarie.

Al posto del funzionario statale, essi trovarono invece il capo dei sovversivi che, dopo averli interrogati perché considerati filogovernativi, li sottopose ad una marcia forzata fino al fiume Salween per ucciderli. Una volta fucilati, i loro corpi furono gettati nelle sue acque in due sacchi mai rinvenuti.

Padre Mario, originario di Frattamaggiore, dove era nato nel 1910, era giunto in Birmania nel 1934 e vi era tornato alla fine del 1946 dopo gli anni trascorsi nei campi di prigionia inglesi in India e poi alcuni mesi nella missione indiana dell’Istituto a Hyderabad.

Isidoro, nativo di Taw Pon Athet, aveva allora trentadue anni ed era stato scelto da Padre Vergara come catechista in appoggio alla nuova missione affidatagli. Era cresciuto nelle Missioni del PIME e ne aveva aiutato i missionari fino al suo ingresso in Seminario. Costretto a lasciarlo per motivi di salute, si era dedicato all’insegnamento avviando anche una scuola per i ragazzi dove insegnava inglese, birmano e dottrina cattolica.

La loro Causa di beatificazione e canonizzazione è stata avviata nel 2003 dalla Diocesi di Loikaw, il cui vescovo ha partecipato alla Messa nella quale sono stati proclamati Beati. La celebrazione presieduta dal Card. Angelo Amato, Prefetto delle Cause dei Santi, si è tenuta il 24 maggio 2014 nella cattedrale di Aversa, diocesi di origine del sacerdote missionario.

Padre Mario Vergara e Isidoro Ngei Ko Lat sono tutt’oggi ricordati congiuntamente dal PIME, che nel suo “Proprio Liturgico” ne ricorda la memoria liturgica il 25 maggio.

A morire in quel 25 maggio del 1950 nella missione di Shadaw è stato anche il trentaduenne Padre Pietro Galastri di Partina (Arezzo), in Birmania da due anni. Era in preghiera nella cappella durante la trattativa del confratello Vergara. Catturato dai guerriglieri è stato subito fucilato nella vicina boscaglia. Anche il sacco con il suo corpo è scomparso portato via dalla corrente del fiume Salween.

In allegato il testo integrale della Omelia del 24 maggio 2014.

 

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